Sarà l’anno della carne di laboratorio

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carne di laboratorio
Photo by Kyle Mackie on Unsplash

I grandi movimenti ambientalisti degli ultimi anni hanno contribuito a scuotere profondamente le coscienze dei consumatori.

Mentre un numero sempre maggiore di persone sceglie di seguire una dieta vegetariana e vegana, la coscienza ambientalista ha cominciato a cambiare i consumi anche in ambiti diversi da quello alimentare: per fare un esempio lampante, il cruelty free è un’etichetta sempre più apprezzata nel settore cosmetico e in quello per la cura del corpo.

Uno dei maggiori ostacoli incontrati da coloro che fanno una scelta di vita vegana e cruelty free è il costo spesso esorbitante di tutto ciò che viene prodotto per il consumo responsabile.

Pare però che siano stati compiuti enormi passi avanti su un settore fondamentale come la produzione di carne coltivata: tra i vari trend alimentari da smartworking si affermerà anche quello relativo al consumo di carne coltivata? 

Cos’è e come si produce la carne cell-based?

Si può coltivare la carne in laboratorio? La risposta è sì, anche se i costi di produzione sono stati per anni assolutamente proibitivi.

Per dare qualche informazione tecnica, la coltivazione di carne in laboratorio avviene a partire da cellule staminali che vengono fatte riprodurre in maniera controllata e che poi vengono combinate tra loro per ottenere fibre muscolari.

Da questo processo si originano quindi cellule di carne animale che non sono mai appartenute a una creatura vivente, eliminando alla radice diversi problemi come le pratiche di produzione eticamente inammissibili messe degli allevamenti intensivi e l’enorme impatto ambientale di questo tipo di allevamento.

Ma di cosa sa la carne coltivata? Secondo quanto affermato da un critico gastronomico nel 2013, sa semplicemente di carne. Gli scienziati non sono ancora stati in grado di replicare in laboratorio le cellule di grasso, quindi si tratta di una carne magrissima e per niente morbida, ma che contiene tutte le sostanze nutritive contenute naturalmente nella carne animale. Non bisogna infatti dimenticare che chi segue una dieta vegana o vegetariana è probabile che abbia bisogno di integrare l’assunzione di vitamina B12 per produrre globuli rossi in quantità normali per l’uomo e per il buon funzionamento del sistema nervoso.

La rivoluzione che viene da Israele

Se i vantaggi della carne coltivata sono così tanti, perché non è ancora iniziata una produzione massiva di questo tipo di prodotto? Come già accennato, la colpa è dei costi ancora proibitivi di tutta l’operazione.

C’è da dire però che a Tel – Aviv è stato aperto il primo ristorante che serve esclusivamente piatti a base di carne di pollo artificiale, quindi i costi hanno cominciato a essere sostenibili.

A spiegarlo è stato Yaakov Nahmias, fondatore di Future Meat, cioè la Start Up israeliana dedita alla coltivazione di carne in laboratorio che ha aperto il ristorante: “In sette anni siamo riusciti ad abbassare il costo di produzione di 28.000 volte. Sapreste immaginare qualcos’altro al mondo in grado di deprezzarsi 28.000 volte?”.

Ormai è corsa alla carne cell-based? Probabile: non resta che aspettare e preparare le forchette.