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Web Summit 2017: la mia personale esperienza

Web Summit 2017: come è stata l’esperienza di Pop Up alla kermesse portoghese

Il Web Summit  2017 è stato un vero successo di pubblico e partecipazione e al quale Pop Up Magazine non poteva mancare. Infatti siamo stati presenti durante i tre giorni di speech e di presentazione dei differenti programmi sviluppati dagli organizzatori della kermesse. Inoltre abbiamo presenziato all’Opening Night del giorno 6 di novembre, anch’essa un grande successo, con personaggi di alto calibro presenti, che hanno testimoniato l’interesse del mondo nei confronti delle nuove tecnologie.

Prima di tutto un pò di numeri su quelli che sono stati i risultati raggiunti in questi tre giorni:

  • 59.115 persone da 170 paesi presenti al Web Summit 2017;
  • Circa la metà di questi ed il 35,4% degli speaker erano di sesso femminile grazie anche al programma Women in Tech, a testimonianza del fatto che la Tecnologia sta diventando davvero un settore non solo appannaggio degli uomini;
  • 2.600 media da tutto il mondo sono stati presenti al Web Summit, tra cui noi di Pop Up Magazine;
  • Oltre 2.100 start up erano presenti all’evento;
  •  1.400 investitori erano presenti alla manifestazione per finanziare le start up più interessanti;
  • Erano presenti 1.200 speaker da tutto il mondo;
  • 2.2 milioni di accessi al wi-fi collegato all’evento;
  • Il Web Summit è arrivato fino allo spazio e l’astronauta italiano Paolo Nespoli ha salutato tutti i partecipanti all’evento così:
Questa tre giorni portoghese (quattro se contiamo anche la presentazione iniziale) è stata ricca di eventi, come detto, ai quali abbiamo partecipato. Era in pratica impossibile partecipare a tutti gli speech, presentazioni, press conference, Q+A (Domanda e Risposta) e tutti gli eventi organizzati, poiché molti di questi erano in contemporanea in padiglioni lontani anche diverse centinaia di metri gli uni dagli altri.
Io e la mia collega Lucrezia abbiamo sviluppato una serie di interviste con speaker e startupper presenti alla manifestazione (che nel corso di queste settimane pubblicheremo per voi) e davvero le idee e le start up presenti erano tutte brillanti e secondo il mio modesto punto di vista, dal sicuro avvenire. Abbiamo potuto intervistare professionisti del settore che erano presenti, tra i quali abbiamo anche una realtà napoletana che ci sta molto a cuore come SEOZoom (non me ne vogliate ma essendo napoletano tifo sempre per la mia città) e nel particolare Ivano Di Biasi, con il quale abbiamo fatto una breve chiacchierata che inseriremo in un articolo dedicato proprio alle start up intervistate in questi giorni.
Capitolo a parte merita l’intelligenza artificiale (AI): davvero questo settore rischia di essere il prossimo business in rampa di lancio nel complicato mondo della Tecnologia, che ogni giorno sviluppa novità e prodotti innovativi, tra i quali spunta Sophie: il primo robot umanoide che riesce, grazie alle odierne tecnologie e al blockchain, sviluppato da Singularity.net, ad apprendere dall’esperienza, un pò come facciamo noi durante la nostra vita e comportarsi in base a quelli che sono stati i luoghi in cui ha vissuto, le persone che ha frequentato, le cose che ha imparato. Il tutto con un’espressione che muta a seconda del suo stato d’animo grazie a lineamenti femminili che sono stati sviluppati in laboratorio. Insomma un progetto davvero stupefacente che sfrutta tecnologia e progressi della scienza.
Nell’ambito della partecipazione al Web Summit 2017, inoltre, ho partecipato al programma Mentorship hours, durante il quale ho cercato di dare dei consigli ai giovani startupper per lo sviluppo della loro attività. In quel lasso di tempo infatti ho cercato di dare consigli ad una start up ungherese che sta sviluppando un software per la gestione dei social media che si chiama D-Tag, dopodiché è stata la volta di una startup americana di New York, il cui staff è composto anche da due ragazzi italiani di Verona, che stanno sviluppando un’applicazione utile agli studenti dei college per condividere appunti e materiale didattico che si chiama AskU; infine ho avuto la possibilità di dialogare e scambiare idee con due ragazze londinesi ma di origine lituana che a Londra stanno sviluppando un’applicazione da lanciare nella moda, molto utile alle fashion blogger che hanno voglia di guadagnare con i loro outfit, chiamata Huedash.

Lisbona: una città a prova di Start Up

Lisbona è una città straordinariamente bella sotto tutti i punti di vista: clima mite, mare, opere d’arte e storia ne fanno una città meravigliosa che affaccia sull’Oceano Atlantico. Ma nel tempo la città e l’intero paese stanno trasformandosi in una terra ricca di opportunità di business per le start up e per le aziende di tutto il mondo. Infatti, complice anche il Web Summit, il Portogallo non solo quest’anno in verità, ma già da diverso tempo, sta sviluppando un’infrastruttura favorevole fatta di leggi, spazi e attitudine verso il mondo delle nuove tecnologie. In questo senso è da intendersi lo sviluppo di numerosi incubatori e acceleratori presenti nel paese, che offrono assistenza, consulenza, spazi e tecnologie, oltre che fondi per lo sviluppo della propria business idea. Uno di questi programmi è Startup Portugal che mette a disposizione una rete ampia di infrastrutture, competenze e consulenze utili a chi vuole sviluppare il proprio business in Portogallo. Inoltre grazie alle start up che stanno proliferando nel paese lusitano, il tasso di disoccupazione è sceso al di sotto del 10% grazie ai posti di lavoro creati dalle neonate attività economiche. Davvero un esempio da seguire e visto il nostro tasso odierno di disoccupazione, credo che un pensierino verso questa direzione vada fatto. Non soltanto a parole, ma con atti concreti, da un punto di vista legislativo, fiscale e consulenziale, atto a stimolare i nostri giovani a creare business e non solamente esserne un ingranaggio, spesse volte da ultima ruota del carro. Infatti per aprire una società in Portogallo è estremamente facile: bastano pochi click (la documentazione è fatta per lo più online) con una spesa di poche centinaia di euro è possibile iniziare da subito la propria attività e godere di una tassazione agevolata per i primi 10 anni di vita, disponibile anche per i non portoghesi (basta risiedere per lo meno 6 mesi sul territorio lusitano). Così quando ai giovani portoghesi è stato chiesto se lavorare all’estero (o non lavorare affatto) oppure di lavorare in proprio, non ci hanno pensato su due volte accettando la seconda opzione, dando vita ad un indotto che ha contribuito a ridurre tasso di disoccupazione e aumentare il PIL che fino a pochi anni fa faceva del Portogallo uno dei paesi più poveri in Europa. E la scelta di Paddy Cosgrave (organizzatore del Web Summit) si spiega anche così.

 

Futuro del Web Summit 2018

Anche per il 2018 il Web Summit continuerà ad essere organizzato a Lisbona. Infatti la città è stata confermata anche per l’anno prossimo come sede di questo importante evento che fa parlare di sé in tutto il mondo e che si spera, possa averci come protagonisti anche per la prossima stagione. Nel frattempo linkiamo già da ora il sito per potersi prenotare (con uno sconto molto interessante sul biglietto ordinario).

Clicca qui —>https://websummit.com/2for1

 

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