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Perchè le email non mi aiutano a fare link building?

Nessuno risponde alle nostre email? Vediamo le possibili cause e scopriamo come migliorare il tasso d’apertura delle stesse, incrementando i link ricevuti.

link building

Se hai sempre lavorato per fare link building sai quanto questo lavoro possa essere difficile. Se lavoriamo con l’email marketing per attrarre link al nostro sito, notiamo che sempre più spesso le caselle email sono piene di messaggi senza risposta, spam o magari il destinatario ha trascorso una cattiva giornata e non vuole leggere il tuo messaggio.

Cosa deve fare allora chi si occupa di link building? Come attirare l’attenzione e promuovere il contenuto della propria azienda?

Vediamo in questo post gli aspetti principali per una buona campagna di link building via e-mail e per far sì che le quelle inviate vengano aperte e ottengano risposta dai destinatari.

Contenuto di qualità

Il miglior modo per ottenere buoni link è offrire un contenuto di qualità, una notizia davvero interessante, altrimenti il compito diventa davvero complesso: ecco perché ogni azienda deve avere qualcosa di unico e di valore da offrire. Un buon contenuto, come una guida how-to o un video professionale, possono aumentare dell’80-90% le conversioni. In generale comunque rimane la predisposizione da parte del brand a fornire degli spunti utili in base al tipo di sito a cui si va a proporre il contenuto, sia esso una guida, un’infografica o semplicemente un comunicato stampa, cercando di personalizzare il contenuto in base al destinatario.

Scoperta e prospezione

La ricerca di buoni siti a cui proporre il contenuto è uno dei lavori più frustranti per chi fa link building: l’attività non è cambiata negli ultimi 10 anni, ma la ricerca di nuovi siti richiede un tempo sempre maggiore e non può essere affidata a tool automatici.

Ecco alcuni trucchi e soluzioni alternative per procedere in modo efficiente.

Il primo errore è quello di contattare ogni sito web, anche quello lontanamente buono con un conseguente spreco di tempo sia per te che per il webmaster. Molte aziende vogliono creare una rete molto ampia e poi sistemare pian piano le cose. Si tratta di una strategia che funziona in aziende molto piccole o di nicchia, ma ben presto ti accorgerai di passare il tempo a rispondere a webmaster con siti inadatti o pubblicare su siti che potrebbero danneggiare il tuo.

Il secondo problema è quello di non avere idea su come trovare siti partner, in quanto diventare troppo specifico nelle ricerche porta a pochissimi risultati, ma essere troppo generico porta a siti che utilizzano solo talvolta le keyword di tuo interesse e magari non sempre correlate al tuo settore. Il consiglio è usare più tool per la prospezione, in quanto nessuno saprà dare da solo tutto ciò di cui si ha bisogno e sfruttare sia le demo sia le versioni a pagamento.

Il terzo errore è quello di essere troppo presi dai parametri tanto da rinunciare ad opportunità fantastiche.

Si tratta soprattutto di casi in cui i clienti danno a chi si occupa di link building delle linee guida eccessivamente rigorose, come ad esempio:

  • Non avere un collegamento in articoli con altri link;
  • Non avere collegamenti in articoli con meno di 2 link in uscita;
  • Non avere collegamenti in articoli che non hanno almeno 3 commenti;
  • Non avere collegamenti in siti con basso punteggio di authority;

Certamente le metriche possono essere un aiuto importante ma si rischia di rinunciare a siti che potrebbero rappresentare l’opportunità perfetta per l’azienda per ottenere link di qualità.

Outreach

Il coinvolgimento dei link builder è difficile e sono tante le probabilità che alcuni sforzi falliscano, in quanto molte email non vengono viste dai destinatari o cancellate perché inviate da persone che non si conoscono. Ecco alcuni problemi che la tua azienda potrebbe avere con le email.

  • L’email non viene aperta: far leggere una email è un’attività davvero difficile perché ciascuno di noi è inondato da email non richieste. Usare le email automatizzare o approfittare del “RE:” nella riga dell’oggetto non funziona più ed è un trucco da evitare. Inoltre se l’oggetto della mail è ricco di maiuscoli, emoticons e caratteri speciali aumentano le possibilità che venga cancellata.
  • L’email non riceve alcuna risposta: è il vero incubo dell’azienda e ci si chiede cosa sia stato fatto di sbagliato per avere tassi di risposta pari a 0. Un argomento poco accattivante? Un maratona di invii non personalizzati? Sicuramente è meglio ricevere una risposta maleducata che non riceverne affatto. Guarda le tue email e, se non ricevi risposta, significa che la linea tematica è davvero da ripensare.
  • Ottenere risposte negative: secondo noi ogni risposta, anche quella negativa, aiuta a capire se l’oggetto e il contenuto sono adatti al destinatario. Ricevere l’invito a cancellare il nome e l’indirizzo non è un problema, ma sapere la motivazione è fondamentale per evitare di ripetere l’errore. Un buon motivo per non inviare email automatiche è l’umiliazione pubblica, tecnica che purtroppo molti webmaster applicano quotidianamente.

La negoziazione e l’aiuto

In molti casi chi fa link building deve negoziare a lungo per ottenere un link, soprattutto se collegato a un contenuto promozionale. Molti link builder chiedono alle aziende il loro obiettivo e perché dovrebbero inserire il link dando vita a lunghi processi di negoziazione. Ecco alcuni problemi che potresti incontrare nella fase di trattativa.

  1. Marketer incompetenti che non sanno cosa vuoi, per quale motivo fare link building con te o come inserire il link nel blog oppure un codice. In alcuni casi abbiamo visto blogger che non sapevano aggiungere link a un contenuto già pubblicato o che inserivano link non funzionanti.
  2. Webmaster frustrati: chi non sa cosa sia e a cosa serva la link building oppure non sa inserire un link e quindi diventa frustrato, fraintende la nostra richiesta e si ritira. Il consiglio è dare informazioni chiare nella email di presentazione iniziale per eliminare la confusione e spiegare le tue intenzioni, magari mostrando altri siti che pubblicano i tuoi contenuti.
  3. Il webmaster fa quello che vuole dato che il sito è suo, ma questo a volte può essere un problema. Se si hanno richieste specifiche è bene chiarirle da subito per non pubblicare il contenuto e trovarsi poi con un link inutile o rimosso.

Follow up

Ci sono molte discussioni su come gestire il follow-up con i webmaster durante una campagna di link building. Buona parte del tasso di successo è dovuto dalle procedure di follow up e a volte servono anche 8 email per vedere un contenuto pubblicato online.

Ecco alcuni errori comuni:

  • Dimenticarsi di includere un opt-out nelle email di contatto;
  • Non fare abbastanza follow up o lasciare link in sospeso;
  • Perdere tempo su troppe piattaforme o fare troppo follow up;

Conclusioni

Potremmo scrivere questo articolo ogni mese e trovare nuovi esempi di errori fatti dalle aziende e questo è uno dei motivi per cui fare link building è davvero affascinante. Importante è considerare i problemi come un’esperienza di crescita e approfondimento e lavorare con entusiasmo, soprattutto in un settore come quello del web.

(Fonte: articolo di  Julie Joyce  pubblicato su SearchEngine Land)

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