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Il ruolo delle web agency nel 2018: ne parliamo con Alessandro e Salvatore

Il ruolo delle web agency e del Digital Marketing nel terzo millennio: ne parliamo con i colleghi Salvatore e Alessandro

In questo post parliamo del ruolo delle web agency e del Digital Marketing nel 2018 con due colleghi e amici che da tempo lavorano in questo campo: Salvatore Marigliano e Alessandro Di Costanzo Esposito. Vediamo cosa hanno da dirci!

  • Ciao Alessandro presentati ai lettori di Pop Up Magazine…

Salve, mi chiamo Alessandro, ho 27 anni, mi sono specializzato meno di un anno fa in Marketing e Management Internazionale, percorso Marketing, all’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Dopo una breve trafila negli studi commerciali di Napoli, è prevalsa in me la voglia di entrare nel mondo del Digital e soprattutto del Digital Marketing per due semplici motivi. Il primo, legato alla mia indole creativa e alla mia grande passione per la tecnologia, soprattutto per le piattaforme di social network, mentre il secondo è che questo settore è molto più attinente ai miei studi. 

  • Da quanto tempo sei entrato nella famiglia di Pop Up Comunicazione? Di cosa ti occupi nello specifico?

Alessandro: Sono entrato nella famiglia di Pop Up da pochi mesi e devo dire che ha stupito le mie aspettative. È dura per un ragazzo quando esce dall’università trovare un’esperienza significativa e di valore. Ringrazio Francesco Corvino che ha creduto e ancora oggi lo sta facendo, nelle mie potenzialità, immettendomi in una realtà giovane e in continua evoluzione. Durante il mio percorso universitario ho assistito a tutta l’evoluzione della Digital Trasformation e della sua impronta nelle imprese, solo come studente, ma grazie a Pop Up ho avuto la possibilità di farlo anche come Manager, apportando il mio contributo alla crescita del Digital sul suolo campano. Al momento ricopro l’area di Social Media Manager e curo la rubrica Horror Ads per il magazine dell’agenzia. La  nostra web agency a Napoli vuole garantirsi un futuro in questa regione e ricoprire un ruolo predominante anche nel resto del paese.

  • Ciao Salvatore invece parlaci di te e delle tue competenze..

Ciao a tutti, mi chiamo Salvatore Marigliano e mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca (SEO) dal 2014, ho alle spalle una formazione in Elettronica e Telecomunicazione e sono da sempre appassionato del web e di tutto ciò che ruota intorno alla rete internet. Per definirsi esperti SEO bisogna avere un’esperienza decennale della materia e centinaia di casi studio che confermano questa esperienza e quindi ho ancora molta strada da percorrere. Detto questo, vivo la SEO come una passione e il mio obiettivo primario è scoprire quali fattori rendono un sito appetibile agli occhi di Google.

  • A cosa avete collaborato per la prima volta insieme in Pop Up Comunicazione?

Salvatore: Io ho collaborato insieme ad Alessandro in alcuni progetti, tra i quali quello di una scuola di estetica a Pozzuoli che si chiama Studio In, per la quale abbiamo realizzato il sito web e gestito per un periodo con successo i social media aziendali.

  • Alessandro parlaci di Social Media Marketing: a cosa andiamo incontro con gli odierni cambiamenti in atto degli algoritmi? Cosa accadrà tra poco a chi vuole promozionarsi e far conoscere il proprio brand sui social? Cosa secondo te non può mancare in una strategia di Social Media Marketing?

Il mondo dei social media rispecchia il concetto di dinamicità del sistema d’impresa. Infatti questi evolvono e si adattano alla continua evoluzione dei valori culturali e dei bisogni della domanda. Fare Marketing attraverso i canali social oggi sta diventando sempre più difficile. Assistiamo infatti a continui cambiamenti che portano a ripensamenti dei budget da parte delle aziende per poter ottenere maggiore visibilità. La trasformazione di canali social, come ad esempio Facebook, sta creando una maggiore selezione, in termini sia di qualità dei contenuti che di persone che svolgono il mio stesso lavoro. Non a caso ho citato Facebook perché è quello che negli ultimi tempi ha subito più cambiamenti e adesso nel 2018 ha riformato le regole del suo algoritmo, proprio per offrire una maggior qualità a livello contenutistico ai suoi utenti. Con questi cambiamenti, da un certo punto di vista, potremmo assistere ad un cambio di tendenza, mettendo un po’ in sordina le strategie sui social media. Da precisare che mi riferisco alle attività local e non alle grandi aziende. La sfida che spetta a me, in primis, e a tanti miei colleghi, sarà quello di sensibilizzare e di non far perdere la fiducia nei benefici ottenibili attraverso il Social Media Marketing per la propria attività, anche se, non per nostra scelta, comporterà ingenti investimenti su queste piattaforme. Quindi, per le attività local, che hanno visto ridursi all’osso la loro visibilità sui social network, è incominciata un’ulteriore sfida.

