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Ormai i danni li hai fatti: per Natale regalati un Social Media Manager!

Max Guadagnoli ci spiega perchè sei un cretino (e hai fatto danni alla tua pagina social) e dovresti assumere subito un Social Media Manager!

social media manager

Nella wish list natalizia chiedi a Babbo Natale un Social Media Manager sotto l’albero: ne parliamo con Max Guadagnoli

Oggi non le mandiamo certo a dire e intervistando Max Guadagnoli emergono alcuni concetti interessanti legati alla comunicazione social, tra i quali la necessità di avere un Social Media Manager nella comunicazione aziendale e uno staff preparato ad affrontare la dura sfida che attende qualunque brand sui canali social. Vediamo subito cosa ci dice il buon Max in merito!

  • Ciao, presentati ai nostri lettori..

Ciao Francesco, grazie di cuore per lo spazio e per la bella sorpresa relativa a questa intervista. Aspetta un secondo…mi slaccio gli anfibi, rollo una sigaretta, metto gli occhiali “da vicino” e cominciamo. Ti dirò la “mia” verità, a volte sconclusionata, discutibile, opinabile con quel retrogusto di stronzaggine che però è puramente dovuto al piacere del confronto e della polemica costruttiva.

Sono Max Guadagnoli, ho 52 anni e oggi sono un Social Media Manager e un Community Manager ma posso essere utile anche come CMO. Ho avuto esperienze come piccolo imprenditore indipendente in Italia e in UK, ho lavorato in teatro come consulente audiofonico, musicista, produttore discografico, ho fatto sculture materiche con rottami e oggetti vari, ho gestito locali e venduto “l’impossibile” e tante altre cose, ma rischiamo di distrarre i tuoi lettori. Mi porto dietro un “quasi laurea” in Scienze Agrarie ed Economia lasciata a 4 esami dalla fine, 1 tesi sperimentale finita, bruciata con l’accendino e un’altra lasciata a metà e stanotte mentre rispondo alle tue domande, mi rendo conto di essere anche un pò raffreddato.

  • Social Media Marketing: tanti ne parlano, pochi forse comprendono appieno il suo significato esatto. Puoi darci la “tua personale” definizione di SMM?

Certo, ti rispondo come ho risposto a Ricardo Antonio Piana – CIO & AI Developer di Userbot in una delle nostre bonarie schermaglie quasi quotidiane: “Racconta CHI SEI alle persone giuste”.

  • Facebook VS Instagram: perché secondo te i giovani si stanno allontanando da Facebook per essere più attivi su Instagram?

Perchè Facebook è palloso, popolato da gente pallosa, me compreso. Facebook è una digital-nazione di gente che ormai comincia ad avere una certa età, che ancora legge e cerca di capire anche quando non capisce, che s’incaponisce nelle diatribe siano esse legittime che illegittime. In alcuni casi gente che ha visto nascere i Social Network o ci è arrivata in tarda età ed è in difficoltà nel costatarne la irrevocabile evoluzione e deriva. Un continente, a dire il vero, dove si legge e si scrive spesso con la pancia – salvo rari casi – ma troppo complesso e gestito da un algoritmo claustrofobico ed oscuro che non capisce la lingua italiana (nel nostro caso) e che ha rotto i coglioni a parecchi. 

Instagram è una bella raccolta di figurine più o meno in movimento. Una collezione da rubare con gli occhi ed è semplice e dolcemente letale proiettarvisi all’interno.  Ricco di immagini splendide e di stronzate spaziali, condito di bocche a culo di gallina, chiappe, motori, addominali, carpe, gatti, acrobazie, macchine nuove o prese a noleggio, fashionisti e fashioniste di varia e dubbia estrazione sociale, TUTTI fotografi patentati, patria dei BOT e del voyeurismo più indomito e dove se sei COOL, riesci anche ad avere delle scariche di Dopamina superiori a Facebook.

Regna l’immediatezza e la semplicità, si può fare a meno di leggere che va bene lo stesso e ci si distrae di più… si sogna di più e si cazzeggia molto velocemente osservando le vite altrui senza impegno, slittando il mitico pollicione, spiando dal buco della serratura dello schermo dello smartphone.

Non lo amo ma lo uso per i miei committenti e francamente ne avrei fatto anche a meno. Serviva? No, secondo me non serviva come non serviva Whatsapp per altri motivi. Però “Funziona”, funziona maledettamente e dunque onore al merito.

social media manager

  • Da professionista del settore, quando un cliente ti chiede un preventivo per una campagna social, quali sono i punti fondamentali su cui fai leva per costruire un programma quanto più personalizzato possibile?

