Nel mondo del retail, dove il digitale domina ma l’esperienza resta centrale, i brand stanno riscoprendo il valore degli spazi fisici in forme nuove e sorprendenti. I pop-up store, in particolare, si affermano come strumenti versatili per creare connessioni autentiche con i consumatori, testare idee e rafforzare la brand identity. È il caso di Vinted, che con l’apertura di un temporary store a Londra sceglie di affiancare alla sua presenza online un contatto reale, tangibile e coinvolgente.
Ne parliamo con Arnaud Gallet, direttore della Business Unit Retail di Comexposium e figura di riferimento nell’ambito dell’organizzazione di eventi internazionali dedicati all’innovazione e all’evoluzione del settore.
In vista della prima edizione di NRF Retail’s Big Show Europe, prevista a Parigi dal 16 al 18 settembre, Gallet condivide con noi una visione approfondita su temi chiave per il futuro del retail: dall’evoluzione delle strategie omni-channel, al nuovo ruolo dei negozi fisici nell’era digitale, fino al potenziale dei pop-up store come strumenti di connessione tra brand e clienti.
- Il pop-up store di Vinted a Londra segna un passaggio interessante. Secondo lei cosa spinge oggi un brand digitale come Vinted ad aprire uno spazio fisico? È una questione di marketing o soprattutto di esperienza?
La decisione di Vinted di aprire un pop-up store a Londra rappresenta una scelta strategica che unisce obiettivi di marketing e la volontà di arricchire l’esperienza del cliente. Per un brand nato nel digitale, approdare nello spazio fisico non significa tanto cambiare canale quanto rafforzare la propria presenza sul mercato e intensificare il coinvolgimento con il pubblico.
Un’iniziativa di questo tipo consente infatti di accrescere la visibilità del marchio: un pop-up in una città come Londra attira attenzione mediatica, stimola il passaparola e genera interazione sui social, posizionando Vinted come un brand attivo, urbano e attento alle tendenze. La natura temporanea del negozio crea inoltre un senso di urgenza e scarsità, trasformando lo shopping in un’esperienza-evento che attira i consumatori. Allo stesso tempo, lo spazio fisico offre l’opportunità di raccontare il brand in modo localizzato, permettendo a Vinted di instaurare una connessione più profonda con il pubblico londinese e di rafforzare concretamente il proprio impegno per una moda sostenibile.
Sul piano dell’esperienza cliente, il pop-up store contribuisce a umanizzare il digitale, offrendo interazioni dirette, consigli personalizzati e un’assistenza concreta che colma il distacco spesso percepito nelle esperienze online. Funziona anche come un laboratorio sperimentale dove testare nuovi servizi e formati; come le prove in loco, il ritiro e la consegna degli articoli, o eventi di styling e raccogliere feedback utili.
Infine, questa iniziativa consente di costruire e consolidare la community anche nel mondo fisico, attraverso workshop, incontri e momenti di scambio, rafforzando il senso di appartenenza e i valori fondanti del brand legati al riutilizzo e alla sostenibilità.
- Dal suo punto di vista, quali sono gli elementi fondamentali per trasformare un punto vendita in un’esperienza premium, soprattutto per clienti luxury?
Per trasformare un negozio in un’esperienza premium, soprattutto per la clientela del lusso, è essenziale andare oltre l’estetica e creare un ambiente raffinato, immersivo e altamente personalizzato. Questo include un design architettonico elegante con materiali ricercati, un’atmosfera multisensoriale e un servizio fluido che trasmetta esclusività con naturalezza. Attenzione personalizzata, personale esperto e tecnologia discreta ma efficace arricchiscono il percorso complessivo, mentre il coinvolgimento emotivo e la narrazione del brand elevano la visita a un momento memorabile. In definitiva, il negozio diventa un santuario dei valori del marchio, offrendo ai clienti non solo prodotti, ma un’esperienza curata, distintiva e intima.
- In un contesto sempre più digitalizzato, perché l’esperienza in-store continua a rappresentare un punto di contatto irrinunciabile tra brand e cliente?
In un mondo sempre più digitale, l’esperienza in negozio rimane un punto di contatto fondamentale perché offre connessioni emotive, sensoriali e umane che i canali digitali da soli non possono replicare. Un negozio fisico dà vita al brand, creando uno spazio in cui i clienti possono percepirne e viverne direttamente l’identità. Favorisce la fiducia attraverso l’interazione personale, rafforza la fedeltà con un servizio memorabile e differenzia il marchio in un mercato saturo. Inoltre, completa gli strumenti digitali abilitando percorsi omni-channel ed esperienze personalizzate. In definitiva, il negozio trasforma lo shopping in un’esperienza di marca immersiva e significativa.
- I pop-up store sono diventati un formato sempre più popolare nel retail. Cosa rende questo tipo di negozio così interessante sia per i brand che per i consumatori?
I pop-up store sono sempre più attrattivi perché offrono ai brand un modo flessibile e a basso rischio per creare visibilità, testare nuovi mercati o prodotti e costruire relazioni dirette con i clienti. La loro natura temporanea genera un senso di esclusività e urgenza, attirando consumatori alla ricerca di esperienze uniche e limitate nel tempo. Per gli acquirenti, i pop-up offrono originalità, immersione e un legame più personale con il brand. Per i brand, rappresentano potenti strumenti di marketing che combinano visibilità, coinvolgimento della community e storytelling esperienziale; il tutto senza l’impegno a lungo termine di uno spazio retail permanente.
- NRF Retail’s Big Show Europe si presenta come uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al mondo del retail. Secondo lei, qual è il valore di un evento come questo per chi lavora nel settore oggi, e quali sono i temi più urgenti che porterà al centro della discussione?
L’evento riunirà oltre 480 espositori internazionali, offrendo un’opportunità unica per scoprire le ultime innovazioni nel retail.
Queste aziende presenteranno le proprie soluzioni più recenti, dando ai partecipanti la possibilità di esplorare strumenti adatti ad affrontare le attuali sfide del settore, come digitalizzazione, gestione dell’inventario e miglioramento dell’esperienza cliente.
L’evento proporrà anche oltre 200 sessioni tra conferenze e workshop, guidate da leader del settore ed esperti internazionali. Le tematiche affrontate includeranno:
- L’impatto dell’intelligenza artificiale sul retail
- Strategie di sostenibilità nelle catene di fornitura
- Il futuro del commercio omni-channel
- L’evoluzione del comportamento dei consumatori dopo la pandemia
Queste conferenze offriranno preziose prospettive a chi lavora nel settore e desidera restare aggiornato sulle ultime tendenze e innovazioni.
Di Arnaud Gallet, direttore della Business Unit Retail presso Comexposium e direttore di NRF 2025 : The Retail Big Show.









































