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Calcio e Business: la Uefa Nations League

La novità del calcio europeo: Uefa Nations League

Subito dopo il mondiale di calcio in Russia, l’evento sportivo dell’anno, partirà la prima edizione di UEFA Nations League. Si tratta del nuovo torneo calcistico con cadenza biennale targato UEFA, nato per ridurre le amichevole , che spesso non hanno ne un grande ritorno economico ne di immagine. Il torneo inizierà a settembre per concludersi nel giugno 2019 ed è diviso in varie divisioni a seconda della loro caratura e con un sistema di promozioni e retrocessioni. Dunque le più forti si sfideranno tra loro, così come le deboli, per accedere alla fase finale dell’Europeo 2020.

Fonte: Uefa

Come funziona la manifestazione: il regolamento

Il regolamento è molto più semplice, quanto complicato da spiegare. In sintesi le 55 squadre divise in 4 gruppi: A, B, C, D, che a loro volta sono divisi in sottogruppi:

  • 4 gironi da tre squadre per A e B;
  • 3 gironi da quattro squadre e 1 girone da tre per la C;
  • 4 gironi da quattro per D;

Nella divisione delle top squadre, le 4 nazionali vincitrici dei rispettivi gironi si qualificheranno per la Final Four e si sfideranno nel giugno 2019 per laurearsi campione UEFA Nations League. Inoltre le quattro finaliste saranno inserite nei gruppi da 5 squadre nel sorteggio delle Qualificazioni Europee. Il meccanismo delle promozioni delle retrocessioni tra le leghe, vede le nazionali classificate all’ultimo posto di ogni girone retrocedere nella lega inferiore, mentre le prime di ogni girone verranno promosse alla lega superiore nell’edizione successiva del torneo. Ovviamente, promozioni e retrocessioni non si applicheranno rispettivamente alla Lega A ed alla Lega D.

Per l’Italia, la grande assente al Mondiale 2018, si tratterà della prima vetrina internazionale importante, nonchè occasione per ricominciare a giocare e riscattare il declino del calcio Made in Italy. Non è un mondiale, ma si avvicina molto all’Europeo e gli Azzurri sono finiti nel gruppo con Portogallo e Polonia. Se una qualsiasi delle squadre partecipanti ai play-off si è già qualificata tramite le Qualificazioni Europee, allora il suo posto negli spareggi verrà preso dalla squadra con il ranking più alto all’interno della Lega in questione.

Fonte: Uefa

Uefa Nations League: tra marketing e probabili proteste

La Nations League diverrà il nuovo imperdibile appuntamento per le nazionali del calcio europeo e si disputerà quando non saranno in programma le qualificazioni a Mondiali o Europei. L’Uefa ha studiato nei minimi dettagli il calendario, il tutto per ottenere partite di grande audience all’insegna del marketing, del merchandising e dei diritti tv. Le federazioni, gli allenatori, i calciatori e i tifosi, sono sempre più del parere che le partite amichevoli non offrano un livello di competitività adeguato alle squadre nazionali. Quindi la Nations League pone sullo stesso piano avversarie di pari rango. L’obiettivo è quello di rivitalizzare e migliorare la qualità e la reputazione delle nazionali di calcio e aumentare anche così il brand awareness da un punto di vista di marketing sportivo. Questo perchè oltre alla performance sportiva, questa nuova competizione europea potrebbe rivelarsi una grossa opportunità dal punto di vista commerciale per tutti quei servizi che saranno associati alla Nations League, come proprietari di stadi, società di grafica e cartellonistica, monitoraggio televisivo, agenzia fotografiche e di ricerca, imprese di ristorazione collettiva, ecc. Insomma le attività imprenditoriali assicureranno ampi margini di sviluppo economico futuro di questa nuova competizione calcistica.

Non è difficile immaginarsi l’opposizione dei brand calcistici europei che vanno verso un’infinità di partite che inciderebbero non solo sulle prestazioni atletiche dei giocatori, ma aumenterebbero il rischio infortuni. Dunque oltre alle partite assisteremo ai balletti di proteste e litigi fra società e federazioni, che non vogliono concedere i calciatori per questo campionato soprannominato sperimentale.

 

Io direi di non prenderla sotto gamba e soprattutto di non boicottarla, ma bensì di viverla come una grande manifestazione calcistica a gruppi, nella quale è bello per una manciata di notti vestirsi con i colori della propria nazionale.

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