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Il brand Fila e il suo rilancio sul mercato dello sportswear

© by Panbianco news

Fila inventò il Marketing Sportivo e adesso dopo una lunga crisi è alla riconquista del mercato dello sportswear

Nel lontano 1911, da Coggiola sulle Prealpi della Valsessera in Piemonte, uno dei più prestigiosi brand italiani di abbigliamento sportivo si è lanciato nel mercato internazionale, investendo in Marketing e Sponsorizzazioni come nessun altro marchio italiano aveva mai fatto prima, fino a diventare oggi una multinazionale coreana.

Il brand Fila aveva rivoluzionato il mondo del tennis facendo indossare una maglietta con fregi colorati a Bjorn Borg, considerato universalmente uno dei tennisti che ha maggiormente contribuito all’evoluzione di questo sport; ha vestito l’estroverso Alberto Tomba, considerato uno dei più grandi specialisti dello sci e l’intera squadra olimpica italiana impegnata in Giappone nei XVIII Giochi Olimpici Invernali di Nagano nel 1998.

Nonostante questo gioiello non sia più un’eccellenza italiana (del resto non mi stupisco dell’incapacità della nostra classe politica nel difendere il Made in Italy e la competizione sui mercati internazionali), questo brand è rinato dopo una lunga crisi grazie all’estro e l’ambizione dell’imprenditoria coreana, fatturando nel secondo trimestre del 2018 quasi 710 milioni di Dollari.

storia fila

marketing sportivo FILA, cronologia del marchio con atleti famosi

marketing sportivo FILA, cronologia del marchio con atleti famosi

marketing sportivo FILA, cronologia del marchio con atleti famosi

marketing sportivo FILA, cronologia del marchio con atleti famosi

Marketing sportivo: perché tutti rivogliono Fila

Una storia lunga 107 anni, un’icona mondiale che sta riconquistando i campioni dello sport e il mercato dello sportswear, con investimenti e attività strategiche di collaborazioni e co-branding, mirate non solo a sopravvivere ma anche a monetizzare e prosperare.

L’attività della nuova proprietà coreana è infatti attualmente gestita in oltre 70 Paesi nel mondo, con 37 licenziatari. Dopo un travagliato periodo di declino, il marchio sceglie la passerella milanese della Fashion Week dedicata alla primavera-estate 2019 per mostrare a tutti che è tornato glorioso e non in sordina, visto che ha assunto una politica di espansione, puntando in alto e impostando un gioco offensivo, all’insegna della rinnovata crescita di un brand sportivo di tendenza, altamente tecnologico e performante.

fila brand

Fila: dal 2007 in mani coreane

Dal 2007 Fila, di proprietà dell’imprenditore coreano Gene Yoon, con sede a Seoul ma con un museo e un dipartimento a Biella, sta riuscendo a riproporre lo stesso stile che l’aveva resa famosa negli anni ’70 e ’80, modificando l’immagine aziendale e riposizionando i suoi prodotti di abbigliamento mediante politiche di prezzo e partnership con importanti marchi di moda e lifestyle oltre che con influenti stilisti: da Jason Wu ad Anna Sui, da Fendi a Gosha Rubchinskiy, che a loro volta hanno dato vita a capi contemporanei dall’appeal sportivo, dove l’iconico logo Fila è stato reinterpretato in chiavi inedite, consolidandolo come importante player del mercato globale dello streetwear.

gene yoon

Infatti già a partire dai primi mesi del 2016, il successo dell’operazione di rebranding mediante lo strumento Google Trends ha dimostrato chiaramente un aumento di interesse nei confronti della “Effe rossoblù“.

Vi mostriamo negli ultimi 5 anni l’interesse nei confronti del brand sportivo Fila, il quale ha visto impennarsi il numero di ricerche negli ultimi mesi:

fila google trends

Conclusioni

Nel 1973 avvenne il grande cambiamento dell’azienda dei fratelli Fila, con la linea dedicata al tennis per poi imporsi anche nel campo delle calzature, oltre che vestire numerosi campioni dello sport, quali Bjorn Borg, Guillermo Vilas, Boris Becker, Monica Seles, Nelson Piquet, Michael Schumacher, Adriano Panatta, Alberto Tomba, Antonio Rossi e sponsorizzare grandi imprese come la scalata dell’Everest da parte di Reinhold Messner, il giro del mondo in solitaria del velista Giovanni Soldini.

Il brand di Biella ha conosciuto una profonda crisi, fino ad essere rilevato dalla licenziataria coreana del brand, Fila Korea, per 400 milioni di Dollari e tornare così ad avere finalmente un posto d’onore nei mercati chiave in tutto il mondo, reale e digitale.

Insomma Fila ha avviato una strategia di comunicazione di forte impatto nel settore dell’abbigliamento sportivo e per il tempo libero e alzi la mano chi non ha rispolverato le sue vecchie felpe Fila. Io la indosso mentre scrivo questo post.

 

I marchi non muoiono mai e possono essere anche considerati sleeping brand, mantenendo un valore per essere poi rilanciati al momento giusto sul mercato.

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