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Le lacrime di un grande campione di marketing sportivo

Marketing Sportivo: and the winner is… Cristiano Ronaldo!

In un’intervista del giornale “La Repubblica” alla leggenda Diego Armando Maradona, alla vigilia degli EURO 2016 (competizione adrenalinica, che ha visto trionfare il Portogallo), parlando delle stelle del calcio europeo ha detto sull’uomo simbolo della nazionale portoghese:

“È un marchio registrato, un fuoriclasse incredibile, lo farei giocare anche di notte perché lui non si nasconde mai, non chiede di restare fuori se ha un doloretto alla caviglia. E che carisma! Va in campo come se andasse al bagno, con la stessa naturalezza.”

A quanto dice Maradona il calciatore-brand madeirense, Cristiano Ronaldo, non soffre di costipazione fisica cronica, visto che corre  in campo con molta disinvoltura. Sarà merito del Bifidus Actiregularis, che favorisce l’equilibrio della flora intestinale? Chi lo sa!

È evidente invece che l’icona commerciale internazionale Ronaldo, denominato CR7, come un personaggio fantascientifico di Star Wars, a 31 anni si trovi al culmine della sua carriera.

È una macchina calcistica perfetta; uno dei giocatori più veloci con rapidi cambi di direzione sul campo; un’ala, che si adegua anche al ruolo di centravanti; autore di cross, assist decisivi, gol (sia di piede sia di testa) e tiri potenti da fuori area.

Insomma bei segni particolari da sfoggiare con orgoglio sul libretto di istruzione di un cyborg programmato per vincere. Hasta La Vista, Baby!

CR7 ha vinto 3 Palloni d’oro (si sta avvicinando il quarto), dal temperamento sfrontato attira l’attenzione dei media, non solo per le sue prestazioni calcistiche, ma anche per i gossip che lo braccano e soprattutto le pubblicità che promuove: Giorgio Armani e la Nike non sono le uniche partnership prestigiose che ha stretto negli anni della sua carriera.

In termini di Marketing Sportivo è uno dei testimonial più influenti e corteggiati da sponsor e brand famosi, che lo vogliono per le loro campagne pubblicitarie.

Insomma quel suo sorriso affascinante da ballerino di fado lo rendono il testimonial perfetto. Talento, successo e soldi che ovviamente Cristiano non spende solo in lusso.

L’asso del Real Madrid si contraddistingue anche per i suoi atti caritatevoli, come l’ultimo quello di aver dato in beneficenza il suo intero premio della vittoria della Champions League di 600.000 euro. Complimenti!

L’anno scorso CR7 ha firmato un contratto con la Nike, il maggior produttore mondiale di accessori e abbigliamento per il calcio, di 13 milioni di dollari all’anno, un’affare per l’azienda di Portland, perché il fuoriclasse fa guadagnare.

Secondo uno studio della società Hookit, che si occupa di verificare il valore delle sponsorizzazioni su piattaforme social, i ricavi grazie all’account social di CR7 che la Nike si è intascata sono circa 36 milioni di dollari!

Il mio di account fa fatica anche a guadagnare semplici “Mi piace”. Ho sbagliato mestiere… 😀

Ogni suo commento, sul suo seguitissimo account Twitter, su un prodotto di un suo sponsor, fa guadagnare a CR7 cifre impressionanti. Semplicemente perché il suo tweet-pubblicitario compare sulla timeline dei suoi circa 40 milioni followers e ciò è meno costrittivo delle ormai superate pubblicità.

