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I social media per le aziende? Non sono sempre un must!

Social media per le aziende

I social media per le aziende: non sono sempre imprescindibili come nel caso del pub Wetherspoon

Quanto è importante l’utilizzo dei social media oggi? Guardando le statistiche che si trovano in giro per il web, possiamo affermare che l’utilizzo di queste piattaforme sono diventate un’estensione della nostra realtà.

È tutto più semplice se i nostri feed di Facebook o di Instagram sono pronti a darci le informazioni e le notizie che ci interessano, senza doverle andare a ricercare.

Negli ultimi anni i social media, hanno stravolto radicalmente il mondo della comunicazione, creando un filo diretto tra le aziende e gli utenti, ma non tutti vedono aspetti positivi nella fruizione di queste piattaforme.

In questo post di Pop Up, abbiamo deciso di parlarvi del caso dell’azienda JD Wetherspoon plc e della sua decisione di uscire dal mondo dei social media, chiudendo i propri canali ufficiali.

Non perdiamoci in chiacchiere! Andiamo a scoprire più da vicino quali sono state le motivazioni alla base di questa decisione.  

Il caso Wetherspoon

Il 16 aprile di quest’anno la nota azienda londinese JD Wetherspoon plc che gestisce la più nota catena di pub presente nel Regno Unito, ha annunciato la sua decisione di abbandonare i propri canali  Facebook, Instagram e Twitter. Il numero uno della Wetherspoon, Tim Martin, ha dichiarato nel comunicato stampa emesso dall’azienda:

“Non credo che la chiusura di questi account influenzerà il nostro business e questa è la visione schiacciante dei nostri gestori dei vari pub. Sta diventando sempre più evidente che le persone trascorrono troppo tempo su Twitter, Instagram e Facebook e lottano per controllare la compulsione. Gestiremo inoltre il nostro sito web e l’app Wetherspoon. Incoraggiamo i clienti a mettersi in contatto con noi tramite il nostro sito web o parlando con il gestore presso il loro pub locale”.

È inoltre lo stesso Tim Martin, continuando, ha ammesso:

“Siamo contrari all’idea secondo cui queste piattaforme sono una componente vitale di un’azienda di successo”.

Affermazioni abbastanza forti se consideriamo il periodo storico in cui ci troviamo e di come queste piattaforme digitali  stanno cambiando il nostro modo di vivere.

Al momento della chiusura, i Social Network ufficiali contavano:

  • 100.000 follower su Facebook;
  • 44.000 follower su Twitter;
  • 6.000 follower su Instagram.

Le motivazioni della decisione

È ovvio, la decisione di Tim Martin è stata presa guardando agli ultimi avvenimenti che hanno segnato il mondo dei social media. Infatti non c’è nessun motivo specifico alla base di questa presa di posizione contro l’utilizzo di queste piattaforme da parte della JD Wetherspoon plc, ma quello che ha spinto l’azienda ad andare controcorrente, sono delle semplici preoccupazioni. Quali?

La principali hanno riguardato, da un lato il tema della Privacy, nella quale la stessa azienda ha citato, tra i tanti casi, lo scandalo di Cambridge Analytica che ha coinvolto uno dei social network più importanti del momento come Facebook, è dall’altro la grande dipendenza delle persone nella fruizione di queste piattaforme di social networking, come quasi fosse una droga o per meglio dire un’estensione del loro essere.  

Se lo state pensando, possiamo assicurarvi che non si tratta di un operazione di “Marketing” intrapresa dall’azienda, ma di un forte senso di responsabilità sociale.

Ma lo stupore generale è da intravedere in una delle affermazioni fatte dallo stesso Tim Martin nel comunicato stampa. Infatti, ha ammesso che l’utilizzo di queste piattaforme non tende alla formazione di un profitto positivo per l’azienda, ma solo alla creazione di un mercato concorrenziale formato da social post e che soprattutto dall’uscita dal mondo dei social network non influirà in maniera negativa sul proprio fatturato.

Le nostre osservazioni sul caso

La presa di posizione della JD Wetherspoon plc è molta coraggiosa per il periodo in cui ci troviamo.

I social media oggi rappresentano un’arma importante in termini di branding poiché aiutano a rafforzare le associazioni che ruotano attorno al brand di un’azienda, per non contare la velocità di connessione con il proprio pubblico e la possibilità di fare in maniera più efficace customer care.

Quello che possiamo esprimere sul caso è la non totale disapprovazione della scelta. Oggi, molte aziende si fanno battaglia sui social, intravedendo sempre di più la possibilità di creare maggior profitti, dimenticandosi dello scopo per cui sono stati creati.

 

Chi avrà ragione?  Il nuovo mondo digitale che si sta affermando oppure la JD Wetherspoon plc? Diteci la vostra!

3 Comments

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  1. C’è da dire anche altro a riguardo. La prima cosa è che Wetherspoon non ha sicuramente bisogno di fare Brandon, in patria. La seconda, e forse anche più importante è che, per loro propria mission, sostengono e Incoraggiano l’indipendenza dei pub entrati a far parte del loro brand, anche a livello comunicativo. Tantissimi loro pub hanno ancora profili social. Loro ne hanno bisogno. L’azienda centrale probabilmente molto meno.

    • Grazie per la tua opinione. Siamo interessati sempre a dare voce al pubblico di lettori che ci segue. Grazie mille ancora!

  2. Che poi… Volevo scrivere “branding” e mi è uscito “brandon”. la creatività del t9 e dei commenti fatti col cellulare.

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