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MLS: Major League Soccer il presente del calcio è a stelle e strisce

major soccer league

Cresce il valore della Major League Soccer e la sua fan base

L’attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic, fuoriclasse in campo ma anche un personaggio unico e inimitabile fuori, che quando parla fa sempre rumore, ha conquistato gli Stati Uniti alla sua partita d’esordio nella MLS (il massimo campionato di calcio statunitense) con una straordinaria rete da 40 metri dopo appena sei minuti dal suo ingresso in campo. L’annuncio del suo ingaggio dopo la rescissione con il Manchester United, l’ha fatto lo stesso campione, comprando una pagina pubblicitaria del Los Angeles Times e stupendo tutti con un annuncio atipico nel mondo dei social: “Cara Los Angeles, prego“, le poche righe che campeggiano sulla pagina dallo sfondo bianco, prima di leggere in fondo la firma di Ibra, accanto il logo dei Galaxy. Che aggiungere: Zlatan Ibrahimovic non è mai banale, così com’è non lo è più la MLS, nata solo nel 1988 quando la FIFA decise di assegnare l’organizzazione dei mondiali di calcio del 1994 agli Stati Uniti.

Major league soccerFonte: Los Angeles Times

A 22 anni dalla prima edizione del campionato della Major League Soccer, disputata nel 1996, il calcio a stelle e strisce si è evoluto sul piano tecnico e tattico, ribaltando  progressivamente anche la percezione del pubblico rispetto ad uno sport che veniva considerato strano perchè si gioca solo con i piedi e perchè piace tanto alle ragazze. Non per nulla fino ad oggi, infatti, la Nazionale USA femminile, che risulta essere la migliore al mondo con 3 mondiali e 4 Olimpiadi vinti, dà più soddisfazione rispetto a quella maschile. Quindi da sport per “femminucce”, il soccer, si è trasformato in qualcosa di più che una semplice alternativa a basket, football, baseball e hockey e si trova in piena espansione, portando una media di 22.000 spettatori (con picchi di 42.000) negli stadi della Major League Soccer. Insomma un vero record, mai così tanti nella storia ventennale del campionato professionistico nordamericano, che si classifica così tra le sette competizioni di calcio migliori al mondo.

Il punto di svolta: Beckham ai Galaxy

Il vero turning point avvenne però nel 2007 con il trasferimento dello Spice Boy David Beckham dal Real Madrid ai Los Angeles Galaxy, che segnò un’era nuova, rivoluzionando le regole del salary cap (il tetto salariale) per permettere ai Galaxy di offrire al giocatore un contratto da 5.5 milioni di dollari.

Il fenomeno Beckham cambiò il mondo del marketing nel calcio: ne sono un esempio lampante le 250.000 maglie di Beckham vendute in pochissime ore dal suo arrivo negli USA. Finalmente gli occhi di tutto il mondo erano puntati sulla MLS, che attirò tanti campioni dei campionati europei, seppur non proprio nel pieno della loro carriera, ma che sono riusciti e riescono a fare la differenza come appunto Thierry Henry, Robbie Keane, Alessandro Nesta, Bernardo Corradi, Marco Di Vaio, Bastian Schweinsteiger e Zlatan Ibrahimovic, giusto per citare qualche nome.

Fonte: www.mlssoccer.com

La particolare formula del massimo campionato di calcio Made in USA

La MLS è divisa in due federazioni in base alla loro posizione geografica, ovvero la Western Conference e la Eastern Conference e si svolge in due fasi (la stagione regolare e i play-off) da marzo a dicembre. Non esistono né retrocessioni né promozioni e i brand calcistici si scontrano un numero variabile di volte, come lo dimostra il calendario dell’edizione in corso, dove ogni club incontra almeno una volta quelli dell’altra conference e minimo due volte quelli della propria (andata e ritorno), fino ad arrivare a un massimo di 34 partite, 17 in casa e 17 fuori. I primi due club di ogni conference si qualificano direttamente per i play-off, mentre quelli che si posizionano dal terzo al sesto posto vanno allo spareggio in partita secca. Dunque per ogni conference si qualificano 4 squadre, che danno vita a un campionato all’interno del campionato, cioè si disputano incontri di andata e ritorno nei quarti di finale e nelle semifinali, mentre la finale è in gara unica e si gioca sul campo della formazione meglio piazzatasi nel corso della stagione regolare. In questo campionato, dalla formula particolare, militano 20 squadre americane e 3 canadesi (Toronto, Montreal e Whitecaps) e nella stagione 2017 per la prima volta il torneo è stato vinto da un brand calcistico  canadese, il Toronto FC, in cui gioca Sebastian Giovinco.

La squadra più titolata risulta essere L.A. Galaxy con 5 campionati in bacheca.

La crescita economica dei brand calcistici della MSL

Forbesla prestigiosa rivista di economia e finanza specializzata a fare i conti in tasca a tutto e tutti, ha evidenzaito come il valore dei brand calcistici della MLS è cresciuto notevolmente nel 2017, segnando un trend positivo dei ricavi.

