Pil, forse il crollo non è drammatico: gli scenari post Covid per le aziende

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Il Covid ha ovviamente avuto un forte impatto non solo sulla salute dell’economia italiana, ma su quella mondiale. I mercati hanno dovuto accettare delle forti limitazioni, soprattutto durante il lockdown, dato che molte aziende sono state costrette alla chiusura. E l’incertezza che domina in questi mesi, con le nuove chiusure regionali sancite dall’ultimo DPCM, non possono che aumentare le difficoltà. 

Eppure pare che le previsioni iniziali non fossero esatte, e che la situazione economica si stia dimostrando meno drammatica rispetto alle stime degli esperti. In sintesi, gli scenari post Covid per le imprese potrebbero non essere così disastrosi come quelli dipinti dalle analisi di qualche mese fa. Vediamo dunque di approfondire questo argomento così importante.

Gli scenari post Covid

Purtroppo nessuno ha la sfera di cristallo, quindi è impossibile prevedere con certezza cosa accadrà il prossimo anno, dopo che le società avranno imparato a convivere con il virus. Eppure, gli analisti sostengono che il PIL nel 2020 registrerà un calo del 4,4%, a fronte di una previsione iniziale che parlava di un crollo più profondo, superiore al 5,2%. E nel 2021 sarà comunque ripresa, anche se minima, con un aumento del PIL intorno allo 0,6%. Naturalmente ci saranno alcuni settori che registreranno una ripresa maggiore rispetto ad altri: in primis il commercio online, che ha già registrato un incremento record del 40%, insieme ai prodotti per la respirazione artificiale, il cui mercato ha messo a segno un aumento del 19%. Anche la produzione di dispositivi di sicurezza ha visto una crescita importante (15%), e lo stesso discorso vale per i tessuti tecnici e industriali e per il mercato farmaceutico.

Le imprese e l’uscita dalla crisi

Le imprese possono uscire da questo periodo complicato, ma come? Le proposte sul tavolo ci sono, e sono importanti, a partire dall’apertura delle aziende nostrane ai mercati esteri. Secondo le ultime stime, l’export diventa dunque la chiave per poter scardinare l’ondata della crisi e le difficoltà portate dalla pandemia. Di conseguenza, tutti i servizi correlati a questo aspetto devono essere considerati come cruciali dalle imprese. Trovare un nuovo target di riferimento ed essere capace di instaurare relazioni con partner e fornitori all’estero diventa centrale. Ci si può avvalere di aziende partner che propongano servizi con traduttori e interpreti professionali come Global Voices, che diventano un fattore chiave per instaurare rapporti duraturi con i player stranieri, siano essi soci, clienti, partners o rivenditori. La lingua non deve essere dunque un ostacolo, semmai uno stimolo ad allargare la propria rete business.

Ad ogni modo, è importante per le aziende prendere coscienza dell’efficacia di queste opzioni, compresa l’importanza del digitale e degli investimenti in ambito tecnologico. Sarà fondamentale investire nella formazione, per poter padroneggiare questi strumenti nel modo corretto. L’Italia, purtroppo, è un paese piuttosto arretrato da questo punto di vista, e negli ultimi decenni ha accumulato un ritardo che dovrebbe essere colmato il prima possibile.