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Rebranding nel calcio: il logo del Leeds United è da dimenticare

Rebranding nel calcio: il caso del Leeds United

Al centro delle polemiche che infuocano non solo tra gli esperti di marketing sportivo, ma anche tra i tifosi stessi, vi è il caso del rebranding nel calcio del Leeds United, studiato per l’occasione dei primi 100 anni del club.

La società di calcio, che oggi milita nella 2° divisione del campionato inglese ma che in passato ha potuto contare diversi successi in campo nazionale ed europeo, è oggi al centro di una polemica che riguarda il restyling del logo societario a tal punto che oggi il caso viene trattato come il peggior rebranding nella storia della società.

Perché la strategia di rebranding non è piaciuta?

Innanzi tutto guardiamo bene il nuovo logo: cosa ne pensate voi? Beh, a primo impatto io noto subito un’immagine da college, che poco si addice al team in questione, poi noto un gioco di luci e ombre che modificano i colori sociali del team; inoltre non mi sembra neanche impeccabile l’idea di voler rappresentare, all’interno del logo, la maglia del team con un pugno sul petto: a mio modesto parere rafforzerebbe il concetto di “amore per la maglia”, tanto caro a tutti i tifosi, ma sembrerebbe un po’ forzato per essere rappresentato in un logo.

Cosa vuole comunicare il team con questo logo? Questo è il dilemma…

Al di là quindi di questi aspetti semplicemente iconografici e di impatto visivo, non si capisce però cosa voglia comunicare la società con il nuovo logo, che valori vuole trasmettere. In effetti l’opera di restyling è stata duramente criticata perché effettivamente non esprime e non comunica alcun valore, anche se la società si difende sostenendo che l’intero processo di restyling è costato circa 6 mesi di lavoro e ha coinvolto circa 10.000 persone, con diverse fasi di test.

Anche le società sportive oggi sono brand

E questo forse non lo hanno capito gli uomini di marketing che hanno studiato la strategia di restyling del brand Leeds UTD. Oggi più che mai le società sportive, soprattutto quelle calcistiche, sono diventate veri e propri brand perché capaci di muovere intere masse di persone e soprattutto di soldi: intorno alle società sportive si è creato un vero business ed è necessario oggi comunicare con l’intero mondo esterno: tifosi, mercato, stampa e si sa, la comunicazione passa anche attraverso un brand ben progettato e che sia a primo impatto fortemente comunicativo ed evocativo. Il rebranding deve essere apportato gradatamente, senza spaventare e disorientare il pubblico di riferimento; si dovrebbero apportare delle modifiche al logo senza stravolgerlo, che mirino ad aggiornarlo, ad ammodernarlo, insomma a renderlo più vicino al consumatore, salvaguardando quei valori che hanno attribuito alla marca una buona reputazione.

 

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