Con i nuovi algoritmi non abbiamo soltanto una problematica per le aziende ma anche per i Social Media Specialist che hanno dovuto effettuare un cambio di rotta sulle strategie e sulla creazione dei piani editoriali. Non posso dire se il cambio di rotta di Facebook possa essere giusto o sbagliato, a differenza di tanti miei colleghi, però è anche vero che ultimamente stavamo perdendo un po’ di vista il concetto su cui basano i social network, cioè quello di connettere le persone. Il cambio di rotta, derivante dai nuovi algoritmi, mi ha dato modo di pensare a quali elementi dovrebbero essere imprescindibili in una strategia, a fronte dei repentini cambiamenti. Posso affermare, anche in maniera un pò scontata, che forse un elemento che non dovrebbe mai mancare sono i contenuti. Più precisamente, parlo di contenuti video. Nel 2017 si è sentito parlare molto di questa categoria come trend dei prossimi anni. Questo perché con i video abbiamo una maggiore facilità di veicolazione del messaggio rispetto ad altre tipologie di contenuti che non possono fornire. Infatti, attraverso questi, possiamo veicolare degli stimoli (input) all’utente, che non permettono di perdere la sua attenzione. Anche perché, questi segnali sono più facilmente intercettabili dal nostro cervello, il quale, rispetto ad altre tipologie di contenuti, non si affaticherà nel doverli decodificare. L’engagement che possiamo creare con questa tipologia di contenuti è difficile ritrovarlo in altri ed è anche per questo motivo che Facebook ha premiato, nel nuovo algoritmo, i contenuti video importanti nel suo concetto di qualità del tempo per gli utenti.

  • Salvatore adesso tocca a te: cosa invece sta accadendo alla SEO? Come si sta modificando la scelta di Google sui contenuti da posizionare in serp? Quali attività sono imprescindibili? Che case history hai da presentare che dimostrano la bontà del tuo lavoro?

Negli ultimi anni abbiamo assistito a importanti cambiamenti di algoritmo da parte di Google. Il più importante è senza dubbio Hummingbird e la componente Rank Brain, che hanno cambiato totalmente il modo di fare SEO. Oggi non dobbiamo più ragionare sul posizionamento di una ”parola chiave” ma cercare di rendere i nostri testi più rilevanti possibili per l’argomento che stiamo trattando. Inoltre, lavorare sulla struttura del sito e degli articoli è utile per far capire a Google quali sono le nostre pagine più importanti. Senza dubbio è imprescindibile ottimizzare gli articoli in ottica SEO: quindi title, H1, H2, Alt Test per le foto sono ancora fondamentali.

Ad oggi vivo principalmente di collaborazioni, anche se qualche cliente diretto ce l’ho. E le maggiori soddisfazioni vengono da loro. Ricordo con piacere il posizionamento di qualche anno fa, di un sito settore travel geocalizzato: sono riuscito a portarlo in prima posizione per una chiave molto competitiva, lavorando solo sulla struttura del sito e link interni. Una grande soddisfazione!

  • Ragazzi ora una domanda congiunta: perchè una web agency, come Pop Up Comunicazione ad esempio, può apportare un reale valore ad un potenziale cliente rispetto al CUGGGINO di cui tanto si parla oggi? Secondo voi in generale una web agency perché si rivela (o anche nel caso di un dipartimento marketing ben strutturato all’interno di un’azienda) un valore aggiunto rispetto al lavoro fatto da chi non ha competenze nel campo o comunque non è specializzato?

