Rapporto Monitor Deloitte 2020 per i nuovi stadi italiani

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Rapporto Monitor Deloitte 2020 per i nuovi stadi italiani nel nuovo post di Pop Up

Emergenza sanitaria a parte, la maggior parte degli stadi della nostra Serie A hanno una percentuale di riempimento molto bassa se paragonata ai maggiori campionati di calcio nel continente europeo.

Un tempo erano considerati dei gioielli architettonici, mentre adesso invece la maggior parte di essi sono impianti sportivi obsoleti e inospitali, dove spesso la partita si vede anche malissimo. Inutile il confronto con gli stadi di nuova generazione dei maggior campionati europei.

Il confronto appare impietoso per il Belpaese: affrontiamo l’argomento stadi italiani nel nuovo post dedicato al marketing sportivo, a cura di Pop Up Mag!

L’importanza di uno stadio di proprietà

La forza di un brand calcistico è anche legata direttamente ad uno stadio di proprietà. Basti guardare oltre La Manica, dove nella Premier League gli stadi di proprietà dei club sono delle strutture molto redditizie, che rimpinguano le casse delle società.

stadio emirates londra foto

Gli stadi privati non solo rappresentano un’opportunità a livello sportivo e di spettacolo, ma un business che assicura la copertura economico-finanziaria e maggiori introiti per lo stesso club. Insomma, lo stadio di proprietà garantisce una fruibilità a 360 gradi per il tifoso e grandi dividendi alla società, per non essere legati solamente ai diritti tv come accade oggi in Italia. Per riportare il calcio italiano ai vertici serve in definitiva un rinnovamento degli impianti calcistici.

stadio emirates

Il Rapporto Monitor Deloitte 2020, inviato dai vertici del calcio italiano al Governo insieme a una lettera per semplificare l’iter per i nuovi stadi italiani, evidenzia il relativo impatto sul giro d’affari del calcio a livello nazionale.

Il report stima che nel prossimo decennio si andrà a creare un’indotto di 25.5 miliardi di euro a beneficio di diverse aree, dentro e fuori dallo stadio (attività commerciali attive nell’area stadio, business operanti all’esterno dello stadio e settori parte dell’ecosistema calcio).

L’analisi realizzata dalla prestigiosa società di revisione indica in una cifra fino a 4,5 miliardi di euro, gli investimenti necessari sugli stadi, che rappresentano un’opportunità di rilancio del Sistema Paese.

Deloitte mette a confronto i quattro maggiori campionati in Europa, dove gli impianti hanno prodotto 11 miliardi di investimenti tra il 2000 e il 2019:

  • 4.9 miliardi alla Premier League;
  • 2.2 miliardi alla Liga spagnola;
  • 2.1 miliardi alla Bundesliga;
  • 2.1 miliardi alla Ligue 1;

foto stadio emirates londra

I nuovi stadi italiani

Il nuovo San Siro, lo stadio del Cagliari, della Fiorentina e della Roma, come anche il progetto per il rinnovamento dei maggior impianti sportivi di Bologna e Parma, ovvero lo stadio Dall’Ara e lo stadio Ennio Tardini sono progetti, che se realizzati, potrebbero avere un impatto positivo per il mercato del lavoro, con la creazione di circa 25 mila nuovi posti, che vanno dai lavoratori che operano all’interno dello stadio passando ai dipendenti delle attività commerciali nell’area limitrofa all’impianto, includendo la forza lavoro coinvolta per per la costruzione ex novo o la ristrutturazione degli impianti sportivi.

area ristoro stadio emirates
Area ristoro Stadio Emirates

Infine Deloitte conclude il suo documento, mettendo su un piatto d’argento la bellezza di 3,1 miliardi stimati di entrate fiscali extra a favore delle casse dello Stato e un calo addirittura del 75% della violenza negli stadi, uno dei maggiori problemi irrisolti della sicurezza italiana.

olimpico di roma

Conclusioni

Nel confronto con il contesto europeo, la Serie A si pone alle spalle dei competitor in termini di ricavi medi da gare, spettatori e innovazione degli impianti.

Dallo studio di Deloitte si evince come non vi sia alcuna richiesta di nuovi fondi per questi interventi perché le necessarie opere di rinnovamento servono proprio per ridurre le barriere agli investimenti privati.

Insomma, la ripresa del settore sportivo italiano, che in questo momento rischia il collasso a causa della lentezza burocratica, nonché un alibi dell’immobilismo politico, è chiaramente realizzabile. Staremo a vedere!