Il settore influencer in “Travel” e “Food”, dopo il Covid-19

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Il settore influencer in “Travel” e “Food” in Italia, dopo la pandemia: cosa è cambiato quest’anno

Non c’è alcun dubbio nel dire che il Covid 19 abbia messo l’intera umanità di fronte alla necessità di rivedere le proprie priorità e abitudini di vita per ridisegnare completamente ogni aspetto delle nostre vite. Anche il settore influencer, travel e food, ha dovuto fare i conti con questi cambiamenti ed adattarsi alla nuova realtà.

Vediamo come nelle righe che seguono: buona lettura dallo staff di Pop Up!

I risultati del settore in pieno Covid

Influencer Italia Travel & Food, con una ricerca realizzata da Extreme, brand specializzato nella media data intelligence, in base al suo osservatorio permanente “Italian Influence” (che dal 2016 fornisce dati fondamentali sul settore), ha pubblicato i dati relativi al settore nell’ultimo periodo e ci ha fatto scoprire che tra maggio e agosto 2020 il tasso di engagement dei contenuti pubblicati dai food influencer è balzato a un +32% rispetto all’anno precedente, con ben 17,7 milioni di interazioni.

Se ci spostiamo invece sul mondo dei travel influencer la musica cambia totalmente: le loro interazioni infatti si sono ridotte del 15,7%, passando da 23,5 milioni nel 2019 a meno di 20 milioni nel 2020.

Metodologia utilizzata

Extreme ha studiato un panel di circa 600 influencer italiani, 300 specializzati nel settore travel e 300 nel food, mettendo appunto a confronto il periodo compreso tra i mesi di maggio/agosto del 2019 e con gli stessi mesi del 2020.

Un aspetto che fa ancor di più tremare il settore degli influencer è il numero assoluto degli influencer attivi tra agosto 2019 e 2020: nel mondo del travel si nota una decrescita percentuale del 14% mentre invece del solo 5,4% per il settore food.

Sono numeri che ovviamente ci saremmo aspettati considerando le restrizioni imposte world wide a livello di spostamenti e alla conseguente possibilità invece di focalizzarsi di più sul mondo del food, in considerazione del maggior tempo medio a disposizione di tutti noi per realizzare ricette e quant’altro.

Il numero di post ovviamente ripercorre quanto appena detto. Extreme segnala 14.080 post a tema food contro i 16.114 dell’anno precedente, un calo significativo ma poco consistente (parliamo del 12,6% in meno) soprattutto se paragonato a quello del mondo travel che a registrato nel 2020 un calo del 24% passando dai 11.600 post del 2010 a soli 8.800.

Calano anche i post sponsorizzati

Anche i post sostenuti da sponsorizzazioni confermano questo andamento del comparto travel, con un -33% sul volume dei contenuti pubblicati e un -25% sulla media dei post promozionali per i travel influencer. L’engagement invece registra una contrazione del 18,3%.

Per il mondo del food, il volume complessivo dei post con sponsorizzazioni è diminuito del 18,4% e i post medi per influencer del 14%.

In questo caso però cresce l’engagement del 22,7%: anche questo risultato era prevedibile considerando l’argomento trattato, che ben si sposa con il tempo maggiore che ognuno di noi poteva e può dedicare ai fornelli, che si è tradotto in un engagement totale di 7.617.000, tra post sui dolci e gelati (3.500 post), sulle verdure (2.800 post), sulla pasta (2.300 post), il vino (1.900) ed il pesce (1700 post).

Il cambiamento invece subito dal comparto travel ha fatto si che molti influencer si siano reinventati scopritori delle bellezze nostrane, con un picco di presenze in Toscana che è stata la regione più “instagrammata” con circa 958 post, seguita poi dal Lazio (795 post), dal Trentino Alto Adige ( 773), le Marche (769) e il Veneto (713).

La Toscana è al primo posto anche per engagement con 599.600 like e commenti, a seguire troviamo la Sicilia con 589.400, la Lombardia con 583.000, la Campania con 572.400 ed infine Puglia con 530.300.

Che sia l’inizio di un nuovo modo di interpretare anche il mondo del Travel e del Food, magari più teso verso la riscoperta delle nostre tradizioni? Voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!