AI Google: arriva Bard!

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AI Google: arriva Bard in risposta a ChatGPT e Bing

Dopo anni di quiete e di monopolio di Google sugli altri motori di ricerca, sembra essersi riaccesa la scintilla della competizione per conquistare lo scettro di motore di ricerca numero 1 al mondo. Ed è così che ChatGPT e Bing hanno dichiarato “guerra” a Google con il lancio del software prodotto da OpenAI e integrato sul motore di ricerca di proprietà di Microsoft. Ma la risposta di Google non si è fatta attendere. Ed ecco l’AI Bard, lanciato da Big G in risposta allo strumento che da qualche mese sembra aver catalizzato l’attenzione del popolo di Internet. Il lancio dello strumento lo si apprende dal blog dello stesso motore di ricerca americano e su svariati siti di informazione, come Social Media Today.

Questo servizio di intelligenza artificiale conversazionale fornirà risposte ai quesiti posti dagli utenti in modo preciso e al passo coi tempi (e non fino al 2021 come ChatGPT). Le informazioni del programma saranno infatti estratte direttamente dal web.

Ma attenzione: Google tiene a precisare che il suo strumento non è la risposta a ChatGPT ma un programma frutto di 6 anni di lavoro da parte degli sviluppatori.

In una nota, la stessa Google ha così commentato il lancio di Bard:

“L’intelligenza artificiale è la tecnologia più profonda su cui stiamo lavorando oggi. Che si tratti di aiutare i medici a rilevare le malattie in anticipo o di consentire alle persone di accedere alle informazioni nella propria lingua, l’intelligenza artificiale aiuta le persone, le aziende e le comunità a sbloccare il proprio potenziale. E apre nuove opportunità che potrebbero migliorare significativamente miliardi di vite. Ecco perché sei anni fa abbiamo riorientato l’azienda attorno all’intelligenza artificiale e perché lo consideriamo il modo più importante per realizzare la nostra missione: organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili”.

Google afferma che presto renderà Bard disponibile nella barra di ricerca, dove sarà in grado di generare risposte in-stream, mentre sta anche cercando di rilasciare una versione isolata dell’interfaccia utente di Bard, insieme alle versioni degli sviluppatori.

“Il mese prossimo inizieremo a coinvolgere singoli sviluppatori, creatori e aziende in modo che possano provare la nostra API di linguaggio generativo, inizialmente alimentata da LaMDA con una gamma di modelli da seguire. Nel tempo, intendiamo creare una suite di strumenti e API che semplificheranno la creazione di applicazioni più innovative con l’intelligenza artificiale per gli altri”.

Sundar Pichai di Google ha così dichiarato:

“È un momento davvero entusiasmante per lavorare su queste tecnologie mentre traduciamo ricerche approfondite e scoperte in prodotti che aiutano veramente le persone. Questo è il viaggio che abbiamo intrapreso con modelli linguistici di grandi dimensioni. Due anni fa abbiamo presentato funzionalità linguistiche e di conversazione di nuova generazione basate sul nostro modello linguistico per applicazioni di dialogo (o LaMDA in breve). Abbiamo lavorato a un servizio sperimentale di intelligenza artificiale conversazionale, alimentato da LaMDA, che chiamiamo Bard. E oggi, stiamo facendo un altro passo avanti aprendolo a tester fidati prima di renderlo più ampiamente disponibile al pubblico nelle prossime settimane. Bard cerca di combinare l’ampiezza della conoscenza del mondo con il potere, l’intelligenza e la creatività dei nostri grandi modelli linguistici. Attinge alle informazioni dal Web per fornire risposte fresche e di alta qualità. Bard può essere uno sbocco per la creatività e un trampolino di lancio per la curiosità, aiutandoti a spiegare le nuove scoperte dal telescopio spaziale James Webb della NASA a un bambino di 9 anni, o saperne di più sui migliori attaccanti del calcio in questo momento, e poi ottenere esercitazioni per costruire le tue abilità”.

E la questione SEO Copywriting?

Se l’intelligenza artificiale può generare, attraverso dei prompt, un articolo, come si comporterà Google con lo stesso se ovviamente il testo (generato con l’IA) è contrario alle proprie stesse linee guida? Beh, facile, ignorerà il testo redatto in AI! Quindi non dovrebbe prendere in considerazione, con i propri spider, il testo così redatto, a meno che non lo si cambi profondamente e personalizzi.

Se quindi avessi intenzione di usarlo comunque per tale scopo, sicuramente l’output AI di Google ha meno probabilità di essere sottoposto a ping dai crawler rispetto a qualsiasi altro contenuto. Inoltre, la stessa Big G sta lavorando ad altri strumenti in grado di scoprire i contenuti autogenerati, penalizzandoli.

Quindi, quale sarà il miglior AI tra ChatGPT e Bard?

Difficile a dirsi adesso. Occorre prima attendere il lancio ufficiale del programma di Google per averne una riprova. Ma il mio dubbio riguarda l’intera architettura del web così come la conosciamo oggi. Perchè è chiaro che questi strumenti eliminano la concorrenza dei siti, fornendo agli utenti le risposte alle loro domande senza l’ausilio del sito. Ma se così fosse e se le stesse risposte fornite agli utenti sono frutto delle informazioni estrapolate dai siti internet online, non si tratterebbe forse di plagio o comunque di concorrenza sleale? E come può reggersi il modello di business di Google se viene meno lo strumento pubblicitario? Dove verrà mostrata la pubblicità degli inserzionisti se viene meno l’apporto dei siti per Adsense? Allo stesso modo, se l’intero castello cadesse, dando il via ad una nuova rivoluzione digitale, e i siti tutti chiudessero i battenti, da dove estrarrebbe Google (e di comparto gli altri programmi di AI) le informazioni fornite agli utenti?

Sono tutte domande alle quali non so dare una risposta. Ma i dubbi permangono.

Google termina così il proprio post sul blog:

È fondamentale portare le esperienze radicate in questi modelli nel mondo in modo audace e responsabile. Ecco perché ci impegniamo a sviluppare l’IA in modo responsabile: nel 2018, Google è stata una delle prime aziende a pubblicare una serie di principi sull’IA. Continuiamo a fornire istruzione e risorse ai nostri ricercatori, collaboriamo con governi e organizzazioni esterne per sviluppare standard e best practice e collaboriamo con comunità ed esperti per rendere l’IA sicura e utile.

Che si tratti di applicare l’intelligenza artificiale per trasformare radicalmente i nostri prodotti o di mettere questi potenti strumenti a disposizione di altri, continueremo a essere audaci con l’innovazione e responsabili nel nostro approccio. Ed è solo l’inizio: ne arriveranno altri in tutte queste aree nelle settimane e nei mesi a venire.

Questa nuova rivoluzione rischia di tagliare le gambe a tutti i professionisti che lavorano sul web, dai copy fino ai SEO, passando per gli sviluppatori e a chi si occupa delle campagne a pagamento (SEM). O solo si rinnoverà il nostro contributo alla causa? Staremo a vedere!