Condividi, , Google Plus, Pinterest,

Stampa

Posted in:

Fotografia sportiva: intervista a Carlo Hermann

mertens napoli

Fotografia sportiva: intervista a Carlo Hermann

Oggi, per il nostro angolo dedicato alle interviste, vogliamo approfondire il tema legato alla fotografia sportiva, un tipo di contenuto quasi imprescindibile, insieme ai video, di qualsivoglia articolo sportivo, utile a rendere immortali le gesta dei campioni dello sport. A parlarci dell’argomento abbiamo con noi Carlo Hermann, fotografo sportivo di fama internazionale e tra le altre.

carlo hermann

  • Ciao Carlo parlaci un po’ di te..

Sono un figlio degli anni ’70, la mia era una famiglia impegnata politicamente e la mia casa era sempre piena di gente, circolavano idee e dialettica, questo mi ha sicuramente trasmesso curiosità per tutto. Sono stato adolescente negli ’80 e ho iniziato a fotografare al liceo, seguendo un corso organizzato dal docente di laboratorio di chimica della mia scuola, con una reflex meccanica.

  • Quando hai deciso di intraprendere la tua carriera di fotografo? E quando poi hai deciso di dirottare la tua attenzione sul mondo dello sport?

E’ stato in un momento non facile, ero iscritto all’università ed ero parecchio impantanato, nel frattempo la fotografia era l’unica attività che svolgevo con costanza e impegno, da dilettante. Ho prima partecipato a delle esperienze culturali come il Progetto Periodista! Periodista! Organizzato dal compianto Sergio De Benedittis, poi ho iniziato a collaborare con Ateneapoli, successivamente contattai l’Agenzia Controluce di Napoli grazie alla quale ho fatto esperienza nella news nazionale e internazionale. Il mio primo lavoro su una lead news è stato il G8 di Genova del 2001, esperienza dura, drammatica e importante.

La fotografia di sport è arrivata dopo: l’AFP di cui Controluce era corrispondente per il Sud Italia, chiedeva la copertura delle partite del Napoli, appena tornato in serie A, con Milan, Inter, Roma e Juventus. Mi resi subito conto che è un lavoro che richiede parecchia specializzazione, così iniziai a seguire tutte le partite del Napoli anche se non c’era un commissionato specifico, proponendole ai quotidiani nazionali sportivi e non. Contemporaneamente coprivo per altre testate partite di serie C1 (oggi lega Pro), altra esperienza molto formativa. Per AFP ho seguito anche le World Series di America’s Cup che si svolsero a Napoli nel 2012 e 2013, ma non è stata l’unica occasione in cui ho fotografato la vela, uno sport che mi piace dal 2000, anche se lo copro in modo altalenante.

america's cup
America’s Cup World series regatta in Naples on April 2012
  • Ci parli della tua esperienza legata alla fotografia nel mondo del calcio? Come si immortala un momento clou (ad esempio un gol)? Che tecniche utilizzi per i tuoi scatti?

I momenti clou in una partita di calcio sono tanti, non tutti necessariamente legati alla prestazione agonistica: l’uscita di un giocatore dopo un brutto fallo, una discussione tra allenatori, ecc. Bisogna essere sempre giornalisti, cioè capire dove sta la notizia negli episodi di un evento sportivo. Per quanto riguarda la tecnica, la fotografia non è la telecronaca, dove abbiamo inquadrature larghe che ci illustrano la totalità delle azioni, devi capire e selezionare gli istanti che pensi siano significativi.

cavani napoli

  • Vela: che differenze riscontri come approccio fotografico rispetto al calcio?

Tutto. Nella vela, come chi regata devi pensare a tutto prima, perchè una volta che sei in mare ci resti ore e non puoi tornare indietro a prendere quello che ti sei dimenticato. Aggiungi che l’acqua di mare è il peggior nemico di una macchina fotografica e capirai le difficoltà che ti creano le condizioni di lavoro. Le ottiche per la vela sono ingombranti e pesanti e devono essere protette dall’ambiente circostante, quindi il lavoro diventa faticoso e stressante. Con l’esperienza impari cosa lasciare a terra e cosa portare, a selezionare e capisci anche che la calma è lo strumento principale di lavoro.

america's cup foto
America’s Cup World series regatta in Naples on April 2012
  • Soddisfazioni più grandi nello svolgimento del tuo lavoro? Hai invece dei rimpianti?

Oggi ho la grande soddisfazione di aver creato, insieme ai colleghi Salvatore e Mario Laporta, Roberta Basile e Alfonso Di Vincenzo KontroLab, una realtà che piano piano si sta facendo spazio nel fotogiornalismo, sia in Italia che all’estero ed è completamente Made in Sud. Quest’anno con KontroLab ho coperto la semifinale di Champions Lague tra Roma e Liverpool, pubblicando su molti siti sportivi esteri. Rimpiango solo forse il non aver iniziato prima questo lavoro: ho iniziato infatti a 27 anni.

roma liverpool
Liverpool’s Egyptian Striker Mohamed Salah controls the ball during the UEFA Champions League semifinal second leg football match AS Roma vs Liverpool FC at the Olimpico Stadium.
  • Tu hai tenuto un breve speech durante il nostro corso in marketing e comunicazione sportiva l’anno scorso: cosa puoi raccontarci della tua personale esperienza legata all’evento?

