Twitter: via la spunta blu a chi non sottoscrive l’abbonamento

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Twitter: via la spunta blu a chi non sottoscrive l’abbonamento con la piattaforma social di Elon Musk

Siamo pronti alla rivoluzione imposta dalla piattaforma Twitter (ma in realtà anche da Meta): via la spunta di account verificato a chi non sottoscrive l’abbonamento a Twitter Blu. Infatti, sia utenti che organizzazioni dovranno pagare un abbonamento per ricevere in cambio la spunta di verifica. Al tempo stesso, se non hai ancora la spunta, puoi attivarla a pagamento.

Il messaggio giunge via Twitter, dove si apprende che la rivoluzione partirà dal 1° aprile:

Con questa mossa, Twitter spera di aumentare i propri introiti attraverso gli abbonati a Twitter Blue e Verification for Business, chiedendo di pagare un abbonamento, che sarà diverso, per importo, tra utenti persone fisiche e organizzazioni (in questo ultimo caso siamo intorno a 1.000 $ al mese).

Alcune stime, però, sembrano essere pessimiste sulla risposta degli utenti: secondo Social Media Today, se Twitter vuole raggiungere l’obiettivo del 50% delle sue entrate provenienti dagli abbonamenti, deve agire, perché in questo momento, secondo l’analisi, Twitter Blue ha circa 450.000 abbonati, il che equivale a solo lo 0,12% della base utenti totale di Twitter. Per generare il 50% delle entrate totali di Twitter, la piattaforma ha bisogno che circa 24 milioni di utenti si iscrivano al programma.

Il pessimismo dilaga sulla questione spunte blu a pagamento: se basta pagare per ottenerla, a cosa servirà? La spunta blu perderà tutto il proprio valore e dimostra solo che sei disposto a pagare pur di ottenerla. Inoltre, se tutti pagassero per ottenerla, non ci sarebbe più differenza tra utenti di una certa rilevanza e utenti con una minore importanza. Infine, siamo sicuri che chi ha ottenuto la spunta blu, sia disposto a pagare per mantenerla? Il dubbio è che questa mossa possa provocare un abbandono di massa dalla piattaforma, con sempre meno messaggi e tweet, oltre che ad una minore partecipazione ai post.

Forse sarebbe stato più utile fornire un abbonamento in cambio di una maggiore visibilità fornita in piattaforma: ad esempio, dando la possibilità di pagare una cifra X in cambio di un certo tot tempo come profilo in evidenza o suggerito a persone con un maggior numero di follower, oppure aumentando la portata dei tweet più interessanti dell’utente oppure ancora dando in cambio un’assistenza dedicata, contenuti esclusivi oppure l’accesso ad hashtag “premium”, i quali possono essere usati solo da persone esclusive, con l’accesso in questo modo ad una connessione con utenti più conosciuti e popolari sul social medium.

Quindi, in definitiva, preparati a pagare oppure a perdere il segno di spunta blu, dalla prossima settimana.