Nella Major League Soccer infatti, i conti economici ormai tornano alla grande, grazie al boom di spettatori allo stadio e in TV, dove le due conference fanno gola, così come il modello di business dei LA Galaxy, uno dei brand fondatori della MLS, che risulta essere la linea guida da seguire al di fuori dal rettangolo verde. Infatti sono proprio loro a guidare la MSL con 5,5 milioni di Dollari l’anno di ricavi dai diritti tv e 10 milioni di Dollari l’anno dai naming rights dello stadio. Il brand della città degli angeli ha un valore pari a 315 milioni di Dollari (stagione 2017), il 19%  in più rispetto ai 265 milioni di Dollari di un anno fa. Anche se la miglior crescita economica nella MLS per fatturato (grazie soprattutto alla costruzione del nuovo stadio) è stata segnata dal club della capitale degli Stati Uniti, ovvero il D.C. United, di cui il presidente dell’Inter Erick Thohir è l’azionista maggioritario.

                                                               Fonte: Forbes

La MLS attira sempre più appassionati allo stadio e in TV, con contratti quasi a nove cifre tra Espn, Univision e Fox, perchè il prodotto soccer vende.

Il commissioner della Lega, Don Garber, che si è fatto le ossa nella NFL (National Football League), ha le idee ben chiare come guidare e gestire il soccer nordamericano:

  • calciatori in arrivo dalle accademie;
  • stadi di proprietà, piccoli, confortevoli a impatto zero sull’ambiente;
  • rispetto assoluto del salary cap, un intenso lavoro per arrivare al format definitivo;
  • 28 franchigie entro il 2020 con diverse città candidate a piantare radici nella MLS;

MLS: l’accordo con Heineken

Il soccer Made in USA ha intrapreso una strada, che gli garantisce un futuro a lungo termine, con ricavi in crescita costante, conti in regola e investimenti sulle strutture, alzando così  il livello globale della competizione. Insomma la MSL va verso un bel futuro, che assomiglia sempre di più a un campionato europeo. Della popolarità raggiunta di questo sport negli USA se ne è accorto anche uno dei maggiori produttori di birra al mondo, che da sempre lega il proprio brand alla passione per lo sport: parlo dell’olandese Heineken, che ha rinnovato l’accordo con la Major League Soccer, siglando una partnership quinquennale.

Come parte del rinnovo, Heineken continuerà a sponsorizzare la Rivalry Week, che si svolgerà dal 22 al 26 agosto e includerà la trasmissione a livello nazionale di importanti incontri tra squadre rivali come: NYCFC-New York Red Bulls, LA Galaxy-LAFC, Houston Dynamo-FC Dallas, Orlando City SC-Atlanta United e Portland Timbers-Seattle Sounders FC.

Il calcio si mostra una piattaforma cruciale per Heineken in tutto il mondo con diverse sponsorizzazioni di campionati e squadre e questo rinnovo aiuta a promuovere e rafforzare la popolarità della MLS, oltre alla vendita di milione di birre ogni anno ai match della MLS. Insomma il calcio si mostra una piattaforma cruciale per Heineken in tutto il mondo con diverse sponsorizzazioni di campionati e squadre.

Major League Soccer: il gaming

Gli Stati Uniti si caratterizzano per praticare e seguire sport che nel resto del mondo non sono così diffusi, come appunto il football americano, il basket, il baseball e l’hockey su ghiaccio, ma il soccer sta passando dalla periferia al centro delle attenzioni degli americani e c’é chi afferma che questo sia avvenuto grazie ai videogiochi sportivi sul calcio. Un’affermazione che non può essere sottovalutata, poichè gli Stati Uniti sono tra i paesi con il maggior numero di vendite del videogioco targato EA Sports, un elemento coincidente con la crescita complessiva dello sport nella nazione. Infatti un recente sondaggio operato da ESPN ha dimostrato che gli americani che si vedono oggi come veri appassionati di calcio sono cresciuti costantemente dal 2009 (soprattutto nella fascia 12-17 anni) e durante questo stesso periodo, anche la popolarità del videogioco Fifa è aumentata a dismisura, con vendite cresciute addirittura del 35% soltanto dal 2010 al 2012. Dunque non si può non riconoscere come Fifa incredibilmente abbia contribuito a creare una cultura calcistica, ovviamente correlata dall’esposizione del calcio sulle principale reti televisive americane, che trasmettono partite di tutti i campionati, soprattutto quelli della Premier League.

A Russia 2018, i prossimi mondiali di calcio, la nazionale americana non sarà presente. Tuttavia il Soccer Made in Usa, con i suoi giovani giocatori e fiumi di dollari che scorrono nella MLS, punta a un obiettivo concreto: primeggiare anche nel calcio maschile. Spero che questo possa anche accadere per il nostro calcio. Il luogo comune che gli americani non amano il calcio e che non ci sanno giocare è passato ormai. L’appuntamento è per il Mondiale del 2022.

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