Travel influencer: intervista a Daniele Paluan

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Travel influencer: intervista a Daniele Paluan, per il nostro post a cura di Pop Up

Per il nostro consueto spazio dedicato alle interviste ad influencer e personalità di spicco nel mondo della comunicazione, oggi vogliamo intervistare un travel influencer: si tratta di Daniele Paluan, giovanissimo creator di Torino e attivo su TikTok e Instagram. Vediamo cosa ha da dirci. Bentornati sul nostro portale!

Presentati ai nostri lettori

Sono nato a Torino, il 10 giugno 2003, sotto il segno zodiacale dei Gemelli, ho avuto un’infanzia felice, all’età di 6 anni ho ricevuto la mia prima macchina fotografica per partecipare ad una gita scolastica, forse è nata proprio allora la mia più grande passione per i viaggi e la voglia di condividere le mie esperienze sui social network.

Attraverso Instagram e TikTok, i social network più popolari del momento, mi piace condividere fotografie e video di ogni luogo visitato, fornendo consigli, idee di viaggio. Questi contenuti sono in grado di influenzare le persone nelle loro scelte, permettendo anche a chi non può muoversi per motivi più svariati di farsi travolgere da questa sorta di documentari 2.0

Quando hai iniziato il tuo lavoro? Cosa ti piace di più e cosa di meno?

Nel lontano 2018 pubblicando il primo post in una meta turistica, mi trovavo a Procida, isola italiana rinomata per le sue magnifiche spiagge con un mare cristallino.

Questa foto è nata come uno scatto di famiglia che sarebbe dovuta rimanere in qualche album dei ricordi, preso dall’euforia della novità dei social senza capire bene cosa stessi facendo ho pensato di condividerla. 

Anche se non sono un fan dei numeri non posso nascondere che l’apprezzamento è stato superiore rispetto agli scatti precedenti, non solo dentro la piattaforma ma proprio umanamente, gli amici, i parenti mi scrivevano per chiedermi com’era il posto, cosa stessi facendo, era nato un senso di curiosità collettivo che mi ha permesso di capire che il settore dei viaggi era un argomento di forte interesse che riuscivo a nutrire facendo tante foto e in cui riuscivo ad esprimermi al meglio.

Sono soddisfatto quando metto curiosità alle persone, sicuramente non apprezzo quando la gente tende ad essere troppo invadente, oppure quando è maleducata, bisogna sempre considerare che anche se facciamo tutto da uno smartphone è come se parlassimo in mezzo ad un gruppo di persone. 

Quali sono le qualità maggiori da possedere per intraprendere questa professione?

Parlando di travel blogger, sicuramente bisogna avere una forte passione per i viaggi e per l’esplorazione in generale, questo sicuramente vi renderà persone con una mente più aperta perché anche se non sembra, entrando in contatto con persone diverse si impara a stare al mondo, sicuramente una conoscenza dell’inglese da un punto di vista pratico, nel senso che non vi serviranno le singole regolette e nessuno vi giudicherà se siete più o meno bravi, l’importante è essere in grado di interagire dialogando un minimo, con l’esperienza tutto diventerà più semplice senza accorgersene, ovviamente a seconda della destinazione finché non si farà avanti qualche sponsor è necessario possedere un minimo di disponibilità economica, per quanto per certi versi ad oggi sia più economico viaggiare rispetto a tre o quattro generazioni fa non è ancora gratis purtroppo.

Ovviamente non può mancare l’attrezzatura tecnica per effettuare riprese di qualità che semplificheranno il lavoro di editing in post produzione.

Oltre alla parte pratica, forse la caratteristica più importante è l’unicità, ovvero cercare di essere se stessi, in fondo ogni essere umano è unico è irripetibile, basta davvero poco per essere sé stessi.

Qual è il viaggio in assoluto al quale sei più legato? Perché?

Sono ancora troppo giovane per avere viaggi nel cuore a cui sono particolarmente legato, sarò in grado rispondere con maggiore precisione tra un po’ di anni quando avrò un po’ più di esperienza sulle spalle, sono ancora nella fase della vita in cui ci si lega alle esperienze piuttosto che ai ricordi, a tal proposito nella mia infanzia ho vissuto una bellissima esperienza in Egitto, precisamente a Marsa Alam, era il periodo in cui c’erano problemi d‘ordine pubblico al Cairo quindi abbiamo passato tutta la vacanza sul mare, l’idea iniziale era vedere le piramidi ma il destino non ci ha dato questa possibilità, così abbiamo svolto più attività sul mare con la splendida barriera corallina che regalava emozioni nuove ad ogni immersione.

Non avendo avuto la possibilità di organizzare gite sulla terra ferma abbiamo organizzato un escursione alla ricerca dei delfini, in queste zone il mare è molto calmo quando ci si trova riparati dalla barriera corallina sulla costa, appena oltre essendoci degli strapiombi, questa differenza di profondità fa si che il mare è spesso increspato. Ci siamo avventurati con questa barca che seppur di notevoli dimensioni, circa 10-20 metri non riuscì a sfuggire alla furia del mare, onde altissime come i film in cui si ondeggiava un po’ a destra e un po’ a sinistra, nonostante tutto non abbiamo perso le speranze, essendo riserve naturali il mare è suddiviso in zone a seconda della grandezza delle imbarcazioni, lasciando sempre un’area considerata invalicabile da chiunque per lasciare agli animali e alla natura marina i propri spazi vitali senza essere disturbati dalle turbine delle imbarcazioni, il tutto è delimitato da alcune boe con significati precisi, ci siamo spostati su un gommone, che essendo più piccolo permetteva di attraversare un altra area arrivando fino al limite anche con il medesimo. 

Armati di pinne, boccaglio e maschera facciamo una capriola per buttarci in acqua dal gommone, immaginatela come quelle che vedete in televisione nei film un po’ meno elegante…, una volta in acqua seguiamo l’istruttore locale che conoscendo la zona ci guida nell’esplorazione perchè essendo in mare aperto è necessario conoscere le correnti e il limite della zona invalicabile riservata alla natura, non è stato facile e immediato, abbiamo dovuto avere un po’ di pazienza ma

dopo una lunga ricerca mi ritrovo di fianco a un cucciolo di delfino, come giro di poco lo sguardo mi rendo conto che attorno a me c’era anche il resto della famiglia dei delfini, eravamo vicinissimi senza nessuna barriera che ci divideva come spesso accade negli acquari, ho provato un’emozione indescrivibile e un senso di libertà unica che non dimenticherò mai, in questi momenti è possibile rendersi conto di quanto il mondo sia vivo ma allo stesso tempo delicato e indifeso.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono uno studente universitario in ingegneria del cinema e dei mezzi delle comunicazioni, sicuramente uno dei miei obiettivi nella vita è riuscire a laurearmi, essendo un campo molto stimolante dal punto di vista creativo, nel frattempo sfrutto queste potenzialità e capacità anche nei social con la speranza di poter continuare a viaggiare per raccontare le mie esperienze coinvolgendo chi mi segue per scoprire il mondo insieme con occhi nuovi e un animo audace.