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L’Influenza della Musica nel Marketing sul Caffè

caffè

Il caffè per noi italiani non è una semplice bevanda, ma ha tante altre sfumature: è un modo per rivedere un amico, per chiedere scusa o per fare una piccola pausa durante il lavoro.

La scura bevanda è entrata di diritto nelle abitudini degli italiani e fa parte stabilmente anche della dieta mediterranea a base di cibi sani ed assolutamente naturali.

Alla luce del grande prestigio che il caffè ha saputo conquistarsi nel corso degli anni diversi cantanti hanno deciso di dedicare a questa deliziosa bevanda canzoni capaci di esaltarne il gusto ed il suo significato “sociale”.

Nei successivi paragrafi scopriamo quali sono le canzoni dedicate al caffè più importanti nel mondo della musica italiana, che senza dubbio hanno influito positivamente  anche sulla vendita del frutto dei chicchi di Arabica e Robusta.

Melodie ripetute, semplici, dal risvolto inaspettato che può stimolare l’attenzione verso un particolare prodotto.

Le canzoni rappresentano uno dei più efficaci elementi emotigeni, non a caso largamente usate negli spot pubblicitari perché permettono di creare un legame tra testo e contesto.

E per via del potenziale persuasivo, la musica può trasferire un significato o esplicitarne un significante, evocare ricordi positivi nel consumatore o richiamare una certa atmosfera.

Questo accade anche nel mondo del caffè, in particolare attraverso i jingle usati nelle pubblicità, ma senza dubbio anche per via dei molti brani che osannano la bevanda toccando i tasti emozionali del consumatore.

Quali sono dunque questi pezzi sonori che hanno di certo svolto un ruolo importante nella diffusione dell’uso del caffè?

Scopriamolo nella lista riportata di seguito.

“Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè

Una delle canzoni più famose della musica italiana dedicata al caffè è “Don Raffaè”, interpretata magistralmente da Fabrizio De Andrè.

Il brano in realtà ha un significato molto profondo e denuncia la situazione difficile delle carceri italiane negli anni ’80, quando lo Stato era praticamente sottomesso ai ricatti della malavita organizzata.

Protagonista della canzone è un certo Pasquale Cafiero, guardia carceraria che ha un atteggiamento servile nei confronti del boss don Raffaè al quale fa la barba, chiede favori e porta un delizioso caffè ogni mattina.

“‘Na tazzulell ‘e cafè” di Pino Daniele

Altra canzone di denuncia dedicato al caffè è “‘Na tazzulell ‘e cafè” che rappresenta uno dei brani di esordio di un giovane ed emergente Pino Daniele.

Il cantautore napoletano con leggerezza e la tipica ironia napoletana denuncia i gravi misfatti condotti dalla politica italiana tra corruzione, appalti e malaffari.

Non sorprende che Pino Daniele abbia voluto dedicare il titolo della sua canzone al caffè che a Napoli più che una tradizione è un vero e proprio culto.

“7.000 caffè” di Alex Britti

Non uno, ma addirittura 7.000 caffè beveva Alex Britti nell’omonima canzone “7.000 caffè” con cui partecipò al Festival di Sanremo 2003 classificandosi secondo.

Il brano è decisamente più leggero rispetto agli altri due appena elencati e narra di una storia d’amore in cui un uomo, pur di raggiungere quanto prima la sua donna, è disposto a bere una miriade di caffè per stare sveglio al volante e sfruttare l’effetto energizzante della caffeina.

“Caffè nero bollente” di Fiorella Mannoia

Restando in tema “Festival” anche Fiorella Mannoia ha voluto dedicare una canzone al caffè nell’edizione del 1981: “Caffè nero bollente”.

Oggi il brano è un grande successo, ma non fu apprezzato dalla critica in quanto arrivò solo all’undicesimo posto.

Forse i tempi non erano ancora maturi per il contenuto della canzone “rivoluzionario” e “anticonformista”.

“Caffè nero bollente” parla infatti di una donna legata ad un uomo che ormai non la ama più e dopo tanti anni, in una fredda giornata d’inverno dal colore di un caffè nero bollente, trova la forza per porre la parola fine ad una relazione che ormai non ha più motivo di esistere.

“Il caffè della Peppina” di Marina D’Amici e Simonetta Gruppioni

Lo slogan bevi il caffè quando vuoi non avrebbe fatto molta strada con “Il caffè della Peppina” che “non si beve la mattina, né col latte né col tè”.

Questa canzone, cantata da Marina D’Amici e da Simonetta Gruppioni, vinse lo “Zecchino d’oro” nel 1971 ed ancora oggi è un tormentone che quando entra in testa non esce più.

Nonostante il ritmo dinamico ed orecchiabile questa canzone in realtà affonda le sue radici in un periodo storico molto complicato che risale addirittura all’Ottocento.

Il “Caffè della Peppina” era infatti un bar dove si ritrovavano pensatori, patrioti ed intellettuali che combattevano per l’indipendenza italiana.

I soldati durante la prima guerra mondiale si ritrovavano in questo bar per bere il caffè e mettersi in forza e mantennero quest’abitudine anche dopo il conflitto.

Tuttavia negli anni successivi, tra fascismo e seconda guerra mondiale, la popolazione non poteva permettersi il lusso di bere il caffè ogni giorno e quindi doveva centellinarne l’uso.

Secondo una vecchia filastrocca inoltre il caffè della Peppina aveva proprietà depurative e lassative, quindi non poteva essere bevuto al mattino prima di andare al lavoro.

Sempre secondo la filastrocca invece chi ne beveva troppo doveva andare a letto senza cena poiché i viveri andavano razionati.

“L’odore del caffè” di Francesco Renga

Venendo più ai giorni nostri è recente l’uscita de “L’odore del caffè”, brano cantato da Francesco Renga e scritto da Ultimo.

Il cantautore parla di una storia d’amore ormai finita e la mancanza della persona amata viene colmata dall’odore del caffè, il cui profumo sopperisce all’assenza dell’amore ormai sfumato.

“Coffee Song” di Frank Sinatra

Il caffè è una bevanda internazionale bevuta ed apprezzata in tutto il mondo, quindi diversi cantanti, non solo italiani,  gli hanno dedicato dei brani. 

Frank Sinatra, con la sua voce vellutata e potente, nel 1961 intonò la canzone “Coffee Song” in cui ironizzava sul fatto che in Brasile ci fosse più caffè che acqua.

Anche questo brano era intriso di denuncia politica e sottolineava le difficoltà della popolazione brasiliana, la cui unica fonte di guadagno era unicamente il caffè a beneficio dei più ricchi nonostante le tante ricchezze presenti nel paese.

In conclusione, appare evidente che, magari non in modo diretto, senza dubbio le canzoni sul caffè hanno svolto un ruolo importante nella diffusione e nel consumo della rinomata tazzulella di cui noi italiani quasi certamente non riusciremmo a fare a meno.

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