No, il rapper Emanuele Palumbo (in arte Geolier) non c’entra. E anche se potrebbe sembrare un acronimo uscito direttamente da un canale come History Channel, il termine GEO è destinato a cambiare per sempre la percezione delle attività online da parte dei business. Insomma, è da prendere sul serio, e non poco. Perché, con l’introduzione massiccia dell’AI da parte di Google, oggi posizionarsi sul noto motore di ricerca significa questo: affondare le mani in un pacchetto di algoritmi che privilegia fattori molto diversi rispetto al passato per assegnare autorità ad un sito web. Insomma, cambia la SEO, cambia (o dovrebbe cambiare il prima possibile) l’ottimizzazione onsite del proprio sito.
Arriva la GEO, cosa cambia concretamente?
Quando si parla di GEO, si fa riferimento alla Generative Engine Optimization. Ovvero all’ottimizzazione degli asset online di un business finalizzata ad uno scopo: migliorarne il posizionamento sfruttando i nuovi algoritmi di Google, che oggi utilizzano l’intelligenza artificiale per sintetizzare le risposte, senza limitarsi ad un mero elenco di siti, come invece accadeva in passato. L’utente chiede e Google risponde tramite lo snippet dell’AI Overview, che sovrasta tutti gli altri risultati, posizionandosi in cima alla pagina. In soldoni, visibilità all’ennesima potenza, a patto di capire come sfruttare questo snippet.
Noi ci siamo rivolti alla web agency Smart Web SEO di Milano per capirci qualcosa, e le risposte sono state più chiare che mai. Senza esagerare con i tecnicismi, ecco il cuore del discorso: oggi Google è un motore di risposte, che capta i segnali provenienti dal web per coniare una soluzione “cotta e mangiata” per l’utente. Un dramma per i business che non si aggiornano, un vantaggio enorme per chi – invece – ha l’ardire di guardare oltre la collina, abbracciando questa novità. L’obiettivo di un business “2.0”, quindi, dev’essere il seguente: farsi notare quando Google genera queste risposte, e ottenere una menzione (cioè un link diretto al sito) all’interno della stessa risposta. Così l’utente potrà approfondire l’argomento di suo interesse sapendo che, in quel link, troverà una soluzione perfettamente coerente con la propria richiesta.
Ottimizzare onsite il sito web per accontentare Google
Per ottimizzare onsite il sito della propria attività, rendendolo “piacente” per Google, è importante rivolgersi ad una web agency come Smart Web SEO, composta da professionisti esperti in GEO e SEO AI. Ma come lavora un consulente in questa branca? Per prima cosa effettua un audit (dunque un controllo) del sito, per verificare cosa non va e cosa può essere migliorato. Poi scatta l’ottimizzazione, ovvero l’esecuzione di tutti i cambiamenti atti a rendere quel sito attrattivo per i nuovi algoritmi di Google, aumentando le chance di ottenere una citazione nelle risposte generate dall’AI Overview. Attività che comprendono ad esempio la revisione dei contenuti e l’ottimizzazione dei dati strutturati.
Verranno eseguiti dei test per capire quale opzione rende meglio, in termini di visibilità su Google e sugli altri motori di risposte generative. E dato che Google cambia, anche tali attività dovranno cambiare, seguendo gli aggiornamenti di Big G e cercando – se possibile – di anticiparli. Pur non esistendo formule magiche, alcune best practices sono destinate a dare sempre risultati.







