E’ stato molto interessante confrontarmi con persone e situazioni che approcciano la comunicazione sportiva da diversi punti di vista e ascoltare problematiche e soluzioni dei vari settori, soprattutto sull’aspetto social.

corso in marketing e comunicazione sportiva
Corso in marketing e comunicazione sportiva
  • Live tweeting della UEFA: puoi raccontarci degli scatti in tempo reale durante le partite di Champions?

La UEFA utilizza le immagini di AFP e altri fornitori per fare i post social in tempo reale, quindi diventa fondamentale essere molto veloci nella trasmissione delle immagini realizzate. La foto di un’esultanza può essere sul profilo twitter UEFA un minuto dopo il goal. A me è capitato di vedere il post sul goal di Hamsik al Benfica nel 2016 illustrato dalla mia foto dopo la partita e accorgermi che era stato pubblicato un minuto dopo lo scatto. Naturalmente ci sono una serie di strumenti che ti consentono di trasmettere velocemente immagini editate o originali, programmi e trasmettitori montati sulla fotocamera, che però prevedono ci sia qualcuno che edita dalla parte del ricevente. La trasmissione veloce è una tecnica, si impara. E si imparano a usare tutti gli strumenti necessari. Naturalmente avere una buona connessione è fondamentale e non sempre gli stadi ne sono dotati e quindi occorre essere attrezzati con modem portatili, le famose saponette, e abbonamenti a diversi operatori.

Ci sono anche strumenti più avanzati, come connessioni satellitari, ma sono costosissime quindi il guadagno deve essere proporzionato. Dall’altra parte poi è preziosissimo il lavoro dei photoeditor che ricevono l’immagine e, trattandosi di un file originale la editano mettendo i dati (quindi anche attribuendo la paternità dell’immagine) e rifilandola, dando quindi anche un’interpretazione visiva, cercando di intuire quello che tu avevi visto e di metterlo in risalto, o scoprendo che con un determinato taglio, l’immagine acquista più forza.

hamsik gol napoli
during the UEFA Champions League Group B football match SSC Napoli vs SL Benfica on September 28 2016 at the San Paolo stadium in Naples. AFP PHOTO/CARLO HERMANN

hamsik gol

  • Un consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera? 3 qualità che occorre possedere secondo la tua opinione per poter sfondare in questo lavoro?

Capire che innanzitutto è un lavoro, quindi entrare nell’ottica che non stai a bordo campo per vedere la partita o fare amicizia con i calciatori, ci stai per portare a casa delle immagini. Come in tutti i lavori, ti riesce bene se ti impegni al massimo. Anche il lavoro nelle serie minori aiuta molto, ci sono una serie di step che bisogna fare per fotografare la Serie A o la Champions, come l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per esempio, ma nelle serie dalla Lega Pro in giù ci sono meno requisiti richiesti e sono ottime palestre per imparare, anche il comportamento, come muoversi, che spazi usare. Nelle serie inferiori hai contatti più diretti con arbitri e ufficiali di gara ed è normale chiedere loro consigli e disposizioni sulla modalità di lavoro, nelle massime serie nazionali e internazionali si aspettano che tu sappia già cosa fare. Una cosa fondamentale poi: mai regalare il proprio lavoro, mai regalare le foto. Se credi che regalare le foto serva a farti conoscere sappi che stai ottenendo solo di farti conoscere come quello che lavora gratis. Curiosità, umiltà e perseveranza sono le tre qualità che secondo me devono guidare l’opera di un fotografo sportivo.

Klopp Liverpool
Liverpool’s German coach Jurgen Klopp celebrate at the end of the UEFA Champions League semifinal second leg football match AS Roma vs Liverpool FC at the Olimpico Stadium.
  • Quali sono i tuoi prossimi step professionali?

Mi piacerebbe un giorno coprire una finale di Champions, un Mondiale di calcio, una regata di America’s Cup, o un’Olimpiade, non per l’importanza dell’evento e basta, ma come sfida perchè in quelle gare, chi partecipa fa cose pazzesche, uniche. Per ora comunque mi “accontento” di quello che faccio già.

hamsik napoli
midfielder from Slovakia Marek Hamsik celebrates after scoring during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs SS Lazio on November 05 2016 at the San Paolo Stadium. AFP PHOTO/CARLO HERMANN
  • Un saluto ai lettori di Pop Up…

Leggetelo spesso, quelli che lo fanno sono dei bravi ragazzi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *