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Attentati Parigi dai Social media

© by www.foggiatoday.it

Attentati Parigi visti dai social media

A nemmeno 24 ore da #Parigisottoattacco, le notizie sono ancora confuse, frammentarie.

Le uniche cose certe sono che gli attacchi sono stati 7 in totale, che le vittime sono circa 130, molti i feriti lievi e un’ottantina gravi.

Sui social girano messaggi di solidarietà, di paura, gli allarmismi sono tanti, proprio ora in TV hanno dato l’annuncio di un deragliamento di un TGV (Train à Grand Vitesse) sulla linea Strasburgo – Parigi, e non si sa ancora se sia casuale o ancora un obiettivo degli attentati.

I morti accertati nel deragliamento sono 5 per il momento.

Paura anche in Italia per una ragazza veneziana che ieri sera si trovava al teatro degli orrori: “Il Bataclan”.

Un luogo che fino a ieri non si conosceva, ma che da dalle ore 23.00 del 13 novembre, rimarrà impresso nella memoria del mondo intero.

Valeria Solesin, 28 anni, veneziana, seguiva un dottorato alla Sorbona. Ieri sera si trovava al concerto degli Eagles Of Death Metal, con il fidanzato, la sorella di lui e il relativo compagno. Tutti e quattro sono stati blindati all’interno del Bataclan e hanno assistito alle esecuzioni. Nel momento in cui è iniziata la sparatoria, i ragazzi sono riusciti a fuggire, perdendo di vista Valeria, che comunque era ferita al momento della scomparsa. Per certo si sa, che il suo nome non fa parte della lista dei deceduti, quindi sappiamo che Valeria è ancora viva, ma gli ospedali sono blindatissimi e la Farnesina fatica a ricevere informazioni. Moltissimi i messaggi su Twitter con hashtag #ValeriaSolesin, chi chiede di retwittare per spargere la voce, chi spende preghiere per lei e la sua famiglia. Anche noi ci raccogliamo intorno alla famiglia di Valeria, e di tutte le vittime e feriti di questa lunga, devastante nottata.

Altra Breaking News, una Citroen Berlingot carica di esplosivi e armi pesanti, è sfuggita ad un posto di blocco a Sud di Parigi.

Hollande ha proclamato il lutto nazionale per 3 giorni, edifici pubblici chiusi, musei, gallerie, e in qualunque momento potrebbe essere richiesto di rispettare un coprifuoco.

Un volo da Amsterdam a Parigi è stato fermato a causa di una minaccia lanciata su Twitter.

Qualunque minaccia viene presa sul serio, niente viene sottovalutato.

Questa guerra si svolge su Internet, su Twitter per l’esattezza, dove le notizie vengono lanciate in tempo reale.

Attentati a Parigi dai Social media.

Pensiamo al video di propaganda dell’Isis, lanciato proprio sui canali social, in cui un militante dichiara che è solo l’inizio dell’incubo per la Francia, che gli islamisti sono ovunque e che stanno attendendo solo l’ordine di farsi esplodere e ammazzarli tutti.

L’altro militante si rivolge al Presidente Hollande come piccolo uomo, e dichiara che il suo coltello è assetato di sangue, che se Allah lo richiederà faranno saltare anche i palazzi di Bruxelles.

Un susseguirsi di informazioni, di breaking news, di notizie frammentarie, il popolo social in subbuglio.

Facebook ieri sera ha inserito una funzionalità in cui chiunque si trovasse sul luogo degli attentati, potesse far sapere agli amici lo stato di salute.

Oggi è stata lanciata l’app per tingere con i colori della bandiera francese, la propria immagine profilo.

Un preludio di Terza Guerra Mondiale, che a differenza delle precedenti, ha radicato le proprie radici sul web.

L’Isis utilizza internet per promuovere il proprio credo, attraverso video, tweet, post, come se si trattasse di promuovere un qualunque prodotto.

E il mondo guarda tutto ciò con gli occhi del terrore.

Vi lasciamo così, con il video del pianista che suona le note di Imagine fuori dal Bataclan:

Cugini d’Oltralpe… Il mondo è con Voi.

#PrayForParis #PrayForTheEntireWorld #Prayers4Paris

 

 

 

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