Facebook, addio agli Instant Articles

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Facebook, addio agli Instant Articles per un social che predilige video e intrattenimento

Era nell’aria ma adesso è realtà: addio Instant Articles, la funzionalità lanciata da Facebook nel 2015, per informare gli utenti sulle ultime notizie in giro per il mondo. Se l’obiettivo era quello di far rimanere per più tempo gli utenti collegati all’applicazione e di remunerare gli editori attraverso la pubblicazione diretta sul social medium, questo può dirsi fallito. Ed è così che a partire da aprile 2023 si dirà addio alla funzione.

Il nuovo mantra di Meta (Facebook, Messenger, Instagram, ecc) è quello di intrattenere il pubblico con video e reels. Quindi più orientato verso ciò che offre al momento TikTok.

Se, infatti, Meta ha notato il maggior coinvolgimento degli utenti su video e altri contenuti rispetto agli articoli e alle notizie, continuare ad andare avanti sulla strada dell’editoria sembra non avere più senso. Inoltre, le nuove generazioni consumano le notizie solo o quasi in formato video, abbandonando la lettura. A testimonianza di questo, i reels sono il formato più visto e in crescita su Facebook e Instagram. Quindi occorre continuare a puntarci anche nel prossimo futuro.

Largo, in definitiva, all’intrattenimento, ai video divertenti, mentre molto meno su notizie e cultura, che avranno sempre meno spazio in feed.

Secondo Meta:

“Attualmente meno del 3% di ciò che le persone in tutto il mondo vedono nel feed di Facebook sono post con collegamenti ad articoli di notizie. E come abbiamo detto all’inizio di quest’anno, come azienda non ha senso investire eccessivamente in aree che non si allineano con le preferenze degli utenti”.

Conclusioni

Nei prossimi mesi vivremo probabilmente profondi cambiamenti nel modo di vedere i social media e nelle funzionalità offerte agli utenti. Allo stesso modo, nei prossimi anni assisteremo ad un cambiamento anche nel modo di consumare le notizie. Video e reels soppianteranno la lettura, almeno nelle giovani generazioni, e occorrerà ragionare in modo diverso se si è editori. Anche la SEO e l’ottimizzazione per il web dovrà prendere atto di questo cambiamento di abitudini globale.