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Marketing nel calcio: F.C. Barcelona, mes que un club

Perfetto in campo, ma ancor di più nel marketing

Marketing nel calcio: l’esempio Barça!

Dallo scudo del FC Barcelona al Brand Engagement

Lo sapevate che in una delle vetrate dell’imponente basilica gotica di Santa Maria del Mar di Barcellona vi é rappresentato lo scudo del Barça, ovvero la squadra calcistica della metropoli catalana? Qualche anima pia potrebbe considerarlo blasfemo. 

Dunque io non sono Pio, ma Fabrizio e parlo di marketing sportivo. Quindi lo scudo del Fútbol Club Barcelona, una delle squadre del panorama calcistico più note e più attive sul fronte del marketing e del merchandising, che ritroviamo in una vetrata di un edificio religioso, non é altro che una forma di comunicazione capace di far richiamare alla memoria uno dei brand globali calcistici più seguiti al tifoso anche mentre prega. That’s brand recall!

Com’è finito il brand Barça nella cattedrale del 1329? Semplice: é stato aggiunto 600 anni dopo, in seguito alla donazione di 100.000  pesetas da parte del FC Barcelona per il restauro delle vetrate!

mix_scudo_barca                                                                                                                                                                                                                                       Foto:  Pinterest

La squadra catalana è una delle formazioni più titolate al mondo, che vanta 24 titoli nazionali, 28 Coppe di Spagna, 12 Supercoppe di Spagna, 2 Coppe della Liga, 5 UEFA Champions League, 4 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee e 3 Coppe del mondo per club. Insomma la possibilità di mettere a segno il colpo grosso é praticamente superiore al 60%, catapultando così il Barça alla leadership del calcio mondiale sia a livello sportivo e di conseguenza anche economico.

Al di là dei brillanti risultati calcistici, il Barça accende comunque gli animi di milioni di tifosi, non solo catalani, ma in tutto il mondo. Com’è possibile? 

Semplice! Il management pensa al club catalano come un brand dell’intrattenimento dal valore globale a cui applicare strategie di marketing. Insomma il Barça ha come obiettivo l’ottimizzazione dei  rapporti che va al di là della fidelizzazione dei tifosi-consumatori e dei partner commerciali al club. That’s Brand Engagement!

Dunque semplificando: un’ottima strategia di marketing nel calcio, denaro per l’acquisto dei migliori giocatori, più trofei, di conseguenza aumento dei supporter, che  fanno  aumentare il valore del club, che a sua volta fa crescere i profitti, che permettono a loro volta ancora l’acquisto di top player etc. Insomma un circolo virtuoso innescato brillantemente dal 2003 al 2008 da Ferran Soriano, il braccio destro dell’allora presidente Joan La Porta, per massimizzare i ricavi e contenere costi e investimenti.

allegato-2-640x4272x                                                                                                                                                                                                                                Fonte: Calcio&Finanza  

WE ARE #FCB: i social network come espansione commerciale 

Sappiamo ormai che i social hanno rivoluzionando in modo radicale il marketing del rettangolo verde, perché permette di ottenere insight su ciò che interessa ai tifosi prima ancora di fare alcunché per coinvolgerli, orientandone così l’approccio.

Il Barça é il club sportivo per eccellenza a generare il più alto tasso di engagement (la capacità di generare interazioni, like, commenti, condivisioni). Non a caso nel febbraio 2014 é diventato il primo club sportivo del pianeta a raggiungere i 100 milioni di fan sui social media, battendo il Real Madrid, Manchester United e Chelsea.

digital-media                                                                                                                                                                                                                                                       Fonte:  Overtime Sport Marketing

Giornalmente i blaugrana attirano più di 100.000 nuovi fan attraverso i suoi 30 canali ufficiali su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Google, Sina Weibo e Tencent Weibo. La loro strategia? Non aspettare che i fan vadano da loro, ma é il club che va incontro al proprio target, reso possibile da un Dipartimento Online che cura tutta la comunicazione e il marketing digitale. Un lavoro meticoloso che prevede contenuti personalizzati per ogni paese, con un sito in 9 lingue e con i canali social ad hoc.

