venerdì, Agosto 28, 2026
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Bridgerton, la serie che ha conquistato il pubblico anche grazie al suo cast

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Per gli appassionati di serie TV, Netflix e la pay-TV hanno rappresentato una vera e propria svolta. Sono lontani i tempi in cui ci si accontentava delle serie che andavano in onda sulla TV standard: oggi è tutto un rincorrersi di nuovi temi, storie interessanti, ambientazioni originali che si affiancano a quelle più classiche e intramontabili. Bridgerton è ora in cima alla classifica delle serie più amate e guardate della TV in streaming, e diversi sono gli ingredienti che hanno decretato il successo di questa saga, incoronata da ben 82 milioni di visualizzazioni a nemmeno un mese dalla prima programmazione.

Per chi non ha ancora avuto modo di iniziare a seguire questa nuova saga firmata Netflix, ne descriviamo brevemente ambientazione e trama, senza spoiler ovviamente! Oggi, in effetti, è diventato veramente difficile non leggere le anticipazioni su come andrà a finire un film o una serie televisiva. A volte accade per caso, altre volte invece non riusciamo proprio a controllarci e dobbiamo assolutamente sapere qualcosa in più sulla nostra serie TV preferita, sui loro attori o sulla trama. 

L’importante, mentre effettuiamo le nostre ricerche, è non dimenticare mai la sicurezza in rete: è proprio quando meno ce lo aspettiamo che gli instancabili hacker sono lì, pronti a spiarci. Mentre noi curiosiamo su chi saranno i nuovi attori della serie, i truffatori del web sono lì a curiosare tra i nostri dati personali, in particolar modo password, codici e informazioni bancarie. 

Per fortuna, tecnologie come le VPN gratis ci danno la possibilità di difenderci e valutare nel frattempo quale sia la rete privata più adatta a noi, in base alle nostre esigenze (come, ad esempio, guardare in streaming le serie TV per il tempo che vogliamo, in tutta sicurezza!)

Il cast che ha confermato il successo di Bridgerton

Bridgerton è una serie del 2020 che sfodera un tema tanto classico quanto difficile da riproporre in maniera interessante per il pubblico, ormai esperto di serie TV e ambientazioni di ogni tipo. La storia narra le vicende di una famiglia benestante di Londra all’inizio del 19° secolo. La storia narra le avventure in società dei Bridgerton e dei loro 8 figli tra innamoramenti, sfide, balli in maschera e colpi di scena. Tutta la serie è ispirata ai romanzi della scrittrice Julia Quinn (in tutto 8, ma a breve dovrebbe uscire il 9° volume), che vengono sempre riadattati in modo da non rendere prevedibile quello che succederà nelle varie puntate.

Il cast di Bridgerton ha riscosso un grande successo già dalla prima serie, ma nella seconda serie c’è stato qualcosa che ha lasciato il segno negli spettatori: il cast si è arricchito di più attori provenienti dal Far East, confermando il tocco orientale della serie TV. La scelta caratterizzante ha riguardato anche il ruolo degli attori asiatici che, soprattutto nei film, hanno quasi sempre ricoperto posizioni collaterali rispetto a quelli principali e che ricadevano in stereotipi abbastanza rigidi. 

Rompendo gli schemi invece, Bridgerton dà una nuova personalità e un nuovo carattere ai personaggi, tratti che il pubblico finora non era abituato a vedere. Soprattutto, le due sorelle Sharma si muovono all’interno della società londinese dell’epoca come donne sicure di sé e rispettate, al pari delle altre donne inglesi appartenenti al loro stesso rango. Questa precisa scelta è piaciuta molto al pubblico, anche se ha destato alcune critiche, riguardanti principalmente il modo di riprodurre la società orientale dell’epoca.

L’Oriente visto da Bridgerton

Come accade anche per le più grandi pellicole della storia, non sono mancate le critiche a questa serie TV così tanto acclamata. Spesso è stata proprio la modalità con cui il tema asiatico è stato proposto ad essere presa di mira perché non perfettamente corrispondente alla realtà. L’effetto sarebbe quindi quello di dare una visione distorta della società indiana dell’epoca, facendola apparire troppo inclusiva rispetto a quello che è stato nella realtà.

Ad esempio, le sorelle Sharma apparirebbero eccessivamente emancipate anche per la stessa società londinese dell’epoca. 

Chi ha una buona conoscenza delle lingue asiatiche, in particolare indiane, avrebbe da subito sottolineato delle incoerenze linguistiche. Tra queste, il fatto che il cognome delle due ragazze farebbe riferimento all’India del Nord come luogo di origine, mentre il nome con cui chiamano il loro padre sarebbe tipico nell’India del Sud. Qualcosa di simile avviene nel modo in cui le due sorelle si chiamano tra loro, facendo riferimento ad abitudini che appartengono a zone opposte dell’India. 

La vera domanda che però ci poniamo è, al di là delle imprecisioni linguistiche, quale sia l’effetto di proporre una visione della società indiana dell’800 migliore rispetto a quella che effettivamente è stata in relazione alla parità dei sessi e all’inclusività. 

L’effetto forse è molto più positivo di quello che pensiamo: vedere un’altra cultura attraverso una lente diversa e riflettere su come la società e il mondo potrebbero apparire una volta depurati da sentimenti quali il razzismo e l’emarginazione. Un risultato per cui si può sacrificare la riproduzione perfettamente fedele dell’epoca.