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Business e Marketing nel calcio: operazione trionfo del Chelsea di Conte

Business e Marketing nel calcio: il brand dei Blues e i suoi ricavi

La stagione passata il Leicester, allenato da Claudio Ranieri, ha vinto il campionato di calcio più spettacolare e proficuo del mondo e nell’edizione attuale Antonio Conte ha guidato il suo Chelsea a consacrarsi campione d’Inghilterra. A quanto pare il Made in Italy esporta anche allenatori doc. Insomma vino, moda ed altro, direi che Montecitorio dovrebbe discutere dell’introduzione  di un’etichetta sugli allenatori italiani.

Il Chelsea FC é il brand calcistico inglese che vanta il maggior numero di successi a livello internazionale ed i Blues, cosi soprannominati i giocatori della squadra londinese, iniziano la loro ascesa verso i vertici del calcio europeo quando nel 2003 l’oligarca russo Roman Abramovič acquista la squadra per la roboante cifra di 140 milioni di Sterline. 

Un aneddoto racconta che Abramovič decise di acquistare il Chelsea solo dopo aver visionato lo stadio Stamford Bridge dall’alto del suo elicottero, trasformando cosi quella buona squadra inglese in un top club di livello mondiale. È dal quel momento in poi sugli spalti del glorioso Stamford Bridge si vedono sfilare campioni, allenatori di primo livello, coppe, campionati e trofei.

Come ogni anno la rivista Forbes pubblica la classifica dei 20 brand calcistici  più ricchi al mondo e nel 2016 il Chelsea si posiziona settimo con ricavi per 393 milioni di Euro superando i 387,9 milioni di Euro della stagione precedente, con un utile da 5,6 milioni di Euro. Insomma una conferma che un altro brand della Premier League é nettamente in crescita rispetto al resto d’Europa. Business e Marketing nel calcio quindi, come si evidenzia sono importantissimi.

Anche qui il circolo virtuoso fatto di vittorie e crescita del fatturato, mostra chiaramente il modello di business applicato dal management per entrare prepotentemente nell’elite del calcio europeo. Insomma la rapidità dell’ascesa e la modalità con la quale è avvenuta ha permesso al brand dei Blues di assestarsi in breve tempo ad un livello più alto.

L’ottima forma finanziaria del club, che in estate quando si apriranno i giri di valzer del calciomercato, potrà puntare ad un rinnovamento della rosa e di conseguenza alla Champions League, che può generare fino 40 milioni di Euro tra risultati e market pool.

                Fonte: Transfermarkt

 

Dalla sponsorizzazione record per il Chelsea al nuovo sponsor tecnico

Nel 2015 l’accordo commerciale per la durata di cinque anni con il produttore di pneumatici giapponese Yokohama di circa 275 milioni di Euro ha catapultato il brand londinese al secondo posto delle partnership più importanti nella Premier League. Direi una partnership commerciale record, visto che ormai dal 2015-2016 il club di Abramovič dispone quindi di 55 milioni di Euro a stagione per rinvestirli nel business del calcio.

Ovviamente la partnership come main sponsor é ben visibile sulle divise ufficiali del team e all’interno dello Stamford Bridge, nonché nell’utilizzo dell’immagine e il coinvolgimento diretto dei giocatori della squadra e dell’allenatore per attività di comunicazione e la creazione di materiali promozionali legati agli pneumatici Yokohama. L’accordo commerciale con Yokohama ha avviato i Blues in una nuova era di partnership commerciali innovativi per essere uno dei principali brand calcistici europei.

                   Fonte: Yokohama

 

Il Chelsea ha deciso di separarsi, con sei anni di anticipo e pagando anche una penale di circa 50 milioni di Euro (come accade per i divorzi milionari)  dal suo sponsor tecnico, ovvero Adidas. Forse colpa di tutte quelle attenzioni rivolti ai rivali del calcio europeo (Real Madrid, Bayern Monaco, Juventus e Manchester United) che ha fatto interrompere questa partnership? Boh! Si sa che la ricchezza non fa la felicità, ma sicuramente facilita il business e  partire dal luglio 2017 Nike pagherà al Chelsea circa 77 milioni di Euro a stagione fino al 2032. 

Ovviamente la soddisfazione per l’accordo raggiunto è da ambo le parti. Per il brand londinese significa  crescere in nuovi mercati e mantenere la propria posizione tra l’élite del calcio, mentre per gli americani questa partnership rafforza la leadership nel mondo del calcio.

 

Il nuovo stadio: 60 mila posti e introiti da 120 milioni di Euro a stagione

I Blues avranno una nuova arena da 60 mila spettatori (attualmente sono solo 41.600) in cui giocare e appassionare il pubblico. La realizzazione dello nuovo Stamford Bridge avrà un costo totale di circa 600 milioni di Euro e comprende tutto il quartiere elegante Chelsea, che sorride dalle rive del Tamigi. 

Ben 38 palazzi attorno all’attuale stadio verranno demoliti per far posto al design futuristico dello studio di architettura svizzero Herzog e De Meuron, lo stesso che ha ideato l’Allianz Arena di Monaco di Baviera e lo stadio Olimpico di Pechino. Oltre ad un museo, punto vendita e settori di ristorazione, verrà aperto un accesso diretto dalla stazione della metropolitana di Fulham Broadway per facilitarne il raggiungimento.

