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Digital Marketing: un mondo popolato da santoni, miti e leggende

Il Digital Marketing è sicuramente un argomento tra i più discussi in rete, e sicuramente tra i più ricercati su Google, così come è possibile vedere dal grafico di Google Trends:

Cattura

Dal 2005 da oggi, come si vede dal grafico, si assiste ad un aumento costante del numero di ricerche sul famoso motore di ricerca. Ma perché così tante? Forse perché quasi nessuno riesce a comprendere appieno l’argomento, e ci si affida ancora al passa parola tradizionale, di solito affidandosi a dicerie e ai sentito dire, che fino al secolo scorso hanno spesso generato dubbi e incertezze, e che nel corso degli anni hanno prodotto, tra le altre cose la caccia alle streghe, Eldorado, Atlantide, ed il mostro di Lochness. Spero che questo articolo possa dissolvere, almeno in parte, alcuni dei dubbi evidenziati, discutendo con i non addetti ai lavori.

Allora partiamo con il primo fenomeno proposto:

Il santone

E’ colui che promette, con il solo schioccare delle dita sulla tastiera, migliaia, ma che dico migliaia, milioni di clienti pronti ad affollare il nostro E-commerce, ad acquistare ogni cosa sia disponibile, a popolare i negozi fisici, e a leggere ogni tipo di contenuto proposto, anche di scarsa qualità, pronti a divenire i nostri più assidui fan.

Per poter fare questo spesso propone formule matematiche, che nemmeno Nash sarebbe stato in grado di formulare, propone case history di successo (Coca-Cola tra le preferite), e acronimi dei più forbiti:

“La mia tecnica per quadruplicare i clienti sul web è il 5-5-5”, “Io vendo grazie alla tecnica PAF (Pane-Amore-Fantasia)”, “Vuoi avere più clienti? Vendi grazie al mio nuovo software Crocco 5.0, brevettato in Uruguay, messo a punto dalla famosa e rinomata Chautauqua University”.

Spesso propone servizi di E-commerce e Web, con pacchetti ad abbonamento, che a conti fatti si rivelano bufale, e promettendo risultati e risparmio, non ottengono né l’uno, né l’altro (se devo pagare 300 euro l’anno per un sito che non funziona e che è brutto da vedersi, non responsive, e così via, non è meglio spenderne 1.000 subito per un sito che consente di poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti?). Se dobbiamo essere sul web, per lo meno facciamolo con stile e con le idee chiare, che non siano solo il risparmiare poche centinaia di euro (che a conti fatti però non raggiungono alcun tipo di risultato tangibile). Non dico che non ci siano società serie che offrono questo tipo di abbonamento, ma quelle in cui mi sono imbattuto in passato purtroppo non mi hanno granché entusiasmato, oltre che lasciato il cliente decisamente da solo dopo aver comprato il servizio, con uno scarso servizio di assistenza e senza aver fatto capire lui come funziona il mondo del web. E ciò ha trasformato l’uomo, da fan delle nuove tecnologie a detrattore. Il suo motto oggi è diventato “Ho avuto una brutta esperienza in passato, e so che il web non funziona per la mia azienda”. Il web funziona caro amico, ma purché tu vada dal medico, e non dal mago per curare le tue ferite.

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Miti e leggende: il miracolo della moltiplicazione dei like e dei fan

Spesso sento dire ai miei clienti, o a coloro che mi chiamano per le consulenze, che un amico di un amico, il fruttivendolo Mimì, la moglie del barcaiolo che abita di fronte casa mia, hanno fatto il miracolo: moltiplicato like e fan, venduto direttamente da social negli angoli più remoti della Terra (pur non conoscendo nemmeno una parola di inglese), creato engagement. Tutto da soli, senza conoscenze sul mondo dei social, e senza aver speso un cent in post sponsorizzati. Miracolo o semplicemente… bufala?

