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Liverpool FC: tutto ruota attorno al marketing calcistico

Marketing calcistico: un brand che va oltre il campo, dal leggendario Anfield Stadium al risarcimento per la maglia di Coutinho

Pop Up Magazine torna a parlarvi di marketing calcistico e vi porta con se in un viaggio alla scoperta di un dei club più titolati e famosi al mondo. Infatti quando si pensa a Liverpool, vengono subito in mente i Beatles, che qui hanno iniziato la loro storia di successo e la celeberrima squadra di calcio, nonchè il secondo brand calcistico più titolato della Premier League, ovvero il Liverpool FC. In questa metropoli, che si affaccia sul Mare d’Irlanda, calcio e musica si respirano e vi è un’aura di mistero, che da sempre avvolge la città: per quale squadra tifavano i quattro Baronetti, Everton o Liverpool?  Non è mai stata chiarita la faccenda, ma la famosa sciarpa rossa e bianca del video di Help!,  visibile soprattutto durante le scene sulla neve, è un allusione evidente al Liverpool e alla passione del gruppo per questa squadra.

Inoltre quella dei Reds è una società socialmente responsabile e che gioca un ruolo proattivo nelle sue comunità, gestendo oltre 20 progetti tutto l’anno nei settori dell’istruzione, inclusione sociale, dello sviluppo della salute e dello sport. Il suo contributo fu riconosciuto dal riconoscimento di un voto di comunità da parte di Business In The Community. Insomma  il Liverpool è orgoglioso di collaborare con la propria community, per accoglierla nella famiglia dei Reds e condividere cosi valori in termini di atteggiamento per rafforzare le proprie performance, ovviamente non solo sportive.

marketing nel calcio

Nel calcio si sente sempre l’espressione il valore della maglia, che si riferisce alla storia, alla tradizione e ai colori del club, ma le casacche indossate dai calciatori hanno anche un valore economico, che vede partner commerciali, a loro volta riconoscibile dall’impronta veramente globale. Infatti nel 1979 il Liverpool FC era un brand proprio all’avanguardia e fu la prima squadra inglese a presentare uno sponsor sulla propria maglia, ovvero il marchio di elettronica giapponese Hitachi. Si trattava di un accordo che portò nelle casse della società circa 100.000 sterline in due anni, permettendo al brand di apporre il proprio nome sulle maglie del Liverpool in tutti i match casalinghi non trasmessi in TV.

Facciamo i conti! Ecco quindi le tre collaborazioni di qualità attualmente presenti sulla maglia del Liverpool,  pronti a produrre utili in cambio di visibilità:

  • New Balance, l’azienda produttrice di calzature e abbigliamento sportivo del Massachusetts, nonché nota per le scarpe che sono molto in voga, è lo sponsor tecnico. Si tratta di un contratto da record per il club di Liverpool: circa 35 milioni di Euro a stagione a partire dalla stagione 2015/16 e della durata di 10 anni. Questa partnership rappresenta un passo importante per la crescita globale del marchio New Balance nel calcio, visto che in virtù di questo contratto, i prodotti del Liverpool sono venduti al dettaglio in più di 500 store New Balance in tutto il mondo.
  • Western Union, l’azienda statunitense di servizi finanziari e di comunicazione con circa 450.000 sedi sparse per 200 nazioni, vantando un fatturato annuale di circa 5,4 miliardi di Dollari, è il primo sponsor di manica dei Reds. Si tratta di una partnership quinquennale e trasferirà sul conto del Liverpool FC tra i 5 e gli 8 milioni di Euro a stagione. In cambio alla Western Union verranno offerti importanti diritti di marketing e commerciali, visibilità sui media del club e la presenza del logo WU all’interno dello stadio di Anfield e nelle aree riservate alle conferenze stampa e ovviamente il trasferimento di denaro del club.
  • Standard Chartered, la società finanziaria internazionale con sede a Londra, che fornisce servizi a privati, imprese e governi, di cui il 90% degli utili proviene dalle filiali in Asia, Africa e Medio Oriente è il main sponsor. Si tratta di un rapporto che dura ormai dalla stagione 2010/2011 fino alla fine della stagione 2018/2019 per circa 22,7 milioni di Euro l’anno. Il motivo per cui la banca ha scelto il Liverpool è che in Asia c’è una collettività notevole di tifosi dei Reds. Per questo la Standard Chartered ha portato avanti campagne promozionali con il club in mercati come la Thailandia, la Corea, la Malesia ed Hong Kong.

Sarà il fascino della Premier League e dell’Anfield Fortress (Fortezza Anfield), come viene anche chiamato lo stadio dai tifosi visto il campo difficilissimo per le squadre ospiti, ma l’interesse degli sponsor di abbellire con i loro loghi vistosi la maglia del Liverpool rispecchia il trend positivo di accordi pluriennali e remunerativi, che ormai sono un asset fondamentale nel business del calcio.

L’appeal del Liverpool sarà sempre uno dei suoi punti di forza, senza mai dimenticarsi di quei 100 tifosi, che 125 anni fa videro l’esordio di uno dei club tra i più importanti di tutto il mondo, che oggi si appoggia su un bacino di fan stimato in oltre 70 milioni di follower sui social. Quindi non c’è da meravigliarsi che per non deludere i propri tifosi, visto che si identificano con la propria squadra del cuore e nei suoi giocatori, il Liverpool FC se l’è studiata bene come gestire il dramma (per i tifosi) del calciomercato, che ha visto cedere il fantasista brasiliano Philippe Coutinho all’avance del Barcellona per 160 milioni di Euro, bonus compresi.

