Il presente e il futuro del cinema

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Uno dei tanti effetti devastanti della pandemia, da un punto di vista economico, è stata la chiusura totale delle sale cinematografiche. Una crisi iniziata ben prima di quella di altri settori e che probabilmente si concluderà in ritardo. I cinema sono infatti chiusi da metà febbraio 2020, quindi da un anno, con un piccolo intervallo di riapertura estiva che però non ha di certo portato linfa a tutto l’indotto, vista la carenza di prodotto cinematografico (i film) da portare nelle sale.

Una situazione tutt’altro che semplice, dove si accavallano responsabilità e priorità diverse, che hanno come risultato una fase di stallo che sembra essere infinita.

sala cinematografica foto

Lo strano caso della carenza di prodotto

In nessun altro settore merceologico si è assistito ad una successione degli eventi come quella vissuta dal mercato cinematografico. Oltre ai DPCM, che in maniera più o meno coerente hanno messo il lucchetto alle sale, il vero grande interrogativo resta l’atteggiamento delle major americane nei confronti del problema.

Fin da quando si è parlato di prime riaperture lo scorso Giugno, né Disney né Universal né altre case cinematografiche hanno accolto la notizia con l’entusiasmo che ci si aspettava.

La conseguenza è stata la carenza totale di prodotto da far uscire nelle sale, con i maggiori blockbuster che sono stati spostati a piè pari al prossimo anno. Solo Warner Bros ha provato a invertire la rottasacrificando” il suo titolo di punta, Tenet, che ha fatto debuttare, per la prima volta nella storia, prima in Europa e successivamente in America.

L’esperimento però sembra essere stato un quasi-fallimento: l’uscita compatta in tutti i territori è apparsa una necessità e non un vezzo.

Ma cosa c’è da aspettarsi allora per il prossimo futuro nel settore cinematografico?

Il futuro del cinema

Purtroppo la vendita di prodotto destinato alle sale alle maggiori piattaforme di SVOD (Subscription Video on Demand) e TVOD (Transactional Video on Demand) caratterizzerà ancora almeno il primo quarter del 2021.

Di fatto, l’unico modo per le distribuzioni internazionali di produrre degli incassi resta proprio la vendita di prodotto alle piattaforme. Ma allora il punto è un altro.

Il nocciolo della questione sta tutto in una domanda da porre ai consumatori: Siete disposti a rimpiazzare del tutto l’esperienza cinematografica con quella “on demand”?

Si perché la pandemia prima o poi terminerà, ma in questo caso specifico starà al consumatore decidere se le sue scorie verranno spazzate via o apriranno una breccia verso un cambiamento del tutto irreversibile. Se dopo la scomparsa del COVID-19 il pubblico sentirà la necessità di tornare a sedersi su di una poltrona davanti al maxi schermo di una sala, allora non ci saranno piattaforme che possano reggere all’onda d’urto dell’emozione che solo l’esperienza della sala cinematografica sa regalare. Se ci pensate, andare al cinema è sempre stato molto di più che una manciata di ore nel vedere un film. E’ sempre stata invece un’esperienza totale, che porta con sé tante sfaccettature diverse rispetto alla semplice visione del film da soli in casa, attività che non potrà mai eguagliare la prima.

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Non si tratta quindi di capire in che direzione andrà questo mercato, si tratta di scegliere se continuare a voler vivere le stesse emozioni vissute prima della pandemia o se andrà bene ad ognuno di noi viverle, solo in parte, da casa.