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La pubblicità comportamentale

pubblicità nativa

Vi è mai capitato di avere la sensazione che internet sa cosa volete? Beh, di fatto si può dire sia così. Ma non gridate al complotto, non si tratta di agenzie governative segrete, come CIA, FBI od altre che ci spiano attraverso le fotocamere dei cellulari o che ascoltano le nostre telefonate (fino a prova contraria). O addirittura, non è nemmeno una prova dell’esistenza degli alieni, che ci leggono nel pensiero con l’intenzione di conoscere il nostro modo di vivere e pensare per poi conquistare la Terra e l’umanità intera. Si tratta solo della così detta pubblicità comportamentale o behavioural advertising. Ogni volta che visitiamo un sito o cerchiamo qualcosa in particolare online andando ad inserire delle parole chiave su Google o altri motori di ricerca lasciamo delle tracce. Queste vengono poi immagazzinate dalle aziende di commercio e agenzie pubblicitarie, che utilizzano le informazioni a riguardo per poter proporre pubblicità mirate a seconda delle ricerche. Ecco per quale motivo, se anche solo una volta cerchiamo qualsiasi cosa su internet, ci iniziano ad apparire nell’arco di pochi minuti pubblicità che promuovono la vendita di quella qualsiasi cosa.

Come funziona?

Pensate che questo comportamento leda la nostra privacy? Che prendano informazioni su di noi spiando le nostre ricerche? Ebbene, anche questo pensiero è sbagliato. Questo perché in realtà siamo noi ad offrirgli tutte le informazioni. Quando si scarica sullo smartphone un gioco o una qualunque applicazione, ci viene chiesto, per poter scaricare il contenuto, di accettare che l’app possa accedere ad alcune cose sul nostro telefono tra cui fotocamera, ricerche online o varie applicazioni. Tra le varie cose ci viene anche chiesto di accettare la normativa sulla privacy, che chiunque si occupi della realizzazione di siti web deve obbligatoriamente inserire. Molti (si, lo facciamo tutti), spesso spuntano la casella senza effettivamente leggere il testo nella normativa. Effettivamente, tra le righe viene detto che le ricerche verranno utilizzate per venire incontro ai nostri interessi, così da proporci le scelte migliori e portarci all’acquisto. Quindi, tutto legale. Potremmo anche scegliere di non scaricare quei contenuti, ma preferiamo accettare il compromesso e goderci l’applicazione. Chi è causa del suo mal pianga se’ stesso. Che poi di “mal” alla fine c’è n’è poco, perché a è grazie a questo processo che spesso veniamo avvisati di offerte e promozioni di nostro interesse che ci fanno risparmiare qualche soldino ed ottenere allo stesso tempo ciò che vogliamo.

Chi c’è dietro internet?

Il grande mondo di internet ha escogitato moltissime soluzioni per fare marketing senza che il cliente se ne accorga. Basti guardare alla figura del SEO copywriter. Per parlare in termini comprensibili a chiunque, il SEO copywriter è una persona specializzata in scrittura sul web, che conosce le tecniche di scrittura degli articoli online e fa in modo che colui che legge possa facilmente risalire ai siti citati nell’articolo. Tantissime sono le figure che lavorano dietro internet, rimarreste a bocca aperta scoprendo quante cose succedono dietro gli schermi dei nostri pc. Dopo la nascita di internet, in questo mondo in cui pare non possiamo farne a meno, sono spuntate le così dette agenzie web, come ElaMedia Group a Roma, società che offre servizi web come creazione e gestione di siti, processi di ottimizzazione SEO e tanto altro. È un mondo nuovo sì, che può spaventarci, ma per lo meno è accessibile a chiunque e può rispondere velocemente alle nostre esigenze.

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