L’iniziativa di marketing calcistico, per la consolazione dei tifosi (a stagione in corso) che sognavano con il  dribbling e gli assist decisivi dell’ex numero 10 dei Reds, prevede un rimborso di 50 Sterline, sotto forma di un buono acquisto, a chiunque abbia comprato la maglia della stagione 2017-18 dei Reds con sulle spalle il nome di Coutinho, che tra l’altro è sempre stata una delle maglie più vendute degli ultimi anni. Insomma un modo di chiedere scusa, d’altronde all’Anfield  si canta sempre You’ll Never Walk Alone”.

Fonte: Liverpool FC

Dici Anfield Road, dici Liverpool FC e si sentono parecchie leggende riguardanti la casa dei Reds. Varcare le soglie dell’Anfield significa immergersi in una colonna del calcio inglese con più di un secolo di storia alle spalle e sul campo. Si tratta di uno stadio quasi mitologico, che la società non ha mai voluto abbattere per costruirne uno nuovo. Il legame tra squadra e stadio è imprescindibile, visto che racconta una storia lunghissima. Quindi si è stato solamente ampliato alla Anfield Road Stand per un costo di 100 milioni di Sterline, portando la capienza fino a 54mila posti a sedere.

Dalle recensioni Tripadvisor più del 50% degli utenti lo valuta eccellente per l’atmosfera e per la fitta proposta di tour interni, disponibili anche nei giorni delle partite dei Reds. Le visite immersive e crossmediali uniscono itinerari classici a supporti digitali e sono perfettamente integrate sul sito ufficiale dei Reds con video girati, per esempio, nel tunnel dello stadio prima dell’entrata in campo dei calciatori. Un vero cimelio della stadio è la targa con la scritta “This Is Anfield”, che si trova sul muro di spalletta della scalinata e conduce i campioni sul campo di gioco,  voluta dal tecnico Bill Shankly per ricordare ai suoi ragazzi per quale maglia giocano e agli avversari contro i quali giocano. Come segno di buon auspicio molti giocatori del Liverpool prima di salire le scale che portano al campo di gioco toccano la targa.

Fonte: Anfield Stadium

Quando si pensa al calcio saltano subito in mente la Coppa del Mondo, la Champions League, il balletto del calciomercato, i campioni con i loro ingaggi milionari, gli stadi di proprietà all’avanguardia, i procuratori con le loro pretese, i presidenti ricchi, i colori delle tante divise da gioco, gli sponsor con le loro campagne commerciali, gli sfottò sui social, il Gooooooal urlato dal telecronista a squarciagola e soprattutto la passionalità del vero tifoso e non del meschino ultrà. Ma dal punto di vista del business, il brand dei Reds mostra chiaramente come le imprese calcistiche sul rettangolo verde associate a partner commerciali possano raggiungere obiettivi notevoli su scala mondiale. Insomma le strategie di marketing sportivo danno una bella scossa di adrenalina al calcio per espandersi a livello internazionale e il Liverpool FC ne è un case study di tutto rispetto.

Billy Hogan, direttore commerciale del Liverpool FC e il suo team hanno sfruttato la passione della massiccia fan base globale e la vasta rete di partnership dei Reds trasformandolo in un brand internazionale, che elenco nei seguenti  tre punti:

  1. Il Liverpool  si è connesso e identificato in modo significativo con il pubblico nei mercati prioritari, come  per esempio gli Stati Uniti dove il crescente amore per il calcio è stato un vantaggio da sfruttare commercialmente. Così, quando il Liverpool si guardò attorno, iniziò a cercare partnership americane dall’impronta globale. New Balance, Western Union, Dunkin ‘Donuts e DraftKings sono tra le principali partnership americane che il Liverpool ha siglato con successo.
  2. I Reds inoltre quando siglano degli accordi commerciali, lo fanno globalmente in modo economicamente efficace, vista la presenza di 70 milioni di appassionati, che sono un grande vantaggio per i partner che desiderano espandere la propria attività soprattutto in mercati nuovi e regioni chiave. Quindi i campioni dell’Anfield hanno alimentato il business dei loro sponsor nella loro bacino di utenza.
  3. Il Liverpool non solo offre un prodotto, ma bensì un’esperienza sette giorni su sette attraverso i suoi 50 canali e piattaforme digitali con contenuti avvincenti, profonde connessione emotive ed attivazioni personalizzate dei partner commerciali,  raggiungendo milioni di follower.

Dunque al centro del brand LFC (Liverpool Football Club) si trova il marketing calcistico utile per creare esperienze uniche per i suoi fan di cui beneficiano anche i partner,  offrendo uno spettacolo tattico di alto livello, che costituisce parte del fascino red, pieno di errori e di capolavori, di emozioni e di colpi di scena. Insomma il Liverpool è un inno al calcio e al business, che è ben rappresentato dal volatile mitologico liver bird, metà cormorano e metà aquila, nonchè simbolo della città di Liverpool, diventato simbolo nello stemma dei Reds a partire dal 1955. Già, proprio un bel simbolo, che abbelli la cresta di Mario Balotelli quando esordì con il Liverpool FC alla vigilia del derby contro i cugini dell’Everton nella stagione 2014/15. Insomma un simbolo, che ben incarna  l’immortalità dei Reds.

Insomma il Liverpool non è solo un club calcistico ma una famiglia allargata fatta da 70 milioni di tifosi nel mondo che tutti insieme durante le partite cantano “You’ll never walk alone“!

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