Siti di disinformazione: ancora una piaga per la pubblicità programmatica

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Siti di disinformazione: ancora una piaga per la pubblicità programmatica, con le aziende che investono miliardi di dollari l’anno in siti non affidabili

La pubblicità programmatica è una delle nicchie più utilizzate dalle aziende per farsi conoscere online. Infatti, ogni anno sono circa 155 miliardi i dollari spesi in questo genere di attività pubblicitaria online nel mondo. Ma ancora si è lontani dalla risoluzione del problema dei siti di disinformazione, che coprono una buona fetta del mercato.

A confermare questi dati è la ricerca condotta da NewsGuard e Comscore, di cui ci dà notizia Brand News. L’analisi condotta dai due brand ha riguardato un campione di 7.500 siti per Comscore e 6.500 da Newsguard. Incrociando i dati si è giunti ad una stima della spesa pubblicitaria che viene indirizzata a siti, le cui notizie non sono affidabili.

NewsGuard e Comscore sono attivi nella valutazione e individuazione delle frodi online nell’industria pubblicitaria e la loro ricerca consente di comprendere quanto ancora ci sia da lavorare per debellare il fenomeno delle fake news e dei siti di disinformazione, che ancora oggi è finanziato dalle aziende, con un giro d’affari che si aggirerebbe sui 2,86 miliardi di dollari l’anno.

Riuscire a comunicare e pubblicizzare il proprio marchio su siti affidabili e in target con il nostro potenziale mercato ci fa ottenere, non solo un ritorno d’immaginabile positivo e un’azione di branding efficace, ma anche un risparmio economico importante e un ritorno sull’investimento più elevato. A garantirlo è stata la stessa NewsGuard: utilizzare lo strumento della pubblicità programmatica su siti affidabili comporta un risparmio del 9% sul costo medio CPM e un aumento del 143% sul CTR.

Sui dati stimati dalle due società, si ha che l’1,68% della spesa in pubblicità programmatica è andata a siti di disinformazione. La maggior parte si trova negli USA, dove su una media di 2,16 dollari investiti in pubblicità digitale, 1 $ finanzia l’attività di fake news. Il fenomeno è meno concreto in Europa, dove il giro d’affari si aggira sui 475 milioni di euro, mentre 150 milioni è l’ammontare di spesa del solo Regno Unito.

Conclusioni

Se le aziende sono sempre più attive online, con un budget di spesa pubblicitaria sempre più elevato, allo stesso tempo però non hanno ancora compreso al meglio la necessità di investire su siti affidabili e dalla buona reputazione. Questo fa si da essere ancora ben lungi dal debellare il fenomeno delle fake news e dei siti di disinformazione, che ancora oggi fanno parte della mare magnum dei siti che ogni giorno vedono la luce. Grazie però al lavoro di brand come Comscore e NewsGuard, è più facile indirizzare i propri investimenti in attività realmente redditizie.