venerdì, Agosto 28, 2026
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Search Tech 2025: l’evoluzione definitiva dell’evento SEO che anticipa il futuro della Search

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La Bologna Tech Week 2025 ha confermato ancora una volta la sua centralità nel panorama dell’innovazione italiano, trasformando la città in un hub aperto dedicato alle tecnologie emergenti. Con oltre una settimana di appuntamenti rivolti a professionisti, aziende, studenti e startup, la manifestazione ha esplorato tematiche cruciali come AI, trasformazione digitale, automotive, turismo e food tech. In questo contesto si inserisce Search Tech l’evento SEO più longevo d’Europa, che per la sua nuova edizione ha scelto un formato essenziale ma estremamente approfondito: una sola sala, due giornate dedicate interamente a SEO e Intelligenza Artificiale.

Pop Up Mag ha seguito da vicino i lavori per offrire una panoramica completa dei trend che stanno ridisegnando il futuro della ricerca online.

Il filo conduttore dell’edizione 2025 è stato chiaro fin dall’apertura: Google AI Overviews, i nuovi modelli linguistici e la trasformazione delle SERP stanno imponendo una revisione profonda dei paradigmi del search. L’obiettivo è stato quello di fornire ai professionisti strumenti, visioni e metodi per affrontare un panorama in rapida mutazione, in cui la SEO non scompare, ma si evolve.

La prima giornata si apre con l’intervento di Giorgio Taverniti, che mostra come le risposte AI-driven stiano cambiando radicalmente il rapporto tra utenti e motori. Nel talk “Il futuro della ricerca umana”, evidenzia come le ricerche diventeranno multimodali, conversazionali e distribuite, aprendo scenari inediti dominati da sistemi integrati.

Federica Brancale illustra come l’AI permetta di automatizzare e raffinare attività di SEO Analytics, mentre Maria Paloschi lancia un quesito provocatorio: “È possibile una SEO senza Google?” La risposta emerge chiara: la differenza non la fa il canale, ma il brand.

Uno dei talk più attesi è quello di Elisa Paesante (SISTRIX), che confronta ChatGPT e Google AI Mode mostrando dati reali. La conclusione è evidente: la SEO sta entrando in un territorio ibrido, in cui la visibilità dipende sempre più da sistemi generativi.

Il pomeriggio vede interventi tecnici e operativi. Luisella Curcio e Valerio Cusinato presentano un modello omnichannel potenziato dall’AI, Giovanni Sacheli introduce le 10 librerie Python più efficaci per la SEO, mentre Gianluca Fiorelli approfondisce il suo approccio ai content hub basato su un clustering a quattro livelli: entità, micro-momenti, sentiment e formato.

È proprio qui che Fiorelli introduce uno dei concetti più forti dell’intero evento. La sua analisi sui micro-momenti smonta l’idea — troppo teorica — di un customer journey lineare. Le decisioni degli utenti non seguono un percorso ordinato, ma sono frammentate, impulsive, guidate da bisogni immediati. Il modello “I want to know / do / go / buy” diventa così la traduzione concreta di un marketing radicato nella realtà: non conta essere ovunque, conta esserci quando serve.

Nelle fasi di Exploration, Consideration e Location, Fiorelli sottolinea la necessità di contenuti basati su Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilità. Niente artifici narrativi: serve expertelling, cultura e capacità di orientare davvero l’utente.

Nei momenti di high-friction, quando emergono dubbi come “quanto costa davvero?”, ciò che conta è trasparenza e solidità, non marketing “fuffa”.

La fase finale, quella della Conversion, riporta invece in gioco la componente emotiva: un tocco di affabulazione, se guidato da onestà e visione del valore, può completare il percorso. Come ricorda Fiorelli, “il marketing è tutto ciò che facciamo per vendere”.

Altro intervento di rilievo è quello di Andrea Scarpetta, che confronta un SEO specialist con 31 modelli LLM per il clustering semantico: risultato, l’AI è potente ma non replica ancora il ragionamento umano.

La giornata prosegue con Marco Maltraversi, che approfondisce tecniche di blended search come Reciprocal Rank Fusion e Visual Query Fan-Out Analysis, e con l’intervento di Mariachiara Marsella sull’ecosistema di segnali che ruota attorno a una query.

Monica Brignoli affronta il tema dell’impatto delle AI Overview sull’editoria, mentre Demetrio Orecchio chiude mostrando le nuove funzionalità AI di Screaming Frog.

Il 5 dicembre si apre con una tavola rotonda dal titolo provocatorio: Se cliccano meno, cosa lo facciamo a fare?” La conclusione è unanime: la SEO non perde valore, ma va misurata diversamente, perché i KPI tradizionali non bastano più.

Il talk di Alessio Pomaro mostra come la discovery AI-driven stia cambiando il modo in cui gli utenti scoprono informazioni, mentre Duccio Lunari offre una mappa concettuale aggiornata dei trend Search+AI.

Momento applicativo di grande interesse è lo speech di Fabio Lazzerini sull’ottimizzazione dei dati strutturati JobPosting tramite indexing API.

Alessandra Pagliai affronta il crocodile effect, ovvero il calo del CTR a fronte di impression stabili, un fenomeno sempre più comune nell’era delle SERP AI.

Il percorso internazionale è gestito da Pamela Gacioppo, che illustra un metodo efficace per scalare contenuti locali su mercati globali. Grande interesse per Martin Splitt, dedicato al debugging JavaScript, e per il caso studio di Valentina Lepore, che mostra come una strategia SEO integrata possa moltiplicare per 10 la visibilità di un piccolo hotel.

Nel pomeriggio, Francesca Crespan spiega come automatizzare task SEO con GitHub Copilot, anche senza competenze di sviluppo.

Luca Bove demistifica la Local SEO nell’era dell’AI, mentre Enrico Altavilla propone un metodo avanzato per trasformare insiemi di query in insight di mercato grazie a NLP e LLM.

L’intervento finale di Alessio Turriziani riassume il nuovo scenario competitivo: in un mondo dominato dall’AI, l’autenticità diventa un ranking factor.

A chiudere l’evento è il “Final Game” guidato da Giorgio Taverniti.

Conclusioni

Search Tech 2025 dimostra che la SEO non sta scomparendo: sta cambiando profondamente. Gli strumenti diventano più complessi, le metriche si aggiornano e la professionalità richiesta aumenta. Pop Up Mag conferma che i trend emersi a Bologna anticipano una SEO più tecnica, più integrata e più guidata dall’AI.

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