Mi chiamo Francesco Totti, il film sull’icona del calcio

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Mi chiamo Francesco Totti, il film sull’icona del calcio italiano su Sky e Now TV

Mi chiamo Francesco Totti, il film sulla romanità e sulla spontaneità del campione italiano, l’indimenticata icona della AS Roma e del calcio italiano, ha riscosso parecchio successo tra i tifosi romanisti e non solo.

La sua autenticità, utilizzata in campagne integrate su tv, web e social, raggiunge da sempre una platea rilevante di utenti, che adesso si potrà ammirare nel film MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI, dopo aver convinto al cinema oltre 55 mila spettatori nei tre giorni di proiezione dal 19 al 21 ottobre 2020, per un incasso totale di 592 mila euro.

In cosa consiste il film “Mi chiamo Francesco Totti”?

La pellicola è il ritratto inedito di un campione come pochi se ne sono visti nella storia del calcio, senza cadere nella fragilità di autocelebrazione.

L’ex numero dieci della Roma si racconta in un film, ripercorrendo i suoi venticinque anni trascorsi all’insegna di gol, aneddoti e retroscena. Il ragazzo di Porta Metronia, che con fermezza ha voluto indossare esclusivamente una sola ed unica maglia, torna a farci sognare davanti alle sue prodezze da capitano, uomo e genio.

Tutto ciò che è raccontato nel film – come tutto ciò che è omesso – è lo specchio di quello che Francesco trova veramente importante nella sua storia, la storia che lo ha portato sino a qui». Così Alex Infascelli, pluripremiato regista vincitore del David di Donatello per Almost Blue, e per il documentario S Is for Stanley – Trent’anni dietro al volante per Stanley Kubrick, presenta il suo ultimo film.

Il film, tratto dal libro Un Capitano scritto da Francesco Totti con Paolo Condò, edito da Rizzoli,  andrà in onda in prima tv lunedì 16 novembre alle 21.15 su Sky Cinema Uno e su Sky Sport Serie A, disponibile anche on demand su Sky e in streaming su NOW TV.

Il film documentario è un racconto intimo che inizia nella notte prima del suo addio al calcio all’Olimpico, il 28 maggio 2017. La voce narrante di Totti accompagna le immagini catturate con lo sguardo del regista, che accarezzano momenti chiave e emozionanti della vita del centurione giallorosso.

«Quando mi è stato proposto di raccontare la storia di una figura immensa e trasversale come quella di Francesco Totti, ero in dubbio se accettare o meno. Non per superbia ma, al contrario, per umiltà» ha confessato Alex Infascelli.

«Pensavo – ha proseguito – che questo non dovesse essere un documentario sul calcio, bensì il memento filmico di un periodo irripetibile per Roma, e del suo protagonista, che non ha avuto, e non avrà, eguali nella storia di questa città».

Infascelli ha sottolineato quanto la partecipazione di Totti sia stata fondamentale nella narrazione:

«Per fare questo, senza peccare di onnipotenza, avevo una sola possibilità: quella del racconto in prima persona, ovvero coinvolgere totalmente Francesco, che diventava la sola voce narrante della storia, l’unico che poteva ridimensionare se stesso. Un uomo capace di slanci introspettivi e descrizioni immaginifiche e sorprendenti».

Totti in TV e nel marketing

L’ex capitano storico della Roma, nonché campione mondiale, non è alle prime armi di fronte alla macchina da presa e nel mondo del marketing sportivo.
Il settore della pubblicità ha infatti ampiamente sfruttato la sua simpatia. Da Vodafone a 10eLotto, passando per Fiat, Pepsi, Sky, Volkswagen, PartyPoker, Dash. Tutti hanno reso le sue battute un vero tormentone. Il sentiment e l’empatia, associata alla simpatia e autoironia dell'(ex)calciatore, fa in modo che rappresenti molto più di un semplice testimonial per le aziende che lo scelgono nelle loro campagne.

L’opera autobiografica gradevole preannuncia la serie televisiva sulla storia di ER-PUPONE, che verrà lanciata da Sky nel 2021. Le riprese sono in corso e vedono la partecipazione di attori del calibro di Greta Scarano, Monica Guerritore, Pietro Castellitto e Gianmarco Tognazzi.

Conclusioni

MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI non è semplicemente una vetrina o un simpatico fuoricampo, ma uno spaccato nei sentimenti del “ragazzone” che al di là della propria fede calcistica è particolarmente amato per la sua grande umanità. Una bella storia agrodolce sulla fatica e la bellezza della sua vita.

Io di certo non me lo perdo, e voi?