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Unconventional marketing: cos’è e da cosa è composto

unconventional marketing

Unconventional marketing: cos’è e da cosa è composto nel nostro post odierno

Unconventional marketing o marketing non convenzionale è uno dei trend più in voga in questo momento per promozionare i propri prodotti e servizi in maniera assolutamente eccezionale e fuori dagli schemi. La sua utilità è legata all’effetto sorpresa dell’azione, che consente di aumentare i livelli di memorabilità del marchio.

In questo post di Pop Up Magazine vi spieghiamo cosa si intende per unconventional marketing e quali sono le diverse tipologie di marketing non convenzionale tuttora utilizzate dai marchi di tutto il mondo.

Marketing non convenzionale: cos’è?

Con il termine marketing non convenzionale intendiamo l’insieme di strategie promozionali che, per far fronte alla perdita di persuasione delle strategie di marketing tradizionale, fa uso di tecniche di comunicazione “non usuali” per presentare i prodotti al pubblico in modo alternativo, o direi in questo caso, “memorabile”.

L’obiettivo della strategia in esame è quindi quello di sorprendere il pubblico, spiazzarlo, con azioni del tutto inaspettate per fare in modo che abbia un buon ricordo di quel marchio o di quel messaggio. Ciò è la diretta conseguenza di anni di pubblicità tradizionale in TV, radio, cartellonistica, giornali e ormai anche sui social media, che hanno abituato lo spettatore alla pubblicità come mera propaganda, che anno dopo anno ha fatto perdere d’interesse.

I sistemi di unconventional marketing, grazie alle loro caratteristiche, sarebbero in grado invece di attirare nuovamente l’attenzione del pubblico e permettere di far passare, con una maggiore efficacia, il messaggio pubblicitario.

marketing non convenzionale

L’evoluzione da consumatore a prosumer

L’evoluzione della società post-moderna ha trasformato oltre che i processi culturali e quelli produttivi anche il modo in cui viene percepita la pubblicità. Si è passati infatti dal concetto di consumatore classico, legato a colui che subisce l’azione pubblicitaria del marchio, al nuovo concetto (che tanto nuovo non lo è più in verità) di prosumer, legato alla partecipazione attiva dello spettatore all’evento promozionale.

Questa scossa al mondo pubblicitario e del marketing si è avuta con l’avvento di Internet e dei nuovi strumenti di comunicazione di massa, come si social media o i siti web, che hanno riscritto le regole del gioco e posto al centro della vita del marchio l’utente, il consumatore, o meglio quello che oggi definiamo “consumattore“.

Quindi rispetto alla funzione pubblicitaria tradizionale, che è atta ad interrompere gli spettatori mentre sono impegnati nelle varie forme di intrattenimento o informazione (lo spot per intenderci), il marketing non convenzionale diventa a sua volta intrattenimento e informazione, e quindi in tal modo dovrebbe essere in grado di ottenere una maggiore attenzione da parte dell’utente.

marketing tradizionale

Il passaparola tradizionale e digitale

Uno dei concetti fondamentali su cui si fonda l’unconventional marketing è il passaparola: è il pubblico stesso a diffondere il messaggio, perché divertente, interessante o utile. Questo strumento è inteso in senso meramente tradizionale (traditional word of mouth) in cui io parlando di persona o al telefono con altre persone, diffondo quella notizia o quell’informazione. Ma oggi con l’avvento dei nuovi strumenti di comunicazione social, ho la possibilità di raggiungere un maggior numero di persone, semplicemente standomene a casa inviando messaggi sui social media oppure nella blogosfera. I vantaggi di questo secondo approccio sono sotto gli occhi di tutti: raggiungo più persone in meno tempo, a volte senza neanche la conoscenza diretta della persona con la quale sto interagendo in quel momento. Questa seconda strada la chiamerei se volete digital word of mouth, dove gli schemi cognitivi e gli assunti tradizionali del passaparola sono sempre gli stessi, ma quelli che cambiano sono canali utilizzati per diffondere il messaggio.

Tipologie di unconventional marketing

Per riuscire a coinvolgere socialmente i consumatori, il marketing ha bisogno di comprendere meglio i linguaggi del suo pubblico e sviluppare i nuovi messaggi promozionali attraverso le abitudini espressive della società contemporanea. Occorre quindi rendere l’advertising una forma di intrattenimento piacevole, compatibile con i valori del target che si vuole raggiungere in quel momento. E ciò che è alla base dell’unconventional marketing è proprio questo: promozionare mediante l’intrattenimento.

Ma quali sono le diverse tipologie di marketing non convenzionale? Tra le diverse espressioni di questa strategia, è possibile individuare le più importanti, che sono:

  • Guerrilla marketing, azione legata a Marketing e Psicologia umana di cui vi abbiamo già parlato in precedenza, che gioca sulla sorpresa e sul sentimento della persona che subisce l’azione in quel momento;
  • Marketing virale, che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati a trasmettere un messaggio a un numero elevato di utenti finali. Oggi la cassa di risonanza, il canale dove si propaga il messaggio sono soprattutto i social network (in tal caso si parla anche di Buzz Marketing);
  • Ambush marketing, intesa come un’associazione indebita di un brand a un evento mediatico. L’espressione è stata coniata nel 1980 dal marketing strategist, Jerry Welsh ed è molto popolare in ambito sportivo;
  • Ambient marketing, che sfrutta l’ambiente esterno all’azienda per incontrare il proprio target. Tra i luoghi più utilizzati vi sono i centri commerciali, le discoteche, le stazioni di treni e metropolitane, aeroporti;
  • Street marketing, che privilegia come strumenti il corpo e l’azione dei performer per promozionare per strada il proprio prodotto/servizio. Molto in voga in questo caso è la connessione con la street-art;
  • Visual marketing, che utilizza il connubio tra prodotto e comunicazione visiva per influenzare le scelte dei consumatori;

flashmob

Sono tantissimi i modi di applicare una strategia non convenzionale e tutto dipenderà da tre elementi:

  • L’azienda e la sua inclinazione;
  • Il target e i suoi gusti;
  • I canali utilizzati per far passare il messaggio promozionale;

 

Il nostro post dedicato al marketing non convenzionale termina qui. Alla prossima con i post di Pop Up Magazine!

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