Tone of voice: il rischio di contenuti impersonali con l’AI. Ne parliamo oggi su Pop Up!
L’AI può creare contenuti personalizzati oppure no? Chi usa l’AI per l’attività di content creation si trova davanti a contenuti troppo spesso impersonali e poco efficaci nel creare una relazione con chi legge, ma è davvero così o con il prompt giusto si può lavorare con le intelligenze artificiali senza perdere personalità, emozione e tone of voice del brand?
Ecco la mia riflessione sul tema. Bentornati dalla vostra Cristina su Pop Up!
AI: il problema di contenuti personalizzati
Il problema dei contenuti impersonali spesso deriva dalla mancanza di connessione umana nelle comunicazioni, risultando in messaggi che possono sembrare distaccati o generici. In ambito marketing o comunicazione, può manifestarsi come una difficoltà nel creare un legame autentico con il pubblico. Ciò accade quando i contenuti vengono formulati in modo troppo formale, poco personalizzato o privi di empatia.
Un contenuto impersonale potrebbe risultare meno coinvolgente e non suscitare l’interesse o la fiducia che un messaggio più personale e autentico potrebbe generare.
Quando si cerca di comunicare in modo efficace, soprattutto in un contesto digitale o commerciale, è fondamentale comprendere le esigenze e le emozioni del pubblico, cercando di parlare “alla persona”, piuttosto che solo “alla massa”.
Le intelligenze artificiali, la creazione di contenuti e il problema della personalizzazione
Il tema della personalizzazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale è davvero interessante e complesso. Le AI, come quella che stiamo usando ora, sono in grado di produrre una grande quantità di contenuti in modo rapido, ma la vera sfida sta nel renderli non solo pertinenti, ma anche autentici e personalizzati per il singolo individuo.
Molti dei sistemi di intelligenza artificiale attuali, pur essendo avanzati, tendono a generare contenuti che possono sembrare formulati o generici, in quanto sono progettati per rispondere a una vasta gamma di richieste, senza tenere conto di sfumature specifiche del pubblico a cui sono destinati. Questo può portare a una mancanza di connessione emotiva, che è cruciale nel mondo della comunicazione, specialmente nei settori come il marketing, la scrittura creativa o le vendite.
Per migliorare la personalizzazione, l’intelligenza artificiale deve evolversi per comprendere meglio i contesti individuali, i background, le preferenze e persino i toni emotivi. Ad esempio, un assistente AI potrebbe non solo rispondere a una domanda, ma anche adattare il suo linguaggio e il suo approccio in base alla personalità percepita dell’interlocutore o alla specifica situazione in cui ci si trova.
Inoltre, le AI possono anche apprendere dai feedback diretti degli utenti, permettendo una personalizzazione più dinamica.
La difficoltà sta nel trovare un equilibrio tra la generazione automatica di contenuti e la necessità di mantenere una qualità che risulti importante davvero per l’individuo.
Tone of voice del brand: un prompt ad hoc per insegnarlo all’AI
Creare un prompt per insegnare a un’AI il tone of voice di un brand è una strategia efficace per assicurarsi che la comunicazione rispecchi i valori e lo stile del marchio. Un buon prompt deve fornire indicazioni chiare su come il brand vuole essere percepito e come interagire con il pubblico.
Ecco un esempio di prompt che potrebbe essere utilizzato per insegnare a un’AI a replicare il tone of voice di un brand.
Prompt:
“Immagina di essere [Nome del brand], un marchio che si distingue per [ad esempio: eleganza, innovazione, accessibilità, fiducia]. Il nostro pubblico è composto da [descrivere il target, ad esempio: professionisti, giovani adulti, famiglie]. La tua comunicazione deve riflettere [descrivere lo stile, ad esempio: sofisticatezza, calore, determinazione, approccio informale ma educato]. Usa un linguaggio che trasmetta [ad esempio: autorità, empatia, simpatia] senza risultare mai troppo distante o eccessivamente tecnico. Evita frasi troppo lunghe e formali; invece, preferisci un linguaggio chiaro, diretto e che inviti all’azione. Quando parli del nostro prodotto/servizio, fai sempre riferimento ai benefici tangibili per il cliente, mantenendo sempre il tono [ad esempio: energico, rassicurante, ispiratore].”
Esempio di tono per il brand per contenuti personalizzati
- Se il brand è un marchio di lusso, il tono potrebbe essere sofisticato, con un focus sulla qualità e sull’esclusività.
- Se il brand è giovane e dinamico, il tono potrebbe essere più vivace e informale, con un linguaggio accessibile e amichevole.
- Se il brand è tecnico o professionale, il tono dovrebbe riflettere competenza, senza però risultare troppo accademico.
L’obiettivo è creare una guida che l’AI possa seguire per produrre contenuti che siano in linea con l’identità del marchio, mantenendo coerenza in ogni comunicazione.
E tu cosa ne pensi su questo tema? Pensi che l’AI possa produrre contenuti impattanti e personali in linea con il tone of voice del brand o sia meglio affidarsi a un copywriter professionista?







