In genere hanno tutti bisogno di aiuto prima di tutto di ordine personale e io, in pieno delirio di onnipotenza tento di darglielo. Provo subito a capire se ha pensato di allocare un budget necessario e sufficiente perchè se questa condizione non si realizza stiamo già perdendo tempo.

Dove non c’è budget non c’è rispetto, non c’è considerazione, non c’è dignità e regna l’autolesionismo. Cerco di capire lo stato dell’arte della sua azienda, le condizioni del brand (quando se ne riscontra una traccia) cerco di capire “Perchè lo fa” e “Perchè vuole il servizio”. Che ci deve fare? A che gli serve? Da cosa è mosso? Cerco di capire se lo fa perchè è in difficoltà/urgenza oppure solo per faziosità, se ne vede le potenzialità e le opportunità e se ha intenzione di partecipare oppure no. Lo guardo negli occhi oppure leggo e rileggo i carteggi, cerco di figurarmelo nella mente nei minimi dettagli, nei gesti, nelle pretese e creo le condizioni affinchè capisca in che ginepraio si sta mettendo. Dopo tutto questo, cominciamo a parlare di ciò che si può fare, di ciò che non faremo mai, di quello che farò e di quello che LUI non deve fare.

babbo bastardo

  • Social Media: quali sono quelli che secondo te sono più performanti in termini di conversioni in vendita e perché?

Domandone! 😉 Con tutta la buona fede e il massimo rispetto, mi chiedo cosa intendi per Social Media perchè per me è un complesso insieme di strutture web che consentono di divulgare contenuti ad una community specifica.

Se vuoi sapere quali Social Network funzionano meglio è una cosa e se invece vuoi sapere quali contenuti funzionano meglio è ancora una roba diversa. Secondo me dobbiamo specificare se parliamo di risultati organici o se stiamo parlando di risultati dovuti a strategie di ADV. Ad oggi, al di là delle statistiche più o meno mainstream che possiamo consultare ogni mezzora in ogni dove, ritengo che si sia arrivati ad un concreto capolinea del risultato raggiunto in via organica e questa cosa è voluta per questioni di profitto da parte delle piattaforme. Anche se un “Nonno” come Pinterest in mantiene abbastanza le promesse. 

Gli altri Social Network se non si spende non servono a un tubo – sotto il profilo della conversione – ma funzionano come “Amplificatori”. Non si può sottovalutare il tenore culturale e socio-antropologico degli users di quella specifica piattaforma per cui: in Italia le persone usano i Social in un modo, in UK in un altro, in Estonia in un altro ancora e così via.

Devo dire che in alcuni casi, azioni individuali e senza budget, senza ADV che si possono collocare nel filone del Connection Management danno buoni risultati. Quindi ampio spazio agli Influencer seri, sani e attendibili, sia essi Nano influencers che Rock Star.

A questo punto giù la maschera e diciamocelo: i Social Network ormai sono concreti acchiappa-citrulli – me incluso – che non convertono quasi un tubo senza spendere. 

Ma se invece decidi di investire e anche parecchio, per esempio su Facebook (che è il Re in questo) puoi scoprire che l’algoritmo ti apre la porta e ti stende il tappeto rosso e le tue campagne faranno i “buchi in terra” e se le pagine di atterraggio dei link sono fatte come si deve arrivano anche le conversioni.

In realtà, superando le mie provocazioni gratuite e discutibili dobbiamo specificare:

I Social Network ormai sono Ad Personam e non funzionano per tutti allo stesso modo. Dunque abbiamo percezioni simili ma estremamente condizionate in modo “personalizzato” per categorie di users simili: A coloro che spendono, hanno followers e followers che interagiscono e hanno successo.. funzionano, la reach è decente e tutto si regge. Per gli altri funzionano meno o quasi niente. Ma se entriamo in argomenti che fanno comodo alla piattaforma tutto può cambiare da un giorno ad un altro.

La cosa triste è che risulta durissimo “venire fuori” quando si posta ma è durissimo al cubo “tornare su” se l’algoritmo ha deciso che sei un rompicoglioni nei suoi confronti o per i suoi interessi. Garantisco.

