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Stress, depressione e preoccupazione: lo stato d’animo del marketer in tempi di coronavirus

Bentrovati su Pop Up Mag, il sito dedicato a marketing e comunicazione digitale. Per il post di oggi vogliamo parlarvi di nuovo di coronavirus, e lo facciamo mostrandovi i risultati di una ricerca condotta sui marketer inglesi da parte di Marketing Week in collaborazione con Econsultancy, che mostra quanto questi stiano vivendo una situazione difficile a livello emotivo in questo periodo. Tale ricerca potrebbe presentare risultati simili anche per noi professionisti italiani. La ricerca nello specifico è stata illuminante per comprendere al meglio quanto questa crisi stia impattando non solo a livello sanitario, ma anche sull’economia e sul benessere psico-fisico delle persone.

Buona lettura da Francesco qui su Pop Up!

Ricerca sui marketer inglesi in tempi di coronavirus

Come accennato, Marketing Week in collaborazione con Econsultancy, ha sviluppato un’interessante ricerca di mercato su un campione di 849 marketer di brand britannici, per indagare sulla situazione economica e soprattutto dell’impatto sul benessere psico-fisico che questa pandemia ha avuto su chi lavora nel settore.

I risultati sono abbastanza prevedibili: il 49% è molto oppure un pò preoccupato per il futuro del proprio lavoro, mentre il 6,1% ha già subito un cambiamento nel proprio status lavorativo.

Più della metà (59%) afferma che la sua posizione è stata ridimensionata dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, mentre il 32% è stato licenziato. Solo il 9% degli esperti di marketing ha visto migliorare la propria posizione lavorativa.

Il COVID-19 ha impattato ancora di più sulla sfera psicologica dei marketer: vediamo perchè nelle righe che seguono.

La preoccupazione si trasforma in stress

Oltre i due terzi dei marketer del Regno Unito dichiarano di essere preoccupati per la situazione attuale.

Circa il 32% afferma di sentirsi distratto, mentre il 17% afferma di essere troppo occupato per provare qualcosa a livello emotivo.

Nonostante oltre un terzo dei marketer (36%) adotti una mentalità, tipica inglese, del “keep calm”, il 15% afferma di sentirsi frustrato e l’11% di essere profondamente stressato. Solo l’11% degli intervistati si sente positivo per il futuro.

Chi vive maggiormente uno stato d’animo preoccupato e stressato sono i professionisti del marketing nelle PMI. Infatti dall’intervista emerge come il 41% dichiari di sentirsi preoccupato rispetto al 32% degli esperti di marketing che lavorano in organizzazioni più grandi. Inoltre, il 12% dei marketer delle organizzazioni più piccole si sente profondamente stressato rispetto al 7% delle aziende più grandi.

Tuttavia il 24% dei marketer di queste grandi aziende afferma di sentirsi troppo occupato per provare qualcosa a livello emotivo, rispetto al 13% nelle aziende più piccole, forse a causa del maggior impatto economico su queste ultime.

Quanto si lavora in tempo di coronavirus nel settore marketing

La ricerca inglese ha toccato anche l’aspetto legato al numero di ore di lavoro sviluppate dai marketer nelle settimane successive al lock down. Nello specifico con lo smart working, i marketer affermano di lavorare più di prima (il 49% degli intervistati) a fronte del 13% che afferma di lavorare meno.

Un dato interessante riguarda l’efficienza al lavoro: solo il 21% degli intervistati si sente più efficiente, mentre il 46% si sente meno produttivo rispetto al passato, con il regime di smart working. Ciò denota quindi anche una mancanza di abitudine a lavorare in autonomia.

Quando si tratta di carico di lavoro, si verifica una situazione simile in tutte le dimensioni dell’organizzazione.

Più della metà dei marketer (52%) che lavorano in grandi aziende afferma di fare molto più / un pò più di lavoro rispetto al passato, un’opinione condivisa dal 48% dei marketer nelle piccole imprese.

Allo stesso modo, il 44% dei marketer delle grandi aziende afferma di sentirsi meno efficiente del normale a causa del nuovo modello di lavoro, rispetto al 47% nelle organizzazioni più piccole.

Conclusioni

Quello che sta accadendo nelle ultime settimane fa emergere alcuni dati utili su cui riflettere:

  • i lavoratori, anche i marketer, hanno bisogno di socialità per sentirsi produttivi;
  • in molti non hanno l’abitudine a lavorare in smart working, sentendosi così meno efficienti;
  • lo smart working è comodo perchè lavori da casa, ma paradossalmente il carico di lavoro e le ore lavorate aumentano rispetto al lavoro in ufficio;
  • il benessere mentale incide sulla produttività del lavoro;

Se volete rileggere la ricerca di mercato originale, potete farlo cliccando sul seguente link —> https://www.marketingweek.com/coronavirus-personal-toll-marketers/

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Stress, depressione e preoccupazione: lo stato d'animo del marketer di oggi
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Per il post di oggi vogliamo parlarvi di stress e coronavirus, e lo facciamo mostrandovi i risultati di una ricerca condotta sui marketer inglesi.
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