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Marketing Nike: impennata di vendite con il nuovo testimonial

Le vendite online di Nike sono aumentate del 31% dopo la nuova campagna pubblicitaria ben studiata dal brand con Colin Kaepernick.

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Marketing Nike: impennata di vendite con il nuovo testimonial Kaepernick

Colin Kaepernick, l’ex quarterback dei San Francisco 49ers è divenuto famoso nel 2016 perché durante l’inno nazionale prima delle partite si è inginocchiato come protesta contro l’ingiustizia razziale negli Stati Uniti. Una provocazione  giudicata anti patriottica, soprattutto da parte del Presidente Trump, che ne aveva chiesto l’immediata squalifica. Molti altri invece l’hanno giudicata come una provocazione e hanno apprezzato il gesto, che però ha compromesso la sua intera carriera sportiva. Infatti nel 2017 a scadenza del contratto con San Francisco 49ers non ha più ricevuto offerte per giocare in una nuova squadra della NFL.

Believe in something. Even if it means sacrificing everything.

Insomma credere in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto è la nuova sfida Nike. Il colosso di abbigliamento sportivo mette in scena un primissimo piano di Colin Kaepernick con uno slogan provocatorio. Si tratta di un messaggio molto forte e rafforzato da un’immagine in bianco e nero ricca di significati. E, su tutto, l’ormai celeberrimo claim del brand di Beaverton Just Do It.

Colin Kaepernick in ginocchio durante l'inno statunitense come segno di protesta

Inutile sottolineare che i risultati della campagna Marketing Nike sono stati eccellenti e ovviamente virali, visto il terremoto di reazioni. Lo Swoosh è oggi il logo universalmente riconosciuto della Nike, che più si lega allo sport e alle gesta degli atleti con un fatturato di 21,1 miliardi di dollari (fonte: Il Sole24 ore). Infatti nel 2017 Nike è diventato il primo produttore mondiale di accessori e abbigliamento sportivo, soprattutto per il calcio, il basket, il tennis e diverse discipline atletiche. C’è chi loda Nike per il suo coraggio di essersi voluta schierare con Kaepernick e dalla parte degli afroamericani e c’è chi invece su Twitter ha lanciato l’hashtag #BoycottNike.

Questa campagna tosta può considerarsi un successo già per il semplice fatto per aver preso posizione su un tema molto caldo, delicato e politicizzato, estendendo la discussione su scala globale. Infatti i dati delle vendite online di Nike dopo il lancio della loro nuova campagna pubblicitaria, calcolati dalla Edison Trends, una società di consulenza americana, mostra chiaramente come le vendite siano aumentate del 31 per cento fra lunedì 3 settembre, il giorno di lancio della campagna, e martedì 4 settembre.

Giusto un paragone: l’anno scorso l’aumento di vendite era stato solo del 17 per cento.

Certo che campagne come questa possono essere messe in campo solo da chi è già ha un brand awareness forte, gode di un’enorme visibilità ed è in grado di sopportare gli inevitabili contraccolpi. Quattro giorni prima dell’avvio della stagione della NFL, la Nike ha fatto di Kaepernick uno dei volti della campagna per i 30 anni dal lancio del suo slogan storico Just do it. Uno slogan fortunato, creato nel 1988 dal pubblicitario Dan Wieden dell’agenzia pubblicitaria Wieden-Kennedy di Portland, in Oregon. Wieden cercava una frase morbida che potesse rilanciare il brand del marchio sportivo in quegli anni all’inseguimento del competitor Reebok. Grazie a questo fortunato slogan motivazionale, Nike è diventata una multinazionale miliardaria con vendite che sono aumentate di oltre il 1.000 per cento nei successivi dieci anni dal lancio dello slogan Just do it.

Nike crede fortemente che Colin sia uno degli atleti più carismatici della sua generazione, uno di quelli che ha il potere con lo sport di spingere il mondo avanti. Colin è figlio di madre bianca e padre afroamericano. Adottato da una coppia bianca con altri due figli dopo la perdita del terzo figlio, da cui ha preso il cognome Kaepernick. Un cognome di lontane origini polacche che sembrano riportare addirittura all’astronomo Niccolò Copernico che nel 1543 in De Revolutionibus Orbium Coelestium ha abbattuto il concetto che vedeva il Sole ruotare attorno la Terra, formulazione già espressa dai greci ma dimostrata tramite procedimenti di carattere matematico di Copernico.

Il testimonial Nike è quindi il quarterback audace, celebrando il coraggio e schierandosi inequivocabilmente contro Trump, usando la pubblicità per raccontare tensioni e prendere una posizione molto chiara.

 

Per l’ennesima volta Nike dimostra con questa campagna marketing come si diventa fonte d’ispirazione, screditando la politica e le istituzioni che perdono consenso. Insomma i brand sono capaci di farti identificare con loro, mentre un politico no.

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