Il Chelsea avrebbe previsto circa 120 milioni di Euro in più all’anno nel bilancio dei ricavi delle attività che gireranno attorno al nuovo Stamford Bridge, che non solo migliorerà l’economia locale, ma trasformerá la qualità del quartiere.

Il nuovo impianto avveniristico sorgerà dalle ceneri dell’attuale stadio, che verrà abbattuto alla fine di questa stagione. Quindi Conte & Company probabilmente si trasferiranno a Wembley per poter disputare le partite di campionato e di coppa durante i 4 anni di lavoro di costruzione.

Fonte:  Chelsea FC

I Blues strateghi del marketing sportivo?

I risultati sportivi di Conte e dei suoi ragazzi non sono in discussione, ma le sapienti strategie del marketing sportivo rendono i Blues un fenomeno dai connotati eroici (come era avvenuto per la favola Leicester), visto che stanno polarizzando le attenzioni e di conseguenza monetizzano. A livello di comunicazione ritroviamo due effetti principali: l’esposizione mediatica del brand londinese e la sua riconoscibilità.

Che cosa ne deriva? Più il brand calcistico è esposto, più aumenta in maniera esponenziale il valore dei Blues come testimonial e di conseguenza non avrà difficoltà a siglare nuove partnership commerciali. Insomma non si tratta di miracoli della comunicazione, ma semplicemente di effetti di una sapiente strategia di marketing per la promozione dell’immagine utilizzata che ritroviamo nei top brand calcistici mondiali.

Se il Chelsea ha vinto il campionato della Premier League, piuttosto, è perché il brand dei Blues ha lavorato con un atteggiamento orientato al risultato desiderato, sfruttando le proprie caratteristiche sia sportive sia mediatiche, grazie al direttore aggiunto Marina Granovskaia, la donna di maggior successo e potente nel mondo del calcio, che ha negoziato con Nike il sorprendente contratto milionario di sponsor tecnico, che é all’interno del processo di decision-making, portando il brand londinese, in collaborazione con il direttore tecnico Michel Emenalo, sul gradino più alto della Premier League.

                Fonte:Chelsea FC

 

Il social media marketing dei Blues

Ormai il web marketing è diventato di fondamentale importanza e mediante i social network si possono costruire tutte le strategie di marketing necessarie per aumentare la reputazione del brand calcistico.

Facebook, Twitter, Instagram e YouTube ormai sono conosciuti da tutte le società che hanno permesso di raggiungere risultati numerici, in termini di visibilità, impensabili per qualsiasi azienda con un’attività di social media marketing evoluta.

Dunque le strategie commerciali globali e web marketing sono i fattori che hanno permesso al Chelsea di diventare un brand affermato in tutto il mondo, permettendo cosi di instaurare una fanbase numerosa, soprattutto nel mercato di fortissima rilevanza strategica per antonomasia, cioè quello asiatico. Infatti i Blues possono contare su oltre 15 milioni di tifosi sparsi in Oriente. 

Infine, il Chelsea è riuscito a cogliere “la palla al balzo” delle opportunità offerte dal web marketing, sfruttando i social media per condividere le fotografie dei gol, delle esultanze, degli allenamenti e non solo, rafforzando cosi il rapporto con i suoi tifosi sparsi nel mondo e di conseguenza soddisfacendo i desideri sempre più specifici che riguardano 5 punti chiavi nel social media marketing: 

  • Visibilità: i calciatori devono avere il massimo della visibilità e i contenuti devono riguardare sempre le loro esperienze.
  • Ascolto: bisogna saper ascoltare i tifosi, rispondere e comunicare interagendo sugli appositi canali.
  • Informazione: i fans vogliono informazioni sempre più immediate, personalizzate e puntuali.
  • Divertimento: attenzione alla ricerca di contenuti che suscitano emozioni positive.
  • Partecipazione: i tifosi vogliono sentirsi partecipi, vogliono essere parte integrante delle strategie di marketing delle società, scegliere il nome della campagna abbonamenti per esempio e ottenere quindi dei riconoscimenti.

 

 

Conclusione 

Credo non esista una singola ricetta con ingredienti specifici per il successo di un brand calcistico, ma il più grande fattore indubbiamente è l’obiettivo di suscitare un moto di orgoglio in chi segue la sua squadra del cuore. Appunto sono i tifosi, che sono molto più che semplici clienti, visto che tra il tifoso e la sua squadra del cuore si crea un profondo legame di identificazione.

Business e Marketing nel calcio sono importanti ma a fare la differenza sono i tifosi. Questi non assistono semplicemente alla partita, ma urlano il nome della squadra, saltando sugli spalti, sul divano o al bar, contribuendo in modo decisivo a motivare giocatori e management di vincere.

Lo ribadisco in continuazione il calcio é business a tutti gli effetti, ma il punto di arrivo e di partenza sono proprio i tifosi ed il brand londinese allenato dal nostro Conte é riuscito a farsi apprezzare anche da chi tifa altri colori. 

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