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SEO Google: i cambiamenti che saranno apportati dal brand nel 2018

Pratik Dholakiya ha indagato i trend di ricerca e i temi su cui le aziende dovrebbero fare attenzione nel 2018

© by Select Marketing

SEO Google: lotta ai contenuti di bassa qualità e alle fake news con nuovi algoritmi

Nuovi algoritmi per contrastare i contenuti di bassa qualità e lo spam sui motori di ricerca: continuerà in tal senso l’attività di Google anche nel 2018, un’attività iniziata nel 2011 con il rilascio del Google Panda update e resa necessaria dal diffondersi delle fake news.

Si tratta di un problema serio per Google, definito da Danny Sullivan addirittura come:

Google’s biggest-ever search quality crisis.

SEO Google 2018: in primis la lotta alle fake news

Ad oggi Google provvede già a bannare chi fa pubblicità con annunci fake e sta testando nuovi modi per permettere agli utenti di segnalare i contenuti offensivi, migliorando allo stesso tempo l’algoritmo per individuare e penalizzare le informazioni non autoritarie e i tag fact check. Dal 2015 Google sta premiando le pagine che offrono contenuti accurati piuttosto quelle che ottengono inbound links e, se implementato il Knowledge-Based Trust, demolirà tutto quell’insieme di siti che pubblicano con regolarità fake news. La ricerca e la pubblicazione di contenuti veritieri e di alta qualità diventerà quindi un fattore di ranking nel breve periodo.

Voice search e featured snippet in crescita

Una ricerca su cinque da mobile viene fatta con il meccanismo della ricerca vocale e il numero è destinato a crescere grazie a Google Assistant e Google Home (quindi un’ulteriore sfida per i professionisti del posizionamento web). Inoltre si avrà anche un incremento dei featured snippet, che oggi appaiono per il 30% delle 1.4 milioni di query testate nel corso di uno studio della Stone Temple Consulting.

Intelligenza artificiale per dare forza alla ricerca

Sono passati già due anni dall’introduzione di RankBrain, la macchina di AI sviluppata da Google per mostrare i risultati della ricerca online. Un sistema che oggi gestisce il 15% delle query digitate sul motore di ricerca ed è nell’interesse di Google sviluppare ulteriormente questo meccanismo. Ecco quindi che è nato il Cloud Vision API, un sistema in grado di riconoscere un immenso numero di oggetti digitali e oggi Google ha una tale capacità di machine-learning, che vede questo sistema come un suo prodotto. Il tutto viene sviluppato dal Google Brain, un team specializzato nello studio dell’AI per Google.

I SEO però possono stare tranquilli in quanto lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non impatterà sulle loro strategie, poichè ottimizzare un sito per l’AI è essenzialmente la stessa cosa che ottimizzarlo per gli uomini, dal momento che l’obiettivo del machine-learning è creare un algoritmo il più possibile simile al pensiero umano.

Attenzione all’article marketing su larga scala

Già a maggio Google ha allertato quei web master che usavano l’article marketing su larga scala come mezzo per sviluppare l’attività di link building, penalizzandoli e questo è già noto alle community SEO. E’ quindi all’orizzonte un nuovo algoritmo che penalizzerà l’uso del guest posting come manipolazione, ovvero quella diffusione di contenuti che non è davvero utile per l’utente.

Mobile interstitial penality

Già all’inizio del 2017 era uscito il mobile interstitial penalty update per combattere le ads intrusive che apparivano da mobile. Eppure i grandi brand hanno continuato ad utilizzarli senza scrupoli e le azioni finali di Google dipenderanno da quanto l’algoritmo deciderà di premiare il branding piuttosto che l’interstitial advertising.

SEO Google 2018… mobile first!

Già da tre anni Google ha annunciato che le ricerche da mobile hanno superato quelle da desktop sul suo motore di ricerca e oggi il 57% del traffico arriva da dispositivi mobile. Ecco quindi la nascita del mobile-first indexing, che significa che Google crea e fa il ranking sulla base della versione mobile del contenuto, anche se questo sarà poi mostrato a utenti su desktop.

Il 2018 sarà quindi l’anno del mobile e i siti mobile friendly avranno un grosso impatto sui motori di ricerca, soppiantando pian piano quelli non pensati per i dispositivi mobile.

Prepararsi al 2018 significa quindi riconoscere l’importanza del mobile, dell’AI, interrompere pratiche scorrette di guest posting e adv che distraggono la lettura, per focalizzarsi di più su strategie SEO a lungo termine che vi manterranno competitivi anche nell’anno appena cominciato.

E voi siete pronti ad affrontare queste sfide?

 

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