Caffè, com’è cambiato il mercato nel corso del 2020

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L’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del virus COVID-19 ha inferto un pesante colpo all’economia italiana, aprendo una crisi che ha colpito numerosi comparti economici e commerciali. Tra questi vi è senza dubbio quello della ristorazione (che, per estensione, include anche i bar), dal momento che le attività che prevedono la somministrazione di cibi e bevande, oltre al servizio ai tavoli, sono state oggetti di pesanti limitazioni. Dopo il lockdown della scorsa primavera, che ha imposta la chiusura indiscriminata di bar e ristoranti, la riapertura è stata graduale, nel rispetto del protocollo sanitario; l’introduzione del sistema delle zone colorate ha, di fatto, costretto la maggior parte degli esercenti a ripiegare su asporto e delivery.

Gli effetti del COVID sul mercato del caffè

In uno scenario di questo tipo, ad essere particolarmente penalizzato è stato il mercato del caffè. Le misure restrittive hanno infatti privato i fornitori, e l’intera filiera, di numerosi sbocchi: basti pensare non solo a bar e ristoranti, ma anche alle strutture ricettive che offrono servizi di food&beverage. Il settore del caffè, quindi, nel corso del 2020 ha registrato due tendenze principali: da un lato, il settore Horeca (Hotel, Restaurant & Catering) ha dovuto fronteggiare una profonda crisi, provocata dalle numerose limitazioni e dal crollo del flusso turistico. Il presidente del Consorzio Promozione Caffè, Patrick Hoffer, ha sottolineato come nel corso dei due mesi di lockdown, l’intero comparto dei bar abbia registrato perdite per circa 150 milioni di euro. Di contro, le torrefazioni della grande distribuzione hanno resistito meglio all’impatto della pandemia, grazie non solo alla vendita al dettaglio ma anche grazie allo shopping online.

I trend principali del 2020: online e capsule

La presenza sul web non solo dei grandi marchi leader del settore ma anche delle torrefazioni meno note ha costituito un’ancora di salvezza per il settore: durante il lockdown, infatti, milioni di italiani costretti in casa – al netto di comprovate esigenze – ha preferito ripiegare sui prodotti acquistabili online: non solo la miscela per la moka, ma anche le capsule e le cialde per le macchine espresso. I due prodotti vengono spesso confusi o considerati analoghi ma, in realtà, sono caratterizzati da una sostanziale differenza: la capsula è costituita da un involucro rigido, generalmente di plastica mentre la cialda è un un sacchetto di cellulosa; il diametro (38, 44 o 55 mm), in base alla macchina nella quale possono essere adoperate.

Le monodosi di miscela, secondo un’indagine condotta dal Consorzio Promozione Caffè, stanno intaccando notevolmente il monopolio della caffettiera tradizionale, preferita ‘solo’ dal 55% degli interpellati. Stando, invece, ai dati raccolti dall’IRI, il consumo di cialde e capsule aumenta a ritmo serrato, con percentuali di crescita a doppia cifra, arrivando a rappresentare quasi un terzo del mercato del caffè.

Nel 2020, soprattutto a causa delle contingenze legate all’emergenza sanitaria, l’acquisto online di cialde e capsule di caffè è notevolmente cresciuto (il picco, registrato nel primo trimestre dell’anno, è di circa l’80%), grazie all’avvento di circa 1,3 milioni di nuovi utenti.

Prospettive future

L’anno da poco concluso ha rappresentato uno spartiacque per ogni settore economico, salvo rare eccezioni; secondo numerose stime, il ritorno ai livelli di consumo precedenti la diffusione del COVID-19 sarà piuttosto lento e non si completerà prima di qualche anno. Sulla base di tali premesse, è facile ipotizzare come anche il mercato del caffè dovrà fare i conti ancora per molto tempo con gli effetti della pandemia e non è escluso che le tendenze che hanno caratterizzato il 2020 possano accentuarsi ulteriormente.

È quindi probabile che sempre più amanti della nota bevanda optino per lo shopping online, sfogliando il catalogo di portali specializzati, come quello di www.outletcaffe.it. Il motivo è semplice: si tratta di una soluzione estremamente pratica, grazie anche all’elevata versatilità dei prodotti; molte torrefazioni, infatti, producono capsule compatibili, ossia utilizzabili in macchine commercializzate dai grandi marchi del settore, come ad esempio Nespresso o altri.