Marketing, perché gli orologi nelle pubblicità segnano sempre le 10:10?

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Gli orologi, forse perché sono stati tra i primi oggetti a essere associati all’idea di status e successo, hanno sempre avuto un ruolo importante nelle pubblicità, soprattutto in quelle con prodotti di lusso. Tuttavia, in tutti gli spot, le lancette indicano da sempre le 10:10. Perché?

Questa scelta non dipende tanto dal fatto che si tratti di un numero doppio – per approfondire il discorso delle ore doppie, puoi visitare il sito oroscopissimi – quanto da una scelta di marketing.

Perché negli spot le lancette degli orologi indicano sempre le 10:10?

Si tratta una decisione che, per quanto sembri apparentemente casuale, in realtà è legata a una motivazione molto interessante: secondo una interpretazione, quando sono posizionate sulle 10:10, le lancette incorniciano il nome del brand senza coprirlo; secondo un’altra, che potrebbe suscitare sorpresa e comprensibile scetticismo, alle 10:10, la disposizione delle lancette somiglia sottilmente a un sorriso, lasciando gli spettatori così di buon umore da contribuire all’aumento delle vendite.

Un team internazionale di ricercatori ha esplorato quest’ultima teoria nel 2017, pubblicando i risultati sulla rivista Frontiers in Psychology. In quell’occasione sono stati reclutati 46 partecipanti, ai quali è stato chiesto di guardare sessanta immagini di vari orologi con le lancette disposte sulle 10:10, sulle 11:30 e sulle 8:20 e di valutare sia la loro risposta emotiva alla vista di ciascuna immagine sia la loro propensione all’acquisto nei vari casi. I soggetti hanno valutato gli orologi impostati sulle 10:10 come leggermente più piacevoli rispetto agli orologi impostati sugli altri orari. Hanno anche detto che sarebbero leggermente più propensi ad acquistarli.

In un secondo esperimento, i ricercatori hanno reclutato altri venti soggetti, ai quali è stato chiesto di visualizzare dodici immagini differenti di orologi disposte in ordine casuale; anche in questo caso, le lancette erano impostate sulle 10:10, sulle 11:30 e sulle 8:20 e di valutare quanto ciascuna impostazione somigliasse a un’immagine di un sorriso o di una faccina triste su una scala da uno a dieci. In modo schiacciante, i soggetti hanno affermato che gli orologi impostati alle 10:10 assomigliavano più da vicino a una faccia sorridente mentre gli orologi impostati alle 8:20 assomigliavano più da vicino a una faccia triste.

Sebbene la ricerca avrebbe potuto beneficiare di una dimensione del campione più ampia, in particolare per il primo esperimento, e probabilmente avrebbe dovuto confrontare più impostazioni temporali, ha decisamente supportato l’ipotesi. Gli esperti di marketing sono ben noti per sfruttare ogni angolo possibile per vendere prodotti e l’impostazione delle lancette degli orologi tradizionali sulle 10:10 sembra davvero influenzare sottilmente i potenziali acquirenti.

Lancette ed emoji: cosa hanno in comune?

Non importa se si tratta di uno Swatch o di un Patek. Le lancette saranno invariabilmente impostate sulle 10:10. Il fatto che l’aspetto assunto dalle lancette posizionate in questo modo richiami alla mente un sorriso riconduce a un fenomeno conosciuto con il nome di pareidolia. Questa parola ha radici greche e deriva da “para” che significa approssimativamente “accanto” o “invece di” e “eidolon” che significa “immagine” o “forma”. Il termine si riferisce alla tendenza della mente umana (e, presumibilmente, anche di altre menti animali) a trovare delle associazioni tra un ricordo e un’immagine visiva. Un esempio banale è quello di cercare delle somiglianze tra la forma delle nuvole e oggetti e animali; insomma, si guardano le nuvole fino a quando non si inizia a intravedere qualcosa di conosciuto, da un volto agli animali della fattoria. Un altro esempio è la convinzione di lunga data che i telescopi mostrassero reti di canali sulla superficie di Marte, che sembra essere un focolaio di stimoli per la pareidolia – il famoso Face On Mars è un esempio più recente.

Senza pareidolia, le emoji non funzionerebbero, o almeno non funzionerebbero altrettanto bene. Quando se ne vede una – o qualcosa anche leggermente simile a un viso, se è per questo – viene attivata una regione del cervello specializzata nel riconoscimento facciale.