Il FC Barcelona consente ai tifosi sui social di essere più vicini alla squadra e così la possibilità di:

  • vedere tutte le novità sul team calcistico e sulle organizzazioni associate, provenienti da differenti siti web, dalle pagine di Facebook, da Twitter, dai blog;
  • vedere tutti gli eventi per i tifosi su Facebook organizzati dal club sportivo;
  • ricevere esclusive offerte e promozioni dal team e dai giocatori;
  • utilizzare funzionalità interattive come i giochi, i sondaggi tra tifosi, ed una serie di video accattivanti ed altri contenuti multimediali;
  • aquistare il merchandise e gadgets dell’FC Barcelona attraverso apposite vetrine disponibili anche sui social.

L’utilizzo dei social é un ulteriore step importante per il FC Barcelona, che spinge in avanti la linea del campo dell’interazione con i tifosi, tanto quanto sono bravi a fare goal e vincere i campionati. 

Con oltre 250 milioni di fan in tutto il mondo, é la squadra di calcio più amata e l’accordo siglato con WeChat nel 2014, l’importante piattaforma cinese per instant messaging, chiamate vocali e video, hanno permesso al Barça di aumentare il contatto con i milioni di tifosi in Cina ed in Asia.  Congratulazioni , ovvero Gōngxi Nǐ!

 

Premium Partnership Konami e FC Barcelona

La nipponica Konami Digital Entertainment, creatrice e publisher della pluripremiata serie di videogiochi calcistici Pes é riuscita ad avere una presenza importante durante le partite del club catalano, oltre alla visibilità pubblicitaria all’interno e all’esterno del Camp Nou e ai diritti esclusivi per ricreare la leggendaria casa del Barcellona nei titoli da Pes 2017 per tutte le versioni in uscita, incluse quelle per piattaforme mobile.

Si tratta di una partnership premium strategica, perché permette di presentare il club blaugrana perfettamente riprodotto nei minimi dettagli, grazie alle tecnologie avanzatissime, a milioni di videogiocatori e così di conseguenza migliorare la fedeltà al gioco leggendario dei catalani. Il product placement del club in Pes 2017 beneficerà cosi del forte senso di identificazione dei consumatori con i campioni e veicolare così l’acquisto del merchandising .

Basta vedere il trailer ufficiale per rendersene conto della perfezione digitale:

 

La Fundació FC Barcelona un capolavoro di marketing nel calcio

Il club barcellonese é riuscito ad esportare il proprio brand senza perdere la propria catalanitá, che contraddistingue la fortissima identità culturale e storica di una delle città più affascinanti d’Europa.

I trofei vinti a livello internazionale sono stati un driver importante per comunicare il business barcelonista, contribuendo a posizionare il club alla seconda posizione nel mondo per fatturato pari a € 764,5 mln (secondo la Deloitte Football Money League) e la terza per brand value pari a € 914 mln (secondo Brand Finance).

Il club blaugrana fa leva su quattro pilastri per rappresentare la propria cultura: catalanità, universalità, impegno sociale e democrazia, il tutto raggruppato nella Fundació FC Barcelona, che é il veicolo perfetto per comunicare il brand nel mondo. Inoltre figura nel piano strategico 2012-2016 e 2016-2021 per la crescita della società.

La Fondazione, fondata nel 1994 come un’organizzazione di raccolta fondi, emancipandosi in una vera e propria istituzione che esporta l’immagine del club nel mondo attraverso le proprie iniziative indirizzate ai più piccoli e che hanno nel calcio il proprio minimo comune denominatore.

Tra il 2009 e il 2015, la fondazione è stata in grado di aumentare i ricavi del 68% (€ 12 mln nel 2016 con obiettivo futuro di raggiungere i € 30 mln), con una crescita dei costi per i propri progetti sociali, umanitari ed educativi dell’81%; tutto ciò senza perdere la propria sostenibilità, dato che in questo periodo ha sempre chiuso la bottom line col segno +.