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Nei miei articoli precedenti ho più volte sottolineato, che il marketing sportivo si basa soprattutto su intrattenimento, spettacolo e gli atleti sono reputati dei miti nell’immaginario collettivo nei quali tanti si immedesimano. Gli sponsor fanno di tutto per riuscire a sfruttare l’immagine di un atleta, fino addirittura a farli apparire nei cartoni animati:

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È stato proprio l’icona pop del marketing David Beckham, pur non essendo stato  il migliore atleta della sua generazione, a cambiare il mondo dello sport marketing, perché è stata la sua leadership e la sua immagine fuori dal campo ad attirare gli sponsor. Dopo l’avvento del patinato Beckham le aziende hanno capito quello che può essere il potenziale globale degli atleti e di conseguenza i nomi dei super-atleti vengono registrati come marchio. E’ uno di questi è appunto Ronaldo, vincitore nello stesso anno del pallone d’oro, del Fifa World Player, della Scarpa d’Oro e del premio di UEFA Club Footballer of the Year.

Secondo la rivista Forbes é il più pagato e il più social calciatore al mondo, 88 milioni di dollari fra ingaggio e sponsor solo nel 2015 e secondo la classifica stilata dall’Osservatorio del calcio (CIES) vale 12 nazionali messe insieme.

Il suo soprannome è diventato un marchio. Sono le iniziali del nome più il numero storico della maglia che indossa, il 7 che ebbe al Manchester United quando era 18enne, nel 2003. Si chiama così anche la sua linea di abbigliamento intimo e si apre con la sigla anche il suo sito internet.

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CR7 è il testimonial Nike per il suo nuovo spot “The Switch”, il cortometraggio più lungo mai realizzato da Nike (5 minuti e 57 secondi).

The Switch è la produzione pubblicitaria più impegnativa alla quale Cristiano Ronaldo abbia mai lavorato. Nel cortometraggio, Ronaldo si scontra con un raccattapalle inglese: il contatto scambia le personalità dei due, con Ronaldo intrappolato nel corpo del raccattapalle e viceversa.

A me piace il cortometraggio, perché mi ha fatto sorridere e parliamoci chiari: chi non vorrebbe essere il numero UNO e “be switched” in CR7?

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Tornando alla finale dell’Europeo Portogallo-Francia i picchi di messaggi registrati da Blogmeter, che hanno creato un buzz di ben 127 mila post e 525 mila interazioni sul social italiani (non oso immaginare su quello lusitano) nei due momenti più importanti del match, ovvero il ko al 24’ di Cristiano Ronaldo per un’entrata durissima di Payet e le sue lacrime molto toccanti direi (quasi 30 mila messaggi) e il goal di Eder  segnato al primo supplementare con grande potenza da fuori area (oltre 47 mila post).

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Ovviamente non sono mancate ironie sui social: la falena che è volata sul viso di Ronaldo durante l’infortunio e il gol di Eder, che secondo gli italiani  il Portogallo aveva l’Eder originale.

Infine il post Instagram di Cristiano Ronaldo con cui ha esultato per la vittoria della sua squadra ha ottenuto oltre 2 milioni di interazioni.

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Attualmente CR7 é l’atleta più marketable del pianeta, grazie anche al titolo conquistato agli EURO 2016, e può essere definito un vero e proprio faro nel Marketing Sportivo, che suggerisce di puntare e monetizzare la popolarità di  celebrità dello sport a livello di comunicazione anche nei prossimi 12 mesi.

Agli imminenti Giochi Olimpici, che si terranno a Rio de Janeiro dal 27 luglio al 24 agosto 2016, verranno incoronati  i nuovi protagonisti di campagne marketing future, ma difficilmente raggiungeranno lo status attuale di CR7.

Che aggiungere: Cristiano Ronaldo è un’Acquario, proprio come me (ci separano solo un giorno di nascita e qualche anno): è un tipo molto poliedrico, estroso e un inguaribile idealista, con il pensiero sempre proiettato verso il futuro. Insomma nell’Acquario c’è sempre qualcosa di diverso, molto apprezzato da chi ha un apertura mentale ben definita.

Spero di conseguenza, che qualche Brand inizi ad apprezzare i miei articoli, ma mi accontento anche di qualche commento da parte dei miei lettori! 

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