Salvatore: ormai reputo Francesco un amico. Abbiamo collaborato nel tempo su diversi progetti. Ho potuto apprezzare la sua professionalità e minuziosità lavorativa. Creare Pop Up Comunicazione è stata la scelta più giusta e azzeccata perché Francesco ha riunito diversi esperti di settore, in questo modo può offrire al cliente finale un supporto marketing a 360°. Credo che l’obiettivo di una web agency è quello di dare un servizio completo alle aziende, accompagnando per mano un imprenditore in un percorso che molte volte parte da zero fino alla realizzazione degli obiettivi prefissati. Questo il “CUGGGINO” di turno non è in grado di farlo. Quindi diffidate dai cugini! 😉

Alessandro: dal mio punto di vista, affidarsi ad un professionista rispetto ad una persona che non possiede competenze in materia, ma si improvvisa, dovrebbe essere una scelta scontata. Oggi assistiamo al fenomeno inverso, ossia persone non professioniste riescono con maggiore facilità ad entrare in questo settore, determinando il cosiddetto fenomeno Hit and Run (mordi e fuggi) che a tutto porta tranne che a reali benefici alle attività che si sono affidate a soggetti non esperti del settore.

Una web agency non è formata da un singolo soggetto ma da una pluralità di professionisti con una serie di competenze specifiche in ogni ambito del Digital.  Quindi il valore aggiunto che apporta un’agenzia ad un brand è in primis la professionalità in termini di competenze, anche perché alla base di un progetto digitale ci dovrebbe essere uno studio delle dinamiche intrinseche del settore e di variabili che possono comportare delle implicazioni sia positive che negative. Un altro aspetto da non tralasciare è il lavoro creativo di una web agency. Quindi il loro punto di vista anche dal lato creativo della comunicazione del messaggio è del tutto diverso rispetto ad una persona che non possiede competenze in merito.

  • Ultima domanda: quanto secondo voi è cambiato il modo di fare Marketing e Comunicazione nelle aziende rispetto al passato, senza social e senza Google?

Salvatore: sicuramente i cambiamenti nel Marketing, con l’avvento dell’online, sono sotto gli occhi di tutti e, aggiungo, in positivo. Con i social e Google si possono raggiungere potenziali clienti che stanno cercando i nostri prodotti e in un preciso momento. Senza più sprecare budget o sparare a caso nel mucchio, per generare vendite.

L’aspetto positivo dell’Online Marketing è che tutto è misurabile e, quindi, possiamo affinare le nostre campagne o prodotti per soddisfare i bisogni dei nostri potenziali clienti, per offrigli un servizio completo e soddisfacente.

Alessandro: tantissimo. Da quando la banda larga è entrata nelle case delle famiglie, ciò ha rivoluzionato il modo di fare Marketing. Infatti, dal 2006 ad oggi si è avuta una rivoluzione nel modo di fornire informazioni, poiché attraverso la metodologia Pull l’utente non è più un attore passivo nel sistema di comunicazione. Da un punto di vista della comunicazione delle informazioni ha portato all’abbattimento dei cosiddetti “gatekeeper”. Le aziende non hanno più il potere massimo sulle informazioni da divulgare all’esterno, ma il web, attraverso i blog e i social media, possono fornire delle informazioni aggiuntive che possono screditare o premiare un prodotto o un’azienda. Inoltre, la trasformazione dell’utente a ricettore attivo del messaggio ha definito un cambiamento di ideologia nel fare Marketing. Infatti, oggi parliamo di Human to Human che sottolinea, citando Kotler, il passaggio del Marketing 3.0 basato su logica di Mass Market, al Marketing 4.0 basato appunto su questa nuova logica predominata dal concetto cardine delle Personas. Il cambiamento di approccio ha sviluppato un nuovo modus operandi per i Marketing Manager, che è quello di lavorare non per il cliente, ma con il cliente, perché attraverso questa collaborazione, l’utente ha voce in capitolo nel migliorare il prodotto e/o il servizio.

  • Un saluto ai lettori di Pop Up Magazine…

Salvatore: oltre al saluto voglio lasciare un pensiero a tutti i lettori di Pop Up che si avvicinano al mondo del Marketing online su cui riflettere: “il lavoro duro paga sempre”. Le difficoltà ci sono, ma nonostante tutto il futuro è dalla nostra parte.

Alessandro: ciao a tutti, vi aspetto numerosi all’interno della rubrica Horror Ads!

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