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Web Summit 2018: il racconto di Pop Up Magazine

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Web Summit 2018: il racconto di Pop Up Magazine!

Il Web Summit 2018 si è concluso da poco e Pop Up è stato fiero di aver partecipato come media ad un evento tanto importante a livello mondiale. Sono stati davvero tanti infatti gli spunti di discussione e gli speech ai quali abbiamo partecipato. E’ stata una tre giorni interessante e che come sempre si pone l’obiettivo di stimolare l’interesse dei partecipanti ai temi trattati nel summit e di favorire l’incontro tra gli operatori del settore. Inoltre sono state come sempre tante le startup presenti alla kermesse lusitana, provenienti da tutto il mondo.

In questo post faremo una breve disamina di ciò che è accaduto a Lisbona e di alcune delle startup che abbiamo incrociato nel nostro cammino in terra portoghese.

Speech & speech

Vogliamo partire dalla giornata d’apertura, dove l’organizzatore dell’evento, Paddy Cosgrave, ha presentato l’ospite d’eccezione della manifestazione, il fondatore del sistema World Wide Web, Tim Berners Lee, che ci ha parlato delle sfide che attendono il Web nel prossimo futuro, seguito dagli interventi successivi del Sindaco di Lisbona, Fernando Medina e del Presidente del Portogallo Duarte, che hanno dato il benvenuto a tutti i presenti dell’Altice Arena.

tim berners lee
Tim Berners Lee – Fonte: Phys.org

Volendo approfondire la tematica degli speech ai quali abbiamo partecipato e di quelli più interessanti, prima di tutto occorre dire che ogni giorno questi variavano a seconda dell’argomento trattato e del settore merceologico: infatti se il primo giorno è stato dedicato all’innovazione nel mondo dello sport, con interventi interessanti, tra i quali quello del tecnico portoghese Villas Boas sull’uso della tecnologia nel gioco e negli allenamenti, oppure l’intervento dei Presidenti di Benfica e Olimpique Marsiglia, rispettivamente Domingos Oliveira e Jacques-Henri Eyraud, che hanno a lungo discusso della possibilità di utilizzare i social media come veicolo per la creazione di community globali, attraverso le quali competere a livello mondiale con i top club europei; altro speech di un certo rilievo nel mondo dello sport lo possiamo attribuire a Luisao, ex calciatore del Benfica e di diversi altri top club europei e della nazionale brasiliana, che ha discusso delle odierne applicazioni che consentono di migliorare la qualità dell’allenamento dei calciatori e anche delle odierne tecnologie per lo scounting di nuovi talenti in giro per il mondo.

Nei giorni successivi invece i settori toccati al Web Summit 2018 sono stati musica e moda, che ben si prestano alle innovazioni digitali.

Gli speech che ho personalmente seguito sono stati quelli sulla moda: ho assistito infatti all’interessante presentazione del CEO di Tommy Hilfiger, Daniel Grieder, che ha illustrato i passi in avanti che il brand sta facendo verso 3 direzioni:

  • Innovazione tecnologica, per riuscire ad incrementare le vendite e ingaggiare gli utenti in rete;
  • Personalizzazione del prodotto, per un’esperienza utente unica e un prodotto non standardizzato;
  • Utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale, nel rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema;

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Altro speech che ho seguito con interesse è stato quello di Swarovski, con Nadja Swarovski che ha raccontato di sè e della sua azienda oltre che illustrato le ultime novità in fatto di luxury brand e il loro rapporto sempre più stretto con i social network.

Per ciò che concerne la SEO, ho potuto seguire un interessante intervento di Sarah Bird di MOZ, la quale in pochissimo tempo ha illustrato le ultime tendenze legate alla SEO e alla capacità dei brand di farsi trovare dagli utenti in rete. Nello specifico, interessanti le slide che hanno mostrato le ultime ricerche di MOZ, dalle quali è emerso che il 60% del traffico in rete sui portali proviene da Google e che gli utenti preferiscono in SERP i risultati organici rispetto quelli a pagamento. Inoltre ha mostrato l’importanza crescente delle ricerche vocali e di come queste saranno decisive nel prossimo futuro, soprattutto in riferimento a prodotti quali ad esempio Google Home.

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Per di più, i top brand presenti in stand come ad esempio Google, hanno sviluppato tre giorni di interventi per i presenti su svariati argomenti. Nel caso di Big G, segnalo quelli su GDPR, SEO, Digital Marketing e anche delle particolari sessioni di Yoga stimolante e rilassante, di cui noi professionisti della rete abbiamo sempre bisogno, visto lo stress del lavoro.

