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Marketing nel basket: LeBron James, cestista e simbolo della NBA

Marketing nel basket: dal lifetime deal con Nike alla maglia che va a ruba in Europa

Una scarpa bianca e una nera con la scritta Equality, indossate per un tempo nella partita contro i Wizards da LeBron James,  stella dei Cleveland Cavaliers e della NBA il novembre scorso, non sono solo una strategia di marketing nel basket targata Nike, ma bensì un messaggio chiaro portato in campo a Washington, a poche miglia dalla Casa Bianca rivolto a Mr. President Trump. “So benissimo dove siamoha detto, alla fine del matche chi è al timone qui”, riferendosi alla città sede della Casa Bianca.Noi americani, non importa il colore della pelle o la razza, dobbiamo capire che abbiamo tutti uguali diritti e siamo tutti in grado di sostenere una causa e di parlarne.“ ha aggiunto.

Fonte: Nike

LeBron non perde occasione di fare sentire la propria voce, così come non ha mai fatto mistero che uno dei suoi obiettivi è quello di diventare un atleta da un miliardo di dollari, seguendo le orme del suo idolo Michael Jordan.   Secondo le classifiche dell’autorevole rivista Forbes, il cestista coraggioso risulta essere, per il terzo anno consecutivo, il giocatore più pagato della NBA, grazie soprattutto ai contratti con gli sponsor, tra cui  il lifetime deal con Nike, cioè l’accordo a vita con l’azienda di Beaverton. Inoltre questo contratto record è anche il più grande accordo commerciale nella storia della casa del baffo con un atleta.

Insomma la vita del quattro volte miglior giocatore della NBA, il miglior campionato di pallacanestro al mondo, ha un costo di circa 500 milioni di dollari. Nike e LeBron è una storia d’amore che dura da quando, nel 2003, è passato dalla high school ai professionisti. Il suo primo contratto, della durata di sette anni valeva 90 milioni di dollari, a cui si allude nell’episodio esilarante dei tanto amati Simpson “Homer annega nel suo diluvio universale”. LeBron appare dichiarando che il giorno in cui ha firmato per quella cifra astronomica era il suo giorno più felice. Da allora sono state prodotte 13 versioni di scarpe che portano il suo nome e il suo autografo. Infatti la linea 2015 di scarpe ha venduto per 400 milioni di dollari.

Fonte: Nike

La partnership con il colosso di 2,03 m è un progetto a lungo termine per il potenziamento di uno dei brand più di tendenza e di maggior valore al mondo, che punta a 50 miliardi di dollari di fatturato nel 2020. Quindi  la domanda sorge spontanea: chi é il sub brand: LeBron della Nike o la Nike di LeBron? Ovviamente entrambi hanno un successo travolgente, con milioni di seguaci che si mettano in fila a ogni lancio di un prodotto nuovo o di un’edizione limitata. Non per nulla la canotta numero 23 del tre volte campione NBA risulta essere prima in classifica tra le divise più popolari in Europa, basata sulle vendite del sito di e-commerce NBAStore.eu , del periodo tra ottobre e dicembre 2017. Alle sue spalle troviamo la maglia di Stephen Curry, mentre la jersey di Kevin Durant  completa il podio. Quindi King James, come viene soprannominato da tifosi e stampa, è l’uomo della NBA e della Nike, di indiscutibile carisma e corteggiato da ogni tipo di brand.

Il marketing nel basket ci insegna che le cosiddette jerseys rappresentano un fortissimo strumento di contatto fra il tifoso e i campioni. Infatti la maglia da gioco è l’oggetto iconico che l’appassionato vuole, non solo per una questione di fede, ma bensì per immedesimarsi nella gesta del campione. La divisa da gioco è il comune denominatore di tutti gli sport, nonchè simbolo di appartenenza, prodotto sportivo e oggetto di moda, che fa parte del nostro tessuto culturale. Quindi c’è poco da stupirsi che gli accordi più importanti nello sport  sono proprio quelli per la produzione di divise di una squadra o un atleta, visto che sono l’asset principale di qualsiasi operazione di marketing sportivo.

La NBA è nota a tifosi e appassionati di basket in tutto il mondo come il campionato più spettacolare, mentre per il business risulta essere senza dubbio quello più redditizio, anche per i contenuti efficienti sulle piattaforme digitali in costante crescita. Secondo Forbes il valore medio di una squadra americana nel 2017 è di 1,36 miliardi di dollari. Squadre che sono state, sin dalla loro nascita, investite da strategie di marketing innovative. Inoltre la NBA si è contraddistinta per abbattere ogni forma di segregazione razziale e Michael Jordan ne è il simbolo, poiché rivoluzionò la figura della star sportiva e Lebron James per me ne è il degno erede, sia per le questioni sociali che per quelle commerciali. Il suo appeal mediatico spadroneggia, delineando pianificazioni strategiche per valorizzare il prodotto della lega professionistica di pallacanestro statunitense e del benchmarking.

Insomma, osservare, studiare e assimilare LeBron James per poi importarne la best practices può essere uno strumento prezioso per la crescita del business brandizzato NBA anche in Europa e una grande arma di marketing nel basket e che in piccola parte può essere anche emulato dalle squadre italiane.

 

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