Influencer e Gen. Z: il ruolo dei creator nel processo d’acquisto

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Fonte: Buzzoole

Influencer e Gen. Z: il ruolo dei creator nel processo d’acquisto, nel post a cura di Pop Up

Negli anni il rapporto tra giovani e social media è divenuto sempre più forte, tanto da influenzarne il processo d’acquisto. Si parla soprattutto di Millennials e Gen. Z, questi ultimi nativi digitali, ossia coloro che sono cresciuti in un mondo fatto da applicazioni e social media, senza i quali non sono stati abituati.

In questo post a cura di Pop Up, vediamo insieme l’interessante report a cura di Buzzoole, che indaga sul rapporto tra influencer e Gen. Z e di come questi ultimi siano influenzati, nei processi d’acquisto, dai creator digitali.

Gen. Z e consumi: il ruolo dei social media

Il report a cura di Buzzoole si basa su un sondaggio svolto su circa 2.000 ragazzi, di età compresa tra 18 e 24 anni, eterogenei per sesso, età e collocazione geografica. Ciò che emerge dallo studio del brand è una popolazione giovanile sempre più influenzata dai creator digitali nei loro processi d’acquisto.

Nello specifico due ragazzi su tre si ispirano agli influencer sui social media, dividendosi in due categorie:

  • GEN Z sensibili agli influencer – pari al 67% degli intervistati;
  • GEN Z indifferenti agli influencer – pari al 33% degli intervistati;

Se guardiamo ai touchpoint nei processi d’acquisto, il dato si fa ancora più interessante.

Nello specifico abbiamo che i ragazzi di oggi recuperano informazioni utili per i loro acquisti dai social media, e solo in minima parte dalla TV e dai media tradizionali.

I ragazzi, dove recuperano le informazioni utili ad effettuare un acquisto?

  • L’informazione che arriva dai propri pari: recensioni, passaparola da persone della propria cerchia, foto e opinioni di consumatori;
  • Dagli influencer, i quali superano la stessa pubblicità televisiva per rilevanza nel processo di acquisto;
  • Dagli owned media della Marca: dal sito ai social, senza trascurare i punti vendita che permettono una physical evidence del prodotto;
  • In ultimo i media tradizionali, quali TV, Radio e Stampa;

Il tempo libero: tra Internet e social media

Il tempo libero dei più giovani è fatto da applicazioni, social media e siti internet, tralasciando la restante fetta di media. Nello specifico, il 70% dei ragazzi italiani passa il proprio tempo libero su Internet. A seguire la TV, vista come mezzo lasciato in eredità dai genitori, e solo in minima parte abbiamo cinema, libri, giornali, radio e teatro come mezzi di svago per i ragazzi intervistati.

Ma quali sono i social media più seguiti e utilizzati dai ragazzi italiani?

Al primo posto saldamente abbiamo Instagram, seguito da YouTube. Al terzo posto si mantiene stabile Facebook e a seguire abbiamo TikTok, che sta guadagnando rapidamente il consenso dei più giovani, mentre il social principe di Zuckerberg vive un momento di stagnazione.

Prima di tutto, occorre specificare che coloro che sono più sensibili all’acquisto, dopo aver raccolto informazioni sui social, sono gli heavy user, coloro cioè che si connettono più volte in un’ora sui social media. In questo lasso di tempo connessi alle loro applicazioni preferite, i ragazzi possono seguire diverse tipologie di contenuto, che vanno dai video alle foto contenenti scene rilassanti e divertenti, in un’ambientazione giornaliera, possibilmente con uno sfondo musicale gradevole a fare da sottofondo al contenuto.

La segmentazione degli utenti della Gen. Z

Ma chi sono i giovani che navigano sui social?

Gli utenti della Gen. Z possono dividersi in diversi cluster, in base ad un insieme di auto-percezioni legate ad esigenze, aspettative, atteggiamenti, che si manifestano in un comportamento di acquisto.

Sono stati identificati, nello specifico, 7 distinti profili di utenti facenti parte della Gen Z, ciascuno dei quali ha uno specifico comportamento nel processo di scelta di prodotti e servizi:

  • leader (il 28%), che si affida agli influencer competenti nel settore di appartenenza per dimostrare la propria superiorità e sentirsi leader del gruppo di appartenenza;
  • narcisista (il 23%), che si fa influenzare dagli influencer con tanti follower, soprattutto per i prodotti alla moda;
  • old fashion (il 17%), che si affida a prodotti artigianali secondo tradizione, affidandosi ai propri influencer preferiti;
  • attivista (il 12%), che sceglie prodotti amici dell’ambiente promossi dalle aziende che fanno dell’etica e della sostenibilità ambientale, il proprio cavallo di battaglia;
  • funzionale (il 9%), il quale sceglie prodotti utili e che durano a lungo, stando attento al rapporto qualità/prezzo;
  • affettivo (il 7%), che sceglie i prodotti consigliati da amici e parenti, cercando di essere rassicurato;
  • edonista (il 4%), che sceglie i prodotti che migliorano la sua vita quotidiana, che lo fanno sentire meglio, pieno di energia, spensierato;

Ognuno di loro ha quindi delle specifiche esigenze, da soddisfare mediante l’acquisto di prodotti/servizi offerti e mostrati loro dagli influencer.

Cosa può fare il brand per assicurarsi l’attenzione dei giovani sui social?

Attraverso un’indagine ad hoc e in base al proprio target di mercato, il Brand/Azienda, potrà ottenere i seguenti benefici:

  • Conoscere la Brand Image della propria Marca e quella dei concorrenti;
  • Mappare il livello di affinità con i diversi profili, sia per prodotti esistenti che per concept di prodotti in lancio;
  • Indagare awareness, usership e overall liking della propria Marca e dei prodotti in portafoglio, comparandoli con quelli dei brand concorrenti;
  • Ottenere indicazioni tattiche e strategiche per attività di marketing e di comunicazione;