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L’anello mancante tra marketer e Generazione Z: cosa manca ai brand per connettersi con i più giovani

Nel mondo odierno, l’innovazione non conosce soste e ogni giorno assistiamo a incredibili cambiamenti nel modo di concepire la nostra vita. Se questo è vero per noi, la considerazione è ancora più evidente per i giovani, quelli cioè nati negli anni 2000, che prende il nome di Generazione Z.

Ciò che risalta maggiormente è la difficoltà odierna delle aziende nel comunicare con questo target e nell’attrarlo con le proprie campagne. Se infatti in passato bastava uno spot pubblicitario, una campagna promozionale unidirezionale e magari l’utilizzo di testimonial d’eccezione come brand ambassador, oggi le odierne tecnologie e il cambiamento nei gusti e nelle abitudini dei più giovani, fa in modo da rendere più difficile il compito di qualsiasi marketer.

In questo post a cura di Pop Up Magazine, vedremo insieme, facendoci aiutare da un interessante post a cura di Marketing Week, come fare a connettersi con la Generazione Z.

Generazione Z: differenze con le generazioni precedenti

Cos’è la Generazione Z?

La generazione Z è rappresentata da coloro che hanno un’età compresa generalmente tra i 4 ed i 24 anni, nati quindi in prossimità o successivamente agli anni 2000, in piena epopea Internet e rivoluzione digitale.

Questi ragazzi sono nati quando esisteva già la rete, i telefonini (oggi smartphone) e molti di questi hanno imparato a usare applicazioni e social network fin dalla culla. Ecco che per loro il mondo appare molto diverso da come appare alle precedenti generazioni, le quali si sono adattate alle innovazioni e hanno imparato a usare le nuove tecnologie offerte dalle aziende.

I giovani della Generazione Z hanno quindi una dimestichezza naturale con la Tecnologia, quasi come se fosse parte del proprio essere, e non conoscono il mondo senza di essa.

Se noi siamo nati, ad esempio senza Google Maps, e quindi ci sappiamo muovere forse anche senza di esso, per i più giovani ciò è fuori discussione, proprio perchè sono abituati ad utilizzarlo quotidianamente. E ciò vale per i social network, vera cassa di risonanza delle proprie emozioni, che hanno sostituito il caro vecchio diario, o ancora applicazioni digitali con le quali interagire, per acquistare qualcosa, ascoltare della musica, divertirsi o informarsi.

Il valore della Generazione Z per i brand

Questa differenza tra adulti e adolescenti non è mai stata così marcata prima e può diventare un enigma complicato da risolvere per qualsiasi marketing manager. Nel mondo del marketing il pubblico giovanile, che ha un valore elevato per i brand, per evidenti differenze di comportamento ed abitudini è stato ulteriormente suddiviso in Generazione Y e Generazione Z.

La generazione Y (i famosi “Millennials”) ha attualmente un’età compresa tra i 25 e i 39 anni e ha superato le trappole dell’angoscia adolescenziale, proseguendo verso la maturità.

Poi abbiamo la Generation Z, la più recente, di età compresa come detto tra i quattro e i 24 anni. Questa fascia d’età rappresenta circa il 25% della popolazione mondiale e solo negli USA possono essere contabilizzati in circa 74 milioni di persone.

Secondo una ricerca condotta dalla banca online Kasasa all’inizio di quest’anno, i ragazzi appartenenti alla Generazione Z hanno ricevuto in media il loro primo smartphone all’età di 10,3 anni, sono cresciuti in un mondo iper-connesso e trascorrono almeno tre ore al giorno su un dispositivo mobile.

Studiandone i comportamenti, la ricerca fa emerge il giovane di oggi come una persona notoriamente cinica e disillusa, con la quale è difficile comunicare in modo efficace.

Tornando al mondo del marketing, ciò diventa quindi un campo minato per le aziende che vogliono attrarre questo target e che spesso ciò si traduce con vani tentativi di scimmiottare il loro comportamento e riprodurre i loro ideali in modo totalmente sbagliato.

Secondo Kat Krieger del marchio di caffè Joyride:

“L’autenticità potrebbe essere stata una parola d’ordine alcuni anni fa, ma oggi questo concetto va ben oltre. Le generazioni più giovani sono più consapevoli e politicamente astute. Parlare con loro con il gergo del marketing non li attrarrà più. I consumatori vogliono la qualità ma vogliono anche i marchi con integrità”.

Come fare a comunicare con la Generazione Z?

Per comunicare con la Generazione Z, Forbes nel 2018 ha sviluppato un interessante vademecum, con una serie di consigli utili a catturare l’interesse dei più giovani.

Ecco i più importanti:

  • Guadagna la loro attenzione, in quanto devi emergere da miliardi di byte di spazzatura prima ancora di poter pensare di catturare il loro interesse;
  • Dì sempre la verità  per ottenere risultati migliori dei brand che fanno solo promesse;
  • Lavora con gli influencer ai quali sono più legati, ma tieni presente quanto sia facile bruciare denaro e integrità quando questi non lavorano nel modo giusto;
  • Trattali come individui, visto che il 25% della popolazione mondiale collegata ai social media cerca di esprimere quotidianamente la propria individualità. Quindi la vera personalizzazione dovrebbe essere la norma piuttosto che l’eccezione;
  • Metti in pratica ciò che predichi, poiché stai parlando con nativi digitali e non con degli stupidi. Agisci dopo aver pianificato e fallo concretamente;
  • Concentrarsi sui valori del marchio, dove integrità, umiltà e mission non sono più solo desiderabili ma assolutamente essenziali.
  • Ammetti di non saperne nulla, questo dovrebbe essere l’inizio di una breve valutazione ma vale sempre la pena ricordarlo, poichè stiamo aprendoci ad un mondo tutto nuovo per noi adulti;

Strumenti utilizzati per comunicare dalla Generazione Z

Ovviamente sappiamo quanto siano importanti i dispositivi mobili per i più giovani. Gli smartphone sono diventati per loro il principale mezzo per comunicare con il mondo esterno, ancor più rispetto alle generazioni passate. Ecco allora i seguenti strumenti, che appaiono imprescindibili per attrarre la loro attenzione:

  • Social media, il canale privilegiato per comunicare con i più giovani, soprattutto quelli legati ai contenuti visivi (Instagram nel mondo Occidentale);
  • Streaming video, con YouTube che rimane il più utilizzato ma attenzione ad altri canali, in particolare Twitch di proprietà di Amazon, uno dei preferiti della community di eSports, su cui quest’anno sono stati visualizzati oltre 350 miliardi di minuti di contenuti in streaming;
  • Musica, grazie alle app messe a disposizione da Apple, Amazon e Google;
  • E-sports, con la Gen Z e nello specifico il 91% dei maschi i quali gioca regolarmente ai videogiochi, più dei Millennials (84%). Gli e-sports diventano per i teenager un modo di interagire con gli altri membri della propria cerchia sociale. Addirittura per i giovani questi stanno sostituendo lo sport vero e proprio, praticato o guardato in TV;

Conclusioni

I più giovani sono alla continua ricerca di sé stessi, vivono in un mondo dove tutto è in continuo cambiamento e ciò incide anche sulla loro personalità.

La Generazione Z è stufa di promesse non mantenute, della pubblicità di massa, di essere trattata come un numero, e soprattutto essere strumentalizzata per fini di marketing.

Comunicare con loro significa mettersi in contatto con la loro essenza, comprendendo il loro mondo e il modo stesso di interpretarlo.

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