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Ajax nel calcio femminile giunge la parità contrattuale con gli uomini

L'Ajax rivoluziona il calcio femminile, introducendo la parità tra uomini e donne a livello contrattuale: identiche condizioni sul salario minimo, giorni di vacanza, assicurazione sanitaria e mantenimento dello stipendio in caso di infortuni.

ajax calcio femminile

Ajax Amsterdam nel calcio femminile sigilla la parità contrattuale con i calciatori, oggi su Pop Up

Si sono conclusi i Mondiali femminili 2019 e a trionfare è stata la nazionale degli Stati Uniti che ha battuto nella finale le ragazze olandesi. E’ stata una competizione fantastica, che ha appassionato e acceso finalmente i riflettori mediatici su un movimento sano e in forte ascesa: quello del calcio femminile.

L’Ajax, nella persona di Edwin Van der Sar, ha firmato uno storico accordo con il sindacato ProProf (diretto da Ko Andriessen) che metterà sullo stesso piano uomini e donne, tesserati con i Lancieri, dal punto di vista contrattuale.

Ciò non significa però che uomini e donne guadagneranno la stessa cifra, ma la grande novità riguarda le condizioni contrattuali come il salario minimo, il mantenimento dello stipendio in caso di gravi infortuni, i giorni di vacanza e l’assicurazione sanitaria. Un grande passo verso il professionismo del calcio femminile, per il quale da anni si sta lottando.

Daphne Koster, responsabile delle squadre femminili dell’Ajax, si è detta soddisfatta per questa storica e importante decisione:

Questo accordo avvicina tantissimo il calcio femminile al professionismo. La speranza è che anche altri club possano seguire il nostro stesso esempio. Prima si potevano firmare contratti per la durata massima di due anni e una tesserata poteva andarsene a metà stagione, ora la situazione cambierà notevolmente.

Nonostante le calciatrici della prima squadra femminile dell’Ajax non riceveranno lo stesso stipendio come i colleghi uomini, questo accordo rappresenta comunque una svolta epocale.

Un passo decisivo verso il professionismo appunto, uno dei grandi temi dell’ultimo Mondiale, al quale la norvegese Ada Hegerberg (ultima vincitrice del Pallone d’Oro) non aveva partecipato per protestare contro la disparità di trattamento.

Calcio femminile: quanto guadagnano le donne in confronto ai maschi?

Secondo l’ultima classifica Forbes il fuoriclasse Leo Messi è il calciatore, nonché sportivo più pagato al mondo con 127 milioni di Euro incassati all’anno. All’ultimo Mondiale femminile si è ricercata la calciatrice  più ricca.

Per fare qualche esempio e un paragone al maschile: la norvegese Ada Hegerberg incassa 400 mila Euro a stagione come anche il portiere dell’Atalanta Pierluigi Gollini e l’attaccante del Torino Simone Edera.

È stata la stessa Hegerberg, stella del Lione, con il suo boicottaggio a Francia 2019 a lanciare l’allarme sulla disparità di trattamento, raccontando:

Ci facevano fare pubblicità gratis, invece i maschi erano pagati. Avevamo a disposizione una sola maglia e solo un paio di scarpini per Euro 2017, quando gli uomini ne scelgono a volontà.

La calciatrice norvegese non ha sollevato una polemica, ma ha ben evidenziato la necessità di pretendere una parità di trattamento contrattuale tra calciatori e calciatrici, cosa che già la Norvegia applica da due stagioni a questa parte per i salari minimi.

In Italia le calciatrici sono considerate ancora delle dilettanti. Le migliori riescono a guadagnare poco più di 40.000 euro, come la fuoriclasse Barbara Bonansea. Inoltre le nostre azzurre non possono contare nemmeno su un contratto con la federazione italiana, come quello garantito a molte rivali per il loro impegno in nazionale.

Nonostante in Italia i compensi lordi siano aumentati del 9% in appena dodici mesi con la Figc, grazie anche alla riforma che ha permesso il cumulo dei rimborsi, le calciatrici si legano alle squadre di club con semplici accordi economici, corrispondenti a rimborsi spesa e indennità.

La disparità di trattamento rispetto ai  maschietti è “smisurato”, non tanto per la somma percepita dalle calciatrici quanto per la questione contrattuale e per le pari tutele dal punto di vista previdenziale. Peccato visto che le nostre azzurre hanno mostrato cuore e talento all’ultimo Mondiale, giungendo fino ai Quarti.

Di sicuro questa visibilità sta smuovendo le acque e di conseguenza crescerà anche il movimento nel nostro paese, con tutte le tutele contrattuali a cui le ragazze hanno pieno diritto. Prendere esempio dal modello Ajax quindi non è solo un’idea, ma una vera e propria necessità.

Alla prossima dal vostro Fabrizio Paradiso, qui su Pop Up Magazine!

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