Devi rapidamente tornare a postare cazzate, smettere di utilizzare sempre le stesse emoji come una firma, soprattutto se usavi simboli nefasti, devi smettere di taggare e devi immediatamente tornare a far ridere la gente, schiaffarci dei gatti, dei meme, delle chiappe, la foto delle tue “meravigliose” vacanze al mare o della tua Shining Bright Life pagata a rate e sorrisi smaglianti o parlare di calcio e politica… allora quando sei tornato ufficialmente ad essere un CRETINO forse riesci a riprenderti un po’ di visibilità. Non è così per tutti ma per Facebook lo è.

Su LinkedIn per esempio, i contatti che hai selezionato e i contenuti contano ancora parecchio e in alcuni casi converte anche ma se sei Premium è meglio.

I siti di Social Networking sono quelli a cui mi riferisco nelle righe sopra.

I Blog per esempio, sono Social Media (secondo me) che funzionano molto e non sono affatto morti. Non mi piace però la necessità anche ovvia di dover approfondire molte delle tematiche SEO e SEM per posizionarli e spesso è lo stesso blogger che deve “sbattersi”. Si potrebbe risolvere dividendo il lavoro e procurandosi un po’ di budget ed è questo il reale problema.

Lo stesso vale per le Content Communities: funzionano e anche parecchio. Conosco gente che sviluppa tutto il proprio business esclusivamente all’interno di queste comunità sulla rete.

Se invece ci vogliamo concentrare sui formati, sono arrivato alla conclusione che funzionano quelli che le piattaforme vogliono far funzionare e quando si parla di “Alla gente piace di più…” è una grossa cazzata.

La gente sublima i propri desideri in funzione delle azioni a cui vengono indotti dagli algoritmi delle varie piattaforme e dai Guru di riferimento. I Social Network che mi ricordo io non esistono più. Siamo stati tutti sedotti e abbandonati.

Non c’è dubbio che queste “induzioni” siano studiate seguendo le pulsioni basiche del genere umano e poche leggi elementari, tipo quelle che dicono che le immagini e i suoni arrivano prima delle parole scritte ma la cosa che fa la differenza è la stimolazione delle reazioni, mutuate dalle complesse strutture percettive studiate dalle Neuroscienze.

In sintesi: Ti inducono e ti fanno fare/vedere quello che ti viene d’istinto solo che stabiliscono “Loro” a che scopo.

Alla fine di questo pippone si capisce che le immagini in movimento, che raccontano una storia, che siano brevi e di qualità elevata hanno parecchie chance di funzionare ma funzionano anche bene se la qualità non c’è e hanno il sapore del video rubato in Real Time. Insomma tutti a filmare “laqualsiasi” per poi portarci da qualche parte.

Più seriamente mi sento di dire che i formati immersivi funzionano bene. Ricordiamoci solo che non si può rinunciare allo storytelling d’autore, altrimenti sarà un fallimento colossale.

babbo bastardo 2

 

  • Novità Stories e Dirette: quanto sono importanti per un brand? Cosa rende secondo te un brand “umano”? Sono solo le dirette e le stories, o c’è di più?

Questa domanda mi piace assai 🙂 Le Stories vedo che funzionano ma le schifo allegramente. Non mi piacciono, non le guardo, non mi servono, le trovo minimali e ridicole e se dovessi avere un committente che le vuole prenderei con me in squadra un SMM più giovane di me a cui fanno impazzire.

Le dirette invece sono sfiziose, un po’ sgranate, tentennanti, un po’ TV di quartiere, danno l’illusione di fare della televisione low budget e la gente si diverte, s’intrattiene, impara quasi H2H ma soprattutto sospende le cose che sta facendo per seguirle e questo è mooooolto importante.

Secondo me però c’è e ci deve essere molto di più. Leggevo giorni fa un articolo straniero non ricordo di chi, che diceva che “Dobbiamo re-umanizzare i Social…” ecco questo è il punto. Sta per diventare una conversazione tra BOT mentre gli umani tornano a fare quello che facevano prima, tipo: Chiacchierare e fare accordi al Bar.

Dunque? Serve? Ho i miei dubbi. 

Sicuramente l’uso sano di alcuni BOT facilita e ottimizza tempi, modalità e risultati e non si può discutere ma per me la componente umana deve comunque prevalere sempre. Insopportabile è l’adozione di BOT che servono a camuffare il reale valore della persona e questa azione vale quanto comprare followers, like, reazioni, recensioni et similia.

