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Ironia sui Social Network e Marketing Sportivo dopo Italia-Germania

L’ ironia sui Social Network si sa è contagiosa. Roberto Bolle, l’Étoile della Scala di Milano, da gran tifoso degli Azzurri di Conte è rimasto profondamente deluso per la sconfitta ai calci di rigore contro la Germania ad EURO 2016… e chi non lo é?!

Non conosco personalmente il fuoriclasse Roberto Bolle, ma deduco dal suo tweet ironico che è un fan del calcio nostrano, visto che ha proposto una gara di ballo #Bolle VS #Zaza; oltre vantarsi che ai rigori batterebbe Zaza, ma sul ballo vincerebbe Zaza. Io invece dico che Simone Zaza lo batte anche sul taglio di capelli (ma il barbiere di Bolle è Edward Mani di Forbici? ).

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Cattura

Un vero peccato, non solo il taglio di capelli di Bolle, ma soprattutto l’eliminazione beffarda degli Azzurri, che hanno saputo regalarci con il loro gioco molta emozione; un aspetto molto importante nel Marketing Sportivo. Il taglio di capelli di Bolle? No, ovviamente!

Mi riferisco alla connessione emotiva, che i brand sfruttano bene per le loro campagne promozionali, inducendo così al consumatore di astrarsi dal mero atto d’acquisto, spingendolo allo shopping dettato dalla condivisione di emozioni. That’s Emotional Marketing!

Che gli sport scatenano passioni forti è risaputo, quindi piangere, arrabbiarsi e contestare l’uscita dell’Italia dall’Europeo fa bene alla salute psicofisica, perché rilasciano tossine ed ormoni in eccesso, ma il malcontento dei tifosi e di Bolle, che hanno provocato un terremoto di ironie sui social per quei rigori sbagliati fanno passare, purtroppo, in secondo piano l’exploit degli azzurri, che sono stati esaltati per la loro prestazione sportiva da molti titoli in prima pagina di quotidiani europei, visto che avevano iniziato la competizione da sfavoriti.

In un clima misto di ossessione e critiche, “Made in Panza” per la sconfitta (Vuoi asciugare la panza? Allora smettila di massacrare atleti che non conosci con analisi critiche e va a fare gli addominali), gli immancabili troll del web, che prendono di mira Graziano Pellè e Simone Zaza si sono scatenati sui social in tanti sfottò. Il primo, criticato per il gesto del “cucchiaio” rivolto al portiere tedesco poco prima di mancare la porta. Alt!!! Fermi con il T9 del vostro smartphone, che vi spiego. Dunque il gesto di Pellé era semplice cortesia, perché voleva consigliare al tedesco Neuer di mangiare gli spaghetti con il cucchiaio aiutandosi nell’arrotolamento. Il secondo farà piroettare Roberto Bolle a “Ballando con le Stelle”. Tutta qua!

La comunicazione pubblicitaria trova ampio spazio sui social proprio durante una partita di calcio di una competizione internazionale. Infatti la partita del tutto o niente (Italia-Germania) ha segnato un record di ascolti e interazioni!

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Secondo l’analisi di Blogmeter sull’andamento dei social durante il match, sono stai 400 mila i messaggi postati, per un totale di 4,2 milioni di interazioni; 150 mila sono stai invece i fan, che hanno commentato a modo loro la partita. Dalle ore 23 in poi con l’inizio dei tempi supplementari e soprattutto durante i rigori sui social si é raggiunta la vetta dei messaggi (79.800 post). Anche se il post più trascinante é stato quello con cui il profilo Instagram della Nazionale ha annunciato l’ingresso in campo al 106’ di Insigne al posto dell’affaticato Eder.

Tra gli artificieri  più attivi e coinvolgenti della serata abbiamo il profilo Twitter di Coca Cola Italia (con 469 post e commenti). Che aggiungere… le bollicine confondono la materia grigia e permettono ai non sportivi di analizzare e criticare  il gioco di un atleta. Il massimo della sportività direi!

Anche qui Twitter si conferma il social più utilizzato per commentare l’evento sportivo, raccogliendo l’80% dei messaggi. Dando uno sguardo sui social delle prestazione dei giocatori, sul podio abbiamo Buffon, Bonucci e Chiellini, ma le interazioni che continuano a trovare ampio spazio anche dopo qualche giorno sui social sono le performance di Pellè e Zaza, il cui engagement è connesso ai diversi commenti negativi e ironie che hanno travolto la  rete  subito dopo i rigori falliti.

Basta un semplice click ed un po’ di sarcasmo per scatenare una battaglia mediatica, condotta dai fan delusi ma vinta dai Brand, perché sono loro che studiano con attenzione i trend e le abitudini dei frequentatori del web. Il Marketing ormai è social e quello che sembra un semplice “sfottò” si trasforma velocemente in campagne di Viral Marketing.

Basti pensare alla parodia dello spot Vodafone 4G con Thiago Motta con la canzone “Sei lentissimo” che sta spopolando su Youtube. Ovviamente non é la Vodafone a promuoverlo, ma sono gli utenti “incazzati” che deridono il calciatore oriundo, appropriandosi del messaggio promozionale di un brand. Tutta pubblicità gratuita per l’azienda ovviamente.

Concludendo, i Social Media nello Sport Marketing sono un potente mezzo di comunicazione per atleti, squadre, società e sponsor, perché li fanno interagire efficacemente e soprattutto in tempo reale con i propri follower. Integrare strategie di social media nelle strategie di sport marketing per migliorare brand awareness e visibilità è un must; tanto più  che il modo di vedere le partite  è  parecchio cambiato, visto chi assiste non si stacca mai dal proprio smartphone (manco se passa Bolle in tutù), usando i social per condividere tutto, anche la delusione. L’ironia sui Social Network fa ormai parte della nostra vita, e i Brand avendo capito questo, cercano di alimentarne la viralità per pubblicizzare il proprio marchio.

L’interazione con i follower aiuta il buzz e genera conversioni, con grandi benefici per team e sponsor e da diversi anni ormai la comunicazione con tweet variopinti è incrementata moltissimo (Bolle ne sa qualcosa visto che ha smesso di dimenare braccia e gambe, messaggiando simpaticamente con il proprio smartphone) e ciò è importantissimo per le sponsorizzazioni.

PS. Caro Roberto, che ne dici se ti intervisto mentre sei seduto dal barbiere? Si sa che i ballerini di alto profilo, come lo sei te, hanno un preparatore atletico, così come sono seguiti da un dietologo e da un fisiatra. Insomma come un atleta. Allora perché non ne parliamo e magari mi mostri L’en de hors, mentre io ti insegno a placcare.

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