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L’imballaggio plastic free

imballaggio plastic free

L’imballaggio plastic free: se ne discute oggi su Pop Up

Il problema dell’ambiente è ormai all’ordine del giorno.
Su tutti i giornali, in ogni programma di approfondimento, nei post sui social e su internet appare chiara e urgente la necessità di un radicale cambio di rotta per tutto ciò che riguarda riciclaggio e abitudini di consumo.
Basta pensare per qualche minuto al contenuto del carrello della spesa, con frutta e verdura nelle vaschette di polistirolo avvolte nella plastica, salumi e formaggi in vassoi monoporzione avvolti nella pellicola trasparente e la lista potrebbe essere davvero molto lunga: una veloce carrellata rende già benissimo l’idea della quantità di plastica che ricopre praticamente ogni cosa, non sempre con un criterio.
L’ideale sarebbe un ritorno alle origini, dove ci si recava al mercato con il proprio cestino e si mettevano lì gli acquisti, magari divisi solamente da un foglio di giornale, ma siamo veramente pronti a rinunciare al comfort ed alla sensazione di igiene e pulizia che ci donano i demonizzati imballaggi in plastica?
Fortunatamente non è necessario.

Imballaggi plastic free

Per definizione, gli imballaggi plastic free sono quelli che non contengono materie plastiche al proprio interno.
E’ infatti in atto una vera e propria rivoluzione che vede in prima linea non solo ogni individuo, chiamato a modificare in modo responsabile le proprie abitudini di consumo ed utilizzo, ma anche istituzioni, aziende produttrici e rivenditori come Arix Imballaggi tenute a compiere scelte più mirate a ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti.
Una prima via (che vedremo meglio in seguito) è stata la riduzione al minimo degli imballaggi, ma esistono dei casi di prodotti in cui l’eliminazione totale dell’involucro comporterebbe un problema in termini di igiene.
Ovviamente, non tutti i materiali sono adatti a contenere o conservare particolari categorie merceologiche come avrebbe fatto la plastica a cui siamo tanto abituati, e da qui l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, simile alle materie plastiche per utilizzo ma con un impatto ambientale il più possibile vicino allo zero.
Sono infatti in lavorazione diversi nuovi materiali per tentare di spodestare il re degli imballaggi, come la plastica non-plastica ricavata dai carapaci dei crostacei, di cui hanno parlato nei telegiornali recentemente.
Per ora, le aziende dovranno continuare a studiare e perfezionare gli imballaggi plastic free più adatti per i loro prodotti, eliminando del tutto gli involucri quando possibile, e sostituendoli con materie più eco sostenibili e meno impattanti quando una confezione è invece necessaria.

Lotta alla plastica, dalle aziende all’individuo

Un primo esempio di eliminazione degli imballaggi, già sotto gli occhi di tutti, è la distribuzione di frutta e verdura non pre-confezionati, da mettere autonomamente in un sacchetto biodegradabile riutilizzabile (ad esempio per la raccolta differenziata dell’umido); ma anche in questo caso, si potrebbe contestare la presenza dell’obbligatorio guanto in plastica monouso.
Un altro esempio di lotta alla plastica che possiamo già vedere in alcuni supermercati è la presenza di prodotti alla spina, come ad esempio bevande o detersivi da travasare nel proprio contenitore riutilizzabile, meglio ancora se in vetro.
Esistono poi molti prodotti in cui è stato eliminato l’imballaggio inutile e mantenuto l’essenziale, come molti brand di bustine da the e infusi che hanno eliminato le confezioni in plastica monoporzione in favore di quelle di carta, o semplicemente lasciato il cartone esterno a contenere i filtri; dopotutto bisogna tenere a mente che la carta è prodotta dagli alberi, e per quanto meno demonizzata della plastica, a meno che non sia riciclata ha comunque un certo impatto ambientale.
Infine, abbiamo le categorie dove gli involucri in plastica sono semplicemente stati sostituiti da dei corrispettivi in carta/cartone apposito per alimenti, come ad esempio alcune confezioni di verdura biologica, pasta secca, farina, e molti altri.

Ma le aziende e le istituzioni non sono le sole a doversi mobilitare nella lotta alla plastica, ed all’inquinamento in generale: per quando le azioni di un singolo individuo possano sembrare semplicemente gocce nel mare, nel quadro generale l’aiuto di ogni singola persona è essenziale.
A cominciare dal riciclaggio ed al corretto smaltimento dei rifiuti, le persone sono tenute a non abbandonare immondizia nell’ambiente (sia che si tratti di confezioni in plastica che mozziconi di sigaretta) e a dividerla correttamente per la raccolta differenziata negli appositi contenitori.
Passare a contenitori riutilizzabili e sostituirli ai corrispettivi monouso in plastica è senz’altro un aspetto molto importante: banalmente è essenziale usare bicchieri, posate e piatti in vetro o ceramica al posto di quelli usa e getta, e se proprio si necessita di soluzioni monouso optare per piatti di carta e posate in legno.
Un secondo step potrebbe essere sostituire le bottiglie e le cannucce. Per casa è possibile infatti acquistare bottiglie in vetro e riempirle alla spina nei distributori delle varie città, e cambiare la bottiglietta classica da portare sempre con sé con una in plastica dura riutilizzabile o metallo, come thermos o contenitori da viaggio, ed optare per apposite cannucce riutilizzabili in metallo.

E questi sono solo alcuni dei molteplici accorgimenti che ogni persona può adottare per prendere parte alla rivoluzione ed essere artefice del cambiamento eco friendly.
Informarsi e porsi il problema è già un primo passo verso una consapevolezza migliore, e delle abitudini più sostenibili.

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