Le migliori pubblicità sul poker di tutti tempi

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Il poker ha permeato tutta la cultura pop: dai libri ai film, dai video musicali fino ai documentari. E per promuovere tutti questi prodotti, i più grandi creativi delle agenzie pubblicitarie del mondo si sono cimentati nella creazione di spot unici e indimenticabili.

Le pubblicità stuzzicano la mente degli spettatori: persuadono e promuovono. Alcune sono di grande successo, altre falliscono – ma dietro tutte ci sono sempre un grande sforzo e lunghe sessioni di brainstorming. Questo perché le pubblicità che passano in TV devono riuscire, prima ancora che conquistare, almeno ad attirare l’attenzione di un pubblico sempre più distratto. Ecco come nascono spot divertenti, che giocano con umorismo ed emotività, sull’onda dei trend del periodo e strizzando l’occhio a cliché del passato.

E mentre sempre più registi scelgono i casinò come set cinematografici, sempre più persone si avvicinano e si appassionano a questo mondo e, in particolare, al gioco re del tavolo verde: il poker. Da qui si sviluppano in parallelo due necessità: da un lato quella di mostrare il lato più vero e genuino del poker, svelando anche degli approfondimenti inediti; e dall’altro il desiderio di promuovere le sempre più numerose poker room disponibili. E, spesso, queste due strade si incrociano.

Il ruolo dei documentari sul poker

Sul poker aleggia un velo di mistero, da sempre. Le regole sono chiare, il divertimento è assicurato… Eppure il poker rimane un gioco estremamente intrigante. E tante sono le storie e i personaggi che meritano di essere raccontati. Come? Con docufilm. Ne esistono tanti, e 888 ha stilato una lista di 7 dei migliori documentari sul poker, che includono:

  • All In: The Poker Movie
  • One Of A Kind: The Rise And Fall Of Stu Ungar
  • Sports Spectacular: World Series Of Poker
  • Ultimatebeat: Too Much To Lose
  • Kid Poker
  • Poker Queens
  • Grinders.

Il ruolo degli spot sul poker

La competizione fra le poker room s’è fatta sempre più aspra con il passare degli anni e spesso differenziare l’offerta non è sufficiente per raggiungere porzioni di mercato più ampie. Occorrono strategie di marketing, bonus, promozioni e programmi fedeltà.

E, in quest’ottica, un canale di comunicazione come la TV si rivela essere molto efficace, poiché raggiunge un pubblico vastissimo ed eterogeneo.

Quali sono i migliori spot pubblicitari sul poker?

  • Quelli che giocano con gli stereotipi.

Ha avuto grande successo una serie di pubblicità incentrate sulla classica figura stereotipata del giocatore di poker. È un nerd asociale, sta sempre da solo e non ha amici. Passa il suo tempo leggendo libri.

  • Quelli tutti da ridere, focalizzati sulle poker face.
  • Quelli parodici: come lo spot in cui il protagonista ha un’innata capacità di fare una cosiddetta faccia a poker, ma non sa in quali contesti vada utilizzata.
  • Pubblicità di poker con testimonial, che sfruttano la grande influenza che essi esercitano sul grando pubblico.

Ci sono, poi, spot che al giorno d’oggi forse non vedrebbero mai la luce, poiché scherzano su tematiche come la violenza e il sesso: temi delicati sui quali, con gli anni, abbiamo imparato a non fare ironia.

A farla da padrone nelle pubblicità sul poker è sicuramente il sarcasmo: è attraverso questo strumento che i creativi riescono a raggiungere un pubblico più ampio, spesso indifferente, in mezzo a una concorrenza molto agguerrita. Un esempio? Phil Ivey rincasa dopo una lunga giornata di lavoro, controlla la posta sul tavolo e sale le scale verso il piano superiore. Apre la porta della camera matrimoniale e trova la moglie a letto con un altro uomo: Ivey scopre in prima persona il tradimento ma non dà segnali di dispiacere, ira, shock… Ed ecco quando compare il copy, tagliente e divertente: “Una delle migliori poker face del mondo”.

Un altro esempio? Tre uomini in ascensore insieme: uno è John Juanda, gli altri due sono due simpatici impiegati dall’umorismo del tutto infantile. Si divertono, infatti, ascoltando rumore di peti – quasi stessero facendo una gara. Juanda è, invece, impassibile… Ha una poker face impeccabile.

C’è poi un divertentissimo siparietto familiare: Erik Seidel è il capofamiglia, pronto ad accogliere e conoscere il nuovo fidanzatino della figlia. Madre, padre e ragazza sono in salotto: sono una famiglia alto-borghese dagli abiti eleganti e i modi impettiti. E alla porta suona un ragazzo dallo stile punk rock, con canottiera a rete e giacca in pelle borchiata. Nemmeno a dirlo, Seidel sfoggia la sua migliore poker face!

Che dire, la poker face è sicuramente un’espressione molto utile in diverse situazioni della vita: alleniamola giocando al tavolo verde e ci sarà utile nei contesti (anche personali) più disparati!