Fake Follower Social Media: il punto della situazione

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Fake Follower Social Media: a che punto siamo circa l’utilizzo di pratiche scorrette da parte di alcuni influencer

Fake Follower sui social media: quella che all’inizio sembrava essere una pratica comune a quasi tutti gli influencer, oggi si sta rivelando un boomerang per coloro che vogliono divenire “social creator“. Infatti, con le più moderne tecnologie, è possibile accorgersi di chi utilizza pratiche scorrette per l’acquisizione dei follower e dell’engagement. Molte entità, più o meno note, hanno chiesto l’aiuto di agenzie qualificate per l’acquisizione del proprio seguito, mediante l’utilizzo di bot automatizzati, scaricati direttamente dall’interessato o tramite le stesse aziende.

Con l’aiuto di Buzzoole, andiamo a vedere a che punto siamo arrivati con la lotta al fenomeno. Buona lettura!

Fake Follower Instagram: l’analisi d Buzzoole

Mediante l’analisi dei suoi first party data, concesso dalla sua community di Creator, il brand italiano ha studiato un campione di ben 1 milione di profili Instagram di influencer per comprendere quanto oggi sia ancora radicato il fenomeno dell’acquisizione di profili falsi, i famosi fake follower, creati ad hoc da agenzie e ospitati su server farm in nazioni come India, Brasile, Indonesia, Filippine, Turchia.

Nello specifico, analizzando i profili di alcuni influencer di tre nazioni (Italia, Regno Unito e USA), emerge che gli italiani detengono in media il 10,5% di follower sospetti, molto meno degli anni scorsi, dove questo dato si attestava sul 23%. In ribasso anche negli States, dove il dato del 14% risulta in calo rispetto al 23% dell’anno scorso, mentre in controtendenza troviamo il Regno Unito, dove la pratica è in forte aumento, attestandosi al 32%, il doppio rispetto allo scorso anno.

Chi fa uso di questa pratica e i settori maggiormente interessati

La pratica dell’acquisto dei fake seguaci oppure delle “fake reazioni”, come mi piace chiamarle, cioè quando si acquistano addirittura views e commenti per accrescere il proprio tasso di engagement, è molto in voga soprattutto tra coloro che forse non ne avrebbero bisogno: stiamo parlando di top influencer (quelli che hanno un seguito superiore ai 100.000 follower) e celebrity, che contano oggi un seguito “fasullo” più alto rispetto alle altre categorie (forse anche per una questione statistica). Sta di fatto che il 32,89% dei seguaci dei top influencer e il 25% e oltre delle celebrity, sono sospetti.

I settori più colpiti dalla “fake mania”?

I settori più interessati dal fenomeno sono moda, turismo e beauty, che presentano percentuali più elevate rispetto agli altri settori esistenti sui social.

Conclusioni

La pratica dell’utilizzo dei fake e dei bot per “dopare” i propri numeri social, è ormai oggetto di discussione da un pò di tempo a questa parte. Premettiamo che queste pratiche sono totalmente inutili se non addirittura dannose per gli ne fa uso, poiché con l’algoritmo esistente al momento, avere un gran numero di follower non reali o frutto di pratiche scorrette (lo stesso scambio di follow, la pratica del follow-unfollow, i gruppi nati per scambio like e follow, la nuova pratica del mirror) non fanno altro che ridurre il numero di follower reali che sono davvero interessati a te e ai tuoi post.