I bambini e i giovani coinvolti, in quanto principali beneficiari dell’attività della fondazione, sono passati da circa 220.000 a quasi mezzo milione (+123%).

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Fonte: elaborazione CF su bilancio Fundació FC Barcelona

 

La fortunata partnership con Unicef, che ha dato vita all’impegno preso dalla società catalana per migliorare le condizioni di vita di milioni di bambini, grazie al potere del calcio, ha contribuito all’immagine pulita della società. Il Barça non ha risentito per aver rinunciato alla possibilità fino al 2015 di ricavi connessi alla propria camiseta.

La Fondazione è attiva globalmente con i propri progetti “co-brandizzati”, quali tra gli altri Barçakids e FutbolNet, in 51 paesi (17 nel 2009-10) ed ha raggiunto una capacità di diffusione globale delle proprie iniziative: recentemente, oltre ai principali media regionali e nazionali (El Mundo, El País, Expansión, Sport e Mundo Deportivo), anche nel mondo sono state pubblicizzate le attività della Fundació da prestigiose testate come The Guardian, Financial Times, NY Times, Japan Times, CNN, BBC fino ad arrivare ai media in lingua araba.

La fondazione è un capolavoro di marketing dalla forte identità universale con cui fare affezionare non solo i tifosi di oggi, ma soprattutto quelli di domani, i bambini, sfruttando al meglio il lato emotivo del calcio, quelli legati alle attività sociali.

 

Barcellona e UNICEF:da 10 anni uno sponsor senza prezzo

L’UNICEF e il Barcellona Football Club celebrano quest’anno 10 anni di collaborazione tra le due organizzazioni, che ha sostenuto e finanziato aiuti per oltre un milione di bambini in 7 paesi in via di sviluppo (Angola, Brasile, Cina, Ghana, Malawi. Sudafrica e Swaziland).  Inoltre la partnership é stata rinnovata per altri quattro, in cui la società catalana si è impegnata ad aumentare il proprio contributo annuale all’UNICEF da 1,5 milioni di euro a 2 milioni di euro. I fondi andranno a finanziare programmi di educazione fisica, sport e gioco per i bambini più poveri di Brasile, Cina, Ghana e Sudafrica.

La campagna “The triumph of a dream” ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’importanza che a tutti i bambini siano garantite le stesse opportunità di sopravvivenza, con particolare enfasi sull’equità, per far sì che il primo bambino ad essere raggiunto sia quello più in difficoltà. Un gesto che ricorderà ai tifosi di calcio di tutto il mondo l’importanza di porre i bambini al primo posto.

Indossare il logo dell’Unicef è un onore per chi gioca, che segna direttamente un gol nel cuore di tutti i tifosi e non. Mentre per la società catalana si tratta di una sorta di sponsorizzazione al contrario, perché sono i blaugrana a versare denaro all’ente, oltre a tenere pulita l’immagine del club.

 

 

La maglia blaugrana e gli accordi milionari 

Di sicuro il lungimirante presidente del Real, Madrid Florentino Perez,  non digerisce bene l’accordo pazzesco che il Barça ha chiuso con la Nike, fornitrice generosa e ormai storica del club catalano: 155 milioni all’anno sino al 2028. 

Per Perez ormai i disturbi digestivi sono routine. Gli consiglio il succo di pompelmo, che é un buon rimedio naturale per digerire meglio, anche la divisa della rivale storica, non solo sulla penisola iberica.

Secondo il sito Sport, la Qatar Airways ha siglato l’accordo solamente per la stagione in corso per la modica cifra di 35 milioni di euro. In seguito il marchio potrebbe diventare il main sponsor dello stadio del Barça fino al 2022, anno dei mondiali proprio in Qatar.

A contendersi il posto prestigioso sulla maglia di Messi&Company dalla stagione 2017-2018 c’era anche Amazon, ma l’ha spuntata il colosso digitale giapponese dell’e-commerce Rakuten, proprietario dell’app Viber, un accordo da circa 55 milioni di euro l’anno fino al 2021, che prevede anche bonus di 1,5 milioni di euro in caso di vittoria del campionato spagnolo e di 5 milioni di euro per la Champions League.