Le startup intervistate da Pop Up

Abbiamo avuto il piacere di girare gli stand del Web Summit alla ricerca delle realtà più interessanti presenti all’evento. Vi erano alcune realtà italiane, ma in generale ho potuto constatare la presenza di startup provenienti da tutto il mondo e una tendenza in particolare: l’età media degli startupper stranieri, soprattutto provenienti da USA e paesi nord-europei, era molto più bassa rispetto all’età media degli startupper italiani e del Sud-Europa, ciò a testimonianza del gap esistente tra Nord e Sud in fatto di startup.

Tra le startup che hanno colto la mia attenzione, tra le tantissime presenti (su quattro padiglioni ogni giorno si alternavano realtà differenti che mostravano la propria idea di business più quelle presenti ma senza stand), voglio segnalarvi le seguenti:

  • AR Market Srl, azienda italiana di Roma, che ha implementato un sistema integrato di realtà aumentata applicabile al proprio business, che per le web agency è possibile sviluppare facilmente su un’unica piattaforma, così da gestire più clienti in maniera automatizzata senza grossi intoppi e investimenti (è possibile gestire con poche centinaia di euro progetti in realtà aumentata per il proprio cliente in rete);
  • Boat On, azienda francese che ha sviluppato una piattaforma capace di gestire in ogni momento tutti gli aspetti legati alla propria imbarcazione, come la ricerca di un posto dove ormeggiare o parcheggiare la propria barca, contattare l’assistenza in caso di guasti, trovare l’assicurazione più vantaggiosa per la propria imbarcazione;
  • FlipFlop, startup americana di New York, i cui responsabili (davvero giovanissimi) hanno ideato una piattaforma dove poter rimettere in vendita i pacchetti di hotel e accomodation prenotati per i quali non è possibile disdire la prenotazione, riuscendo così a sub-affittarli a terzi;
  • Kwaita, startup tedesca con sede a Berlino, la quale ha ideato un sistema di social networking utile a incrementare la clientela nel business del food, e ideale quindi per ristoranti, pub e pizzerie;
  • Crowd4Roads, startup italiana che ha sviluppato un modello chiamato SmartRoadSense, un’applicazione che usa lo smartphone e il GPS per individuare e classificare le irregolarità del manto stradale, inviando i dati in maniera anonima al comune responsabile della tenuta della strada;
  • VeedyBox, piattaforma capace di creare e personalizzare le proprie pubblicità video in modo veloce e semplice, incrementando così le possibilità di conversione;
  • Industry Masters, startup maltese che ha sviluppato un business game davvero particolare chiamato BizBattle Royale, che prevede la possibilità di giocare online contro altri giocatori per essere l’azienda leader del settore e vincere la concorrenza sul mercato. Utile per scopi didattici e per allenarsi a competere sui mercati contro altri spietati imprenditori;
  • KashKlik, startup israeliana capace di ottimizzare i propri sforzi promozionali di influencer marketing, matchando l’azienda con gli influencer più adatti a sviluppare quella campagna, per la quale l’influencer viene retribuito in base ai click e all’engagement generato dal post promozionale;

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Conclusioni

Gli ultimi interventi al Web Summit sono stati quelli di V Williams della piattaforma Medium che ha discusso dell’odierno mondo del giornalismo digitale, presentando così la propria piattaforma di online journalism che da la possibilità a tutti i giornalisti di iscriversi e pubblicare le proprie storie, divenendo di fatto il più grande aggregatore di notizie al mondo.

Poi è stata la volta dell’annuncio della vincitrice della Pitch Competition, che come scritto precedentemente è stata Wayve, startup dedicata al machine learning nel settore automotive.

La chiusura dell’evento è stata invece a cura del Presidente del Portogallo, Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa, il quale ha annunciato davanti alle migliaia di spettatori dell’Altice Arena che i prossimi 10 anni l’evento non si sposterà dalla capitale lusitana. Inoltre ha fatto un auspicio per il futuro: che attraverso il web si possa costituire un’unica community mondiale, superando ostacoli legati a cittadinanza, colore della pelle, religione e cultura. Me lo auguro anch’io dal profondo del cuore.

Obrigado Lisboa: ci vediamo alla prossima edizione del Web Summit! 

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