Squadre e calciatori di serie A su Instagram: chi vince il campionato dei social media?

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Squadre e calciatori di serie A su Instagram: chi vince il campionato dei social media? Scoprilo su Pop Up!

Ormai tutte le società di calcio e i propri tesserati detengono un profilo social, dove pubblicano news, approfondimenti, foto, video delle proprie gesta sportive e vendono il proprio merchandising ufficiale. Quindi le società e i calciatori di serie A divengono vere e proprie icone social, da seguire e commentare. Ma tra questi chi è il più seguito? Chi vince il campionato di serie A, almeno su Instagram?

Sono le domande che si sono posti EIS e Virality, che hanno condotto un’interessante ricerca, che oggi vi mostriamo qui su Pop Up. Bentornati sul nostro portale!

La ricerca EIS e Virality sulla connessione tra mondo del calcio e social media

I calciatori sono sempre stati delle icone per i tifosi delle squadre in cui militano. Questo persiste ancora oggi, e viene dimostrato attraverso i social media. Ed è così che l’agenzia di sport management EIS e la piattaforma di digital intelligence Virality, hanno condotto una ricerca sui profili Instagram di calciatori, calciatrici e squadre che militano nei nostri principali campionati, per scoprire cosa si cela dietro le fanbase digitali del pallone nostrano.

La cosa che balza subito agli occhi è che i calciatori hanno un seguito maggiore rispetto alle stesse squadre di club. Questo vale, infatti, per ben 15 club su 20 della nostra serie A. Fanno eccezione solamente Hellas Verona, US Lecce, SSC Napoli, Torino FC e AC Milan, che invece hanno più follower rispetto ai singoli calciatori (nel Milan non è stato considerato però Ibrahimovic poiché non figura nella top 11 di Transfer Markt).

Inoltre scopriamo che i calciatori stranieri che militano nel nostro campionato in media hanno più follower dei calciatori italiani. Ad esempio, Pablo Marì del Monza ha più follower dei nostri Domenico Berardi e Matteo Pessina, anche se questi ultimi giocano con la Nazionale Italiana e sono campioni d’Europa in carica.

Chi segue i calciatori?

Il target principale del follower del calciatore è rappresentato dalla Gen Z (18-24 anni) mentre, al contrario, i Millennials preferiscono seguire i club (25-34 anni).

Analizzando il profilo del follower, abbiamo che questo è solitamente di genere maschile (oltre il 60% dei casi), mentre il dato è ancora più marcato se si tratta di club (il 70% è maschile). Curioso è poi il dato del calciatore italiano Matteo Pessina, che invece è seguito in prevalenza da donne (il 53% della fanbase è femminile).

La questione del target è molto importante, perché può avere diverse implicazioni in termini di campagne marketing e comunicazione.

Se spostiamo l’attenzione al calcio femminile, notiamo che la differenza di genere è meno marcata, ma allo stesso tempo l’età del follower è più “matura” rispetto ai calciatori al maschile. L’età dei follower è in prevalenza tra i 25 e i 34 anni.

In media l’engagement rate dei calciatori di Serie A, ossia il rapporto tra numero di follower e interazioni con i contenuti (like, commenti, condivisioni e così via) è del 10,3%, molto superiore a quello dei Club (fermo al 2,5%).

Il valore dei calciatori è di per sé molto significativo se si considera che l’engagement rate medio di una campagna di influencer marketing è del 4/5%. Quindi sono soggetti ideali per le campagne di social media marketing, più delle società stesse. Anche per le donne il dato è significativo: 6,90%. Il picco anche del 12% in caso di calciatori di serie B, segno comunque di un maggior attaccamento al territorio e ai propri tifosi.

Il calciatore che su tutti si distingue per l’engagement rate è il 19enne turco Emirhan İlkhan, passato da poco dal Torino alla Sampdoria, che riesce a coinvolgere quasi una persona su due della sua community, fatta comunque da 114.000 follower. Numeri stratosferici!

Sul calcio femminile, è interessante il dato che vuole i club più ingaggianti delle calciatrici. Una citazione a parte la merita la squadra del Roma Women, che con il 4,71% è decisamente la più coinvolgente.

Se andiamo a vedere, infine, la frequenza di pubblicazione, notiamo che i calciatori pubblicano molto poco, in termini quantitativi, con un numero di contenuti variabile in media tra i 2 ai 6 contenuti ogni 15 giorni. I club, invece sono decisamente più presenti (dai 20 ai 70 contenuti, in media, ogni 15 giorni).

La classifica di qualità

Grazie a Virality, possiamo poi stilare una speciale classifica di qualità. Attraverso l’incrocio ponderato di una serie di valori, la piattaforma è, infatti, in grado di attribuire uno “score”, un punteggio a ciascun profilo monitorato e da qui stilare una sorta di ranking. 

In questo modo scopriamo, ad esempio, che i giocatori di Serie A, con 64,90 punti di media, hanno profili Instagram che performano meglio di quelli della Serie B (56,17) e delle donne (52,93).

La palma di migliore se la contendono Sofyan Amrabat con 88 punti, Lautaro Martinez con 85 e Sandro Tonali con 83, tutti militanti nel massimo Campionato. È evidente che su questo valore ha pesato molto l’exploit ottenuto da questi giocatori al recente Mondiale in Qatar. Solo a settembre, ad esempio “Il Toro” ne aveva 7 in meno, mentre il marocchino della Fiorentina viaggiava addirittura intorno ai 70 punti.

Lo stesso dicasi per i Club di A, che, seppure con punteggi minori rispetto i calciatori, hanno profili più efficienti rispetto a quelli delle altre categorie analizzate. In questo caso, le migliori sono Spezia, Palermo e Cremonese. Quindi un calcio di provincia che almeno sui social batte quello dei top club.

I temi trattati dai calciatori sui social media riguardano soprattutto calcio, moda, famiglia, food e marketing.

Enrico Gelfi, founder di EIS, commenta così la ricerca:

“La ricerca dimostra chiaramente come Instagram sia diventato uno dei luoghi d’elezione tramite cui consumare contenuti calcistici. In particolare i profili dei singoli calciatori, veri e propri media, sono efficaci strumenti di intrattenimento. Anche se le differenze tra categorie e genere non mancano, anzi. E non mi riferisco solo alla distanza di seguito, in certi casi addirittura enorme. Prendiamo i temi trattati: parlando anche di moda, famiglia, cibo e marketing, i calciatori dimostrano una propensione ad affermare se stessi anche al di fuori dal calcio, mentre le calciatrici, più monotematiche, non sembrano pronte a raccontarsi in modo disinvolto e completo, dovendo evidentemente ancora affermare il loro ruolo all’interno della società”.