La produzione di “numeri” raggiunti a tutti i costi e da mostrare come credenziale, sta diventando una vera ossessione anche nelle relazioni sociali. Questo non lo accetto e potrebbe essere uno dei motivi per smettere con un mestiere che ritengo già vecchio anche se non compreso affatto (qui!).

babbo social

  • Bot: quindi quanto sono importanti in questo lavoro? Ce ne puoi suggerire qualcuno di utile?

Ecco hai messo il dito nella piaga. Sono importanti e lo saranno sempre di più sia per snellire le procedure che per salvare del tempo prezioso oltre che abbattere una certa tipologia di costi. Ne esistono di ogni tipo e per ogni piattaforma non per ultima anche per LinkedIn ma onestamente non ne uso, sono Old School e mi sta bene così. Faccio il lavoro che posso fare con le mie forze, se non dovessi riuscirci vuol dire che ho sovrastimato le mie potenzialità ed è un errore grave. Se dovessero chiedermelo farei come per le Stories, chiamerei in squadra uno forte con i BOT e lo farei lavorare. Dunque, no…non ne consiglio nessuno, fate voi 🙂

  • 3 qualità utili ad intraprendere questo lavoro..

VISIONE – CREATIVITA’ –  EMPATIA

babbo bastardo

 

  • Soddisfazione più grande nello svolgimento di questo lavoro e delusione più grande.

Le soddisfazioni sono state aver ricevuto complimenti da artisti o media nazionali che hanno poi anche preso contatto con me personalmente affinchè gli facessi dei post mirati e con il “mio stile” (ironicamente) oppure i complimenti presi da operatori di settore partner dei miei committenti e da qualche ente pubblico, che mi ha fatto penare per aver risolto delle situazioni davvero messe male (spesso vengo chiamato all’ultimo momento a risolvere problemi). Anche aver potuto parlare di eventi particolari è stata una soddisfazione, come aver ottimizzato al massimo i budget che mi hanno assegnato in ADV, sviluppando numeri importanti a costi molto bassi.

Non ti nascondo che aver creato qualche problema (niente che ledesse la credibilità o l’immagine) a qualche personaggio pubblico è stato anche “divertente” a conti fatti.

La delusione più grande è vedere come viene bistrattato il settore e chi ci lavora con passione e dedizione, la mancanza quasi totale della reale percezione dell’entità del lavoro, il mancato riconoscimento degli sforzi, la mancata allocazione di un budget sufficiente, la non capacità di collaborazione, di advocacy, la repentinità del cambio delle “carte in tavola” e la convinzione connaturata in me che in questo paese il mestiere di SMM lo facciano realmente bene e in condizioni ottimali al massimo 50 persone, le altre arrancano e si dibattono come anguille in un secchio.

Vuoi sapere dove mi colloco io? A volte nel secchio, a volte tra quei 50….un ibrido, come sempre nell’arco di tutta la vita 😉

  • Prossimi step professionali..

Guarda… onestamente sono stanco di questo andazzo e voglio tornare alla mia vocazione originaria di “battitore libero” e sviluppatore di idee e di progetti. Infondo mi sono sempre fidato della mia VISIONE di multipotenziale e voglio tornare a farlo al 100%. Per il futuro prossimo voglio mettere tutto il know-how accumulato in questi ultimi 12 anni di SMM su progetti miei e mandare a cag….Ah! No, scusa… e sviluppare progetti personali. Uno di questi è MetrOfficine ne hai sentito parlare?

Se però ci sono committenze o agenzie che non siano Agenzie Pubblicitarie Online e intenzionate a sviluppare un percorso di Social Media Management o di Community Management serio, creativo e articolato, sono felice di esserci e a disposizione fino a che non cambieranno le priorità.

….. Nulla dura per sempre.

Abbiamo già finito? Caro Francesco ancora un grande, grande grazie!

Spero di averti strappato un sorriso e che tu possa apprezzare questo papiello scritto con sincerità e trasparenza con una spruzzata di “brutalità” di cui non riesco a liberarmi.

Un caro saluto a te e ai tuoi lettori

Max Guadagnoli

Ringraziamo Max per il suo tempo e per la lunga chiacchierata. Quindi alla fine di tutto questo discorso: avete capito perchè è importante assumere un Social Media Manager? Se non volete avere problemi con gli algoritmi, i bot, le stories e le dirette, e soprattutto con le persone che popolano i social, beh chiamate subito Max che vi risolve il problema (con budget concretamente stabilito prima) e si incazza al posto vostro..ne guadagnerete di sicuro salute mentale, che nel 2018 (quasi 2019) credetemi è già una conquista.

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