Cominciamo col dire, che esistono esempi di successo di persone, che, pur non lavorando nel campo del Digital Marketing, sono riuscite nell’intento di gestire con successo i Social Media delle proprie attività, di avviare seconde attività commerciali, producendo dei buoni risultati in termini di sales, engagement, reach. Ma la cosa che mi preme dire è: sicuramente se ci sono riusciti è perchè si sono documentati sull’argomento, hanno studiato i modi con cui sviluppare la propria attività on-line, si sono fatti consigliare al meglio da esperti. In generale ne sanno forse più loro, che gli addetti ai lavori. Perchè ragazzi diciamoci la verità: non è facile ottenere RISULTATI TANGIBILI sui social e sul web.

Soprattutto in questo momento storico i Social Media sono composti da algoritmi complessi, che non consentono di ottenere dei risultati apprezzabili in pochissimo tempo. Pensiamo a Facebook Edge Rank per esempio. Questo algoritmo è in continua evoluzione nel corso degli anni, ed è composto della seguente equazione:

Facebook-EdgeRank-Formula

L’ algoritmo lavora su tre variabili:

  • Affinity = U
  • Weight = W
  • Time Decay = D

Affinity: relazione tra creatore del post e utente che visualizza il post. Più è forte tale relazione più nella newsfeed dell’utente appariranno post del nostro brand.

Weight: la probabilità che un contenuto sia visibile dipende dal contenuto stesso.

Il tipo di contenuto fa in modo da rendere più facile la fruizione e la visualizzazione dello stesso. Di seguito in ordine decrescente, sono preferiti da Facebook:

  • Foto/Video;
  • Link;
  • Testi;

Time Decay: vale la regola di contemporaneità presente in ogni tipo di comunicazione. Nel nostro caso più un post è vecchio, meno ha speranza di restare nella newsfeed dell’ utente.

Se non conosciamo l’algoritmo Facebook, come possiamo sperare di creare engagement e far visualizzare i nostri contenuti agli utenti? 

Inoltre viviamo tutti praticamente a contatto coi Social dalla mattina alla sera, e ormai siamo subissati di contenuti, che in tutte le salse, cercano di guadagnare la nostra interazione.

Nel marasma di contenuti prodotti, occorre tenere ben presente che, per spiccare sugli altri, occorrono 3 punti principali:

  • Creatività dei post e delle idee prodotte;
  • Pianificazione del lavoro, grazie anche ad un calendario editoriale;
  • Idee chiare sugli obiettivi da raggiungere. Fermo restando la conoscenza dell’argomento che è basilare.

Inoltre non mi soffermo sui post sponsorizzati, perché anche su questo esistono miti e leggende, di cui mi piacerebbe discuterne in separata sede. Posso solo dire che non sono la panacea di tutti i mali, ma sicuramente aiutano un brand a conquistare seguaci in minor tempo e in maniera più semplice. Ma fermo restando la qualità dei contenuti proposti, la quale aumenta e aumenterà sempre più col passare del tempo e con la quantità dei contenuti proposti in rete.

Quindi in definitiva diffidate da chi vi dice di aver moltiplicato fan e like: o è il messia o è un bugiardo.

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Conclusione

Durante questi ultimi anni di lavoro nel settore del Digital Marketing mi sono personalmente imbattuto in clienti e potenziali tali, che avevano teorie astruse sul mondo del Marketing e del Digital. O semplicemente avevano avuto brutte esperienze, che li avevano portati a preferire il fai da te, o soluzioni più economiche al problema della presenza on-line. Ritengo personalmente che il ruolo di chi fa comunicazione e informazione su queste tematiche sia quella di informare prima di tutto gli utenti di come sviluppa questo lavoro. Ma soprattutto mettere in guardia da personaggi che fanno tante promesse, e che sempre più spesso non le mantengono. Ma il monito è anche per i clienti stessi, affinché riconoscano l’importanza del lavoro dei professionisti del settore, e si affidino a loro totalmente, senza remore e senza mettere i bastoni tra le ruote, avendo un pizzico di fiducia in più che secondo ma fa la differenza tra un lavoro ben fatto, ed uno solo abbozzato.

Se volete segnalarci altri miti e leggende connessi al mondo del Digital Marketing commentate il nostro articolo, e magari potreste essere citati nel nostro prossimo articolo sull’argomento!

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