Per la prima volta ritroviamo come sponsor principale di una squadra di calcio una realtà Web ed e-commerce diventa. Anche al recente Web Summit di Lisbona il binomio calcio e tecnologia è stato anche fra i protagonisti, dove gli ex calciatori Gianluca Vialli e Luís Figo si sono presentati con le loro Startup.

L’annuncio dell’accordo è stato dato dal Barcellona con un tweet e poi direttamente dal presidente Josep Maria Bartomeu, assieme al quale c’era il Ceo e fondatore di Rakuten, Hiroshi Mikitani. Insomma il club catalano è stato investito da un pioggia d’oro per accordi commerciali per la sua maglia, che porteranno ogni anno un minimo di 85 milioni nelle casse del Barça.

Anch’io possiedo parecchie maglie in attesa di essere “brandizzate” … se qualcuno vuole favorire… 😛 

rakuten_barcaFoto:  Goal.com

Il Camp Nou: una celebrità mondiale

Secondo la Deloitte il club e il suo stadio, il Camp Nou sono un vero e proprio traino economico per la capitale catalana, anche per ciò che riguarda il turismo. Infatti il 6% dei turisti visita la città per il Barça e sono convinto che la percentuale di turismo calcistico aumenterà con lo stadio nuovo. Quindi anche per i non tifosi di calcio una tappa a questo stadio è assolutamente obbligatoria durante un soggiorno a Barcellona.

La visita all’imponente Stadio Camp Nou e del museo annesso, che con 1.530.484 visitatori nel 2014 risulta il museo più visitato della Catalogna, commercializzata con il marchio “The Camp Nou Experience”, ti immerge nella storia del club che rappresenta non solo una città, ma un’intera regione orgogliosa della propria identità catalana. La possibilità al visitatore di fare un giro nel backstage del calcio e sollevare la Coppa dei Campioni, attira come una calamita. Figuriamoci come attirerà il Camp Nou dopo che sono finiti i lavori di ristrutturazione, che dovrebbero iniziare nel 2017, aumentando i posti a sedere così a 105.000 e tutti rigorosamente al coperto.

La società catalana investirà 600 milioni entro il 2022 nel progetto Espai Barça per i lavori di restyling del Camp Nou, affidati agli architetti Joan Pascual e Nikken Sekei. Inoltre il Barcelona ha assegnato il compito di gestire la vendita dei naming right alla società americana Van Wagner Sports and Entertainment, che dovrebbe generare almeno 200 milioni di euro per finanziare i lavori di ristrutturazione. 

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Fonte:90mi

E la storia continua…

Che aggiungere. Barcellona é una città cosmopolita, ricca di luoghi d’interesse non solo artistici: dalla Las Ramblas alla Barceloneta, passando per il Mercado de la Boqueria. Insomma Barcellona é una meta imperdibile ed unica, così come lo è la sua squadra, che evidentemente è “più di un club”.

L’Italia  e la Serie A al momento guardano, discutono e litigano per i pochi Si e i tanti No. La Spagna, la Catalogna e Barcellona si stanno muovendo. Non a caso la capitale catalana ha battuto anche New York e Londra nel 2015 con le sue iniziative per velocizzare il traffico e aumentare la coesione sociale attraverso la tecnologia diventando una delle smart city più frizzanti al mondo.

A questo punto non esito a valutare di trasferirmi a Barcellona, visto che é una metropoli che accoglie le idee a braccia aperte e ti insegna “volere” è “potere”. Infatti la volontà del club raggiunge molti traguardi.

Ed il merito è anche della sua strategia di marketing nel calcio, al top nel mondo.

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2 Comments

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  1. Buonasera, ho bisogno di avere l’e-mail del direttore dell’ufficio marketing
    della squadra di calcio del barcellona per una comunicazione commerciale.
    Ditta “all